Il Berghain ha fatto causa a due svedesi che hanno ironizzato sulla sua politica di selezione

Due designer svedesi hanno ideato un gioco di carte dedicato al Berghain, il celebre club techno di Berlino, in cui vince chi riesce a fare propria la politica di selezione del leggendario buttafuori Sven Marquardt.

L’impietosa selezione e l’interminabile coda all’ingresso del celebre club techno berlinese Berghain sono a dir poco leggendarie, tant’è vero che sono diventate protagoniste di un gioco da tavola concepito da due designer svedesi originari di Göteborg. Intitolato Bergnein (che si potrebbe tradurre letteralmente con BergNo, in cui il “no” sta per gli innumerevoli rimbalzi che avvengono all’ingresso del tanto ambito locale), il gioco di carte in questione replica le dinamiche della severa selezione all’ingresso del club. Sebbene il gioco abbia avuto da subito uno strepitoso successo, pare che i titolari del club techno per eccellenza non siano per niente soddisfatti dell’ironico omaggio: come riporta B.Z., contro il gioco sono state intentate ben tre azioni legali – in Svezia, Germania e a livello europeo – per contraffazione del marchio.

Il gioco Bergnein

L’obiettivo del gioco è ammettere nel club quanti più ospiti interessanti possibile e respingere quelli meno cool. Del primo gruppo fanno parte omosessuali e drag queen, ospiti che fanno guadagnare al giocatore diversi punti; tra i clubber da rimbalzare ritroviamo invece turisti e poliziotti in borghese, che se ammessi comportano la perdita di punti preziosi. Il gioco non rinuncia dunque ai cliché pur mantenendo un rispetto e un’ironia di fondo che hanno portato allo strepitoso successo del prodotto: «Ci hanno contattato tantissime persone della community lgbt per ringraziarci per averli resi protagonisti del gioco». Alexander Kandiloros, uno dei due designer del gioco, ebbe l’ispirazione per Bergnein dopo essere riuscito a superare l’impietosa selezione del leggendario buttafuori Sven Marquardt anni fa.

Le accuse del Berghain

Contro Bergnein sono stati intentati tre procedimenti legali in Svezia, Germania e a livello europeo. L’accusa? Contraffazione del marchio. «La fine è vicina. Presto riceveremo posta dal tribunale e abbiamo ragione di credere che ci verrà imposto un divieto di vendita» hanno dichiarato i due designer in una comunicazione ufficiale ai propri sostenitori, esortandoli a procedere all’acquisto degli ultimi esemplari del gioco i cui proventi verranno utilizzati per coprire i costi delle controversie giudiziarie con il Berghain. Come riporta rbb24, la comunicazione ufficiale si conclude con un’affermazione sarcastica da parte dei due fondatori del progetto: «Niente è più underground di un grande studio legale che in tre diversi tribunali fa causa a due designer di giochi da tavolo indie».


Berlino Schule tedesco a Berlino
Berlino Schule tedesco a Berlino

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Tutte le foto © Bergnein

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

One Response to “Il Berghain ha fatto causa a due svedesi che hanno ironizzato sulla sua politica di selezione”

  1. Francesco

    et voilá, i “trasgressivi” si dimostrano a volte un po’ borgesucci. Mi ricorda Vasco Rossi che ha querelato un sito internet che lo perculava.

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