«I rifugiati abbassano il livello delle scuole tedesche»

I rifugiati abbassano il livello di istruzione delle scuole tedesche: lo dice uno studio dell’Istituto di economia di Colonia (IW – Institut der deutschen Wirtschaft Köln).

I rifugiati non possono colmare il bisogno di forza lavoro specializzata in Germania. Come riporta Die Welt, i risultati di uno studio condotto dall’Istituto di economia di Colonia dimostrano che i richiedenti asilo sono responsabili dell’abbassamento del livello di istruzione e dell’aumento del numero di salari bassi nel Paese.

I numeri

Il 9% dei rifugiati adulti in Germania non ha mai frequentato una scuola; il 24% di loro ha lasciato la scuola senza terminarla. Questi numeri non costituiscono una novità: già nel 2016 l’IW aveva infatti divulgato dati simili, ma all’epoca non era stata data loro grossa risonanza. Allora si guardava ai rifugiati come a moderni Gastarbeiter che avrebbero costituito la base per un nuovo miracolo economico tedesco. Ma ignorare questi dati non porta benefici per nessuno, né per i cittadini tedeschi né per i rifugiati stessi.

Investire nell’integrazione

I nuovi arrivati rappresentano una grossa sfida per il sistema scolastico tedesco. Poiché i rifugiati non costituiscono forza lavoro specializzata, la Germania deve investire molto nell’integrazione. Soltanto in questo modo si può evitare che il livello delle scuole tedesche si abbassi, con conseguenze negative per gli studenti e per l’economia del Paese. Senza investimenti immediati non si potranno evitare costi altissimi per il sistema sociale né la concorrenza nel settore dei salari bassi. Come riporta Die Welt, la Germania non può permettersi di commettere l’errore di associare la questione rifugiati al bisogno di forza lavoro, in quanto si tratta di due questioni di natura completamente diversa, l’una umanitaria, l’altra economica. In altri termini: il bisogno di forza lavoro in Germania non può essere colmato attraverso la politica dell’asilo. Ciò che serve è una solida politica d’immigrazione che porti in Germania la forza lavoro di cui il Paese necessita realmente.

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Foto di copertina: Verteilaktion Schreibmaterial © gruenewien Public Domain Mark 1.0

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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