“I tedeschi rifiutano le responsabilità della seconda guerra mondiale”

Il capo del partito di governo polacco, Diritto e Giustizia, ed ex presidente del consiglio, Jarosław Kaczyński, ha accusato la Germania di rifiutare le responsabilità della seconda guerra mondiale, chiedendo al governo di Berlino di pagare le riparazioni di guerra.

Sembra di tornare indietro al 1939 quando la Germania nazista invase la Polonia in accordo con la Russia di Stalin, distruggendo intere città, causando decine di migliaia di morti in battaglia e centinaia di migliaia che finirono nei campi di concentramento. Stando all’articolo del The Local.de , che riporta parole del capo del partito Diritto e Giustizia, nonché ex-presidente del consiglio polacco Kaczynski: “stiamo parlando di ingenti somme e inoltre del fatto che i tedeschi per anni hanno rifiutato di prendersi le proprie responsabilità per lo scoppio della seconda guerra mondiale”, così ha dichiarato giovedì 27 luglio durante un suo commento a Radio Maryja, radio cattolica polacca.

Il nuovo museo di Danzica: la guerra degli europei.

Una delle recenti preoccupazioni di Kaczynski riguarda l’apertura del Museo della seconda guerra mondiale nella città portuale di Danzica, al confine con la Germania, sesta città polacca per grandezza e una delle più importanti città storiche.
Kaczynski ha descritto il nuovo museo come “niente più che una sorta di regalo” dal Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ex presidente del consiglio polacco succedutegli nel 2007, nonché nativo di Danzica, alla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Continua Kaczynski :“è un museo che aderisce alla politica storica tedesca”, senza dare spazio al punto di vista polacco della guerra.
Il museo è stato una delusione secondo l’ex presidente nazionalista, perchè offre ai visitatori una visione della seconda guerra mondiale più dal punto di vista internazionale, perdendo la centralità della storia polacca, non sottolineando l’aspetto patriottico che la Polonia ha sempre avuto storicamente, al quale Hitler ha deciso di porre fine in maniera tragica, scontrandosi però con la resistenza che non verrebbe menzionata nel museo.

La decisione di accorpamento e le proteste.

Il museo inoltre è stato al centro di una guerra legale dopo che il governo polacco ha dichiarato tramite il ministro della giustizia, Piotr Gliński, la volontà di unirlo con il Museo di Westerplatte, museo della guerra del 1939.

Decisione ministeriale, che stando a quanto raccolto da East Journal è stata contrastata dal sindaco di Danzica Paweł Adamowicz, dal consiglio comunale e dal direttore del museo Pawel Machcewicz che teme, che con la rimozione dell’attuale dirigenza amministrativa l’intero concept del museo venga stravolto. Sostenuto e promosso dal sostegno personale di Donald Tusk, e della sua Piattaforma Civica che tramite una raccolta di 120 milioni di dollari ha portato avanti questo progetto per anni, tant’è che circa 200 storici statunitensi e europei hanno firmato un appello per contrastare l’iniziativa del governo polacco. I critici inoltre parlano di un danno ad un progetto a cui si lavora da anni, che rischia di subire una diminuzione dell’importanza del concept stesso del museo. L’analisi del conflitto mondiale più devastante di sempre, viene trattata dal nuovo museo andando oltre le prospettive nazionali, raccontando il conflitto globale partendo da tematiche globali come il collasso dei regimi democratici avvenuto progressivamente in tutta Europa.

Il veto del Presidente Duda contrario alle volontà del partito e la crisi interna.

Abbastanza lontana dalla controversia che riguarda il museo, Kaczynski ha criticato la decisione del Presidente della Repubblica riguardo un progetto di riforma del sistema giudiziario prendendo la battaglia per il museo come uno scontro esemplare fra il governo e le corti di giustizia.
Il rapporto infatti fra il governo e il potere giudiziario, è di nuovo al capolinea. Il Presidente della Repubblica Andrzej Duda, anche lui del partito di Kaczynski, ha sorprendentemente bloccato la riforma della Corte Suprema, votata a maggioranza dal Parlamento, precedentemente oggetto sia di proteste popolari, sia di critiche da parte dell’Unione Europea, poiché sostanzialmente toglieva l’autonomia dei giudici distruggendo il rapporto di pesi e contrappesi all’interno delle istituzioni.

Dalla crisi interna all’attacco alla Germania.

Dunque ricapitolando, Kaczynski vede la situazione in Polonia ormai sfuggire dal suo diretto controllo, di capo del partito di maggioranza, e tenta in ogni modo di farsi portavoce di un nuovo nazionalismo che si sta diffondendo in tutte le democrazie europee, scagliandosi questa volta contro la Germania, sempre criticata dall’ex presidente del consiglio.

In uno dei suoi libri infatti afferma che la Germania ha di nuovo l’ambizione di ripristino di un potere “imperiale”, aggiungendo a queste dichiarazioni ulteriori critiche per quanto riguarda la politica di accoglienza tedesca.
Nelle dichiarazioni di giovedì, oltre ad accusare la Germania di non riconoscere le responsabilità della guerra, ha chiesto ai diplomatici polacchi di scendere in campo a Berlino ribadendo che “ è per questo che si ha bisogno di una diplomazia efficace e leale nei confronti delle istituzioni statali.”

Una richiesta inascoltata, come quella delle riparazioni di una guerra che rappresenta una delle pagine più scure dell’Unione Europea, ma che rimane sempre importante ricordare, con iniziative per la memoria collettiva di tutti i cittadini europei ricordando che i nazionalismi quella guerra la fecero scoppiare.

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Foto di copertina di © Piotr Drabik  CC BY-SA 2.0

Sara Bagnoli

Studentessa di Scienze politiche alla Cesare Alfieri di Firenze. Sempre in cerca di novità, è in Erasmus a Berlino per amore della Germania. Classe 1995 scrive da 2 anni per capire, conoscere e descrivere il mondo.

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