“Il cinema indipendente ha ancora una vita a Berlino. Non è così ovunque”

Il Kino di Nansenstrasse, in occasione del consueto appuntamento di aperitivi con BerlinItaly, ha recentemente proiettato nelle sue sale Go with Le Flo: commedia romantica girata nel 2014 a Berlino e quinto film firmato dalla casa di produzione Bright Blue Gorilla.

I membri della casa di produzione sono Robyn Rosenkranz e Michael Glover, regista ed editor, tra gli altri, del programma MTV The Osbournes. Dopo un incontro a Los Angeles nel 1990, i due si sono prima sposati, dopodiché hanno deciso di vendere tutto e di acquistare un one-way-ticket per l’Europa. “È da 25 anni che giriamo il mondo portando la nostra musica ed i nostri film. Qualche mese fa siamo stati all’International Film Festival di Pechino, dove Go with Le Flo ha avuto un successo davvero inaspettato”.

Non soprende. Cos’altro ci si può aspettare da una pellicola che unisce mentalità tedesca e approccio francese, che parla di una vita semplice, quella di tutti i giorni, rivelando, allo stesso tempo, il cosmopolitismo di Berlino? Non succede sempre, e invece in questa occasione accade di uscire dal cinema a “cuor leggero”, ma non solo: il linguaggio romantico della pellicola è divertente e sottile, e ci ricorda come un umorismo pulito e genuino, e non necessariamente trash, che fa ridere ed insieme sorridere, sia ancora possibile quando, dietro e davanti alla cinepresa, lavora la mente giusta. Viene voglia di parlarne con il regista ed è quel che facciamo.

Come mai Berlino come teatro del suo film?

L’amore a prima vista l’ho vissuto io in realtà, appena sono arrivato qui. C’è un elettricità diversa nell’aria, un’elettricità “elettrizzante”, e non ho dubbi quando dico che Berlino è veramente, adesso, the place to be. Insomma, è una metropoli nel pieno della sua epoca d’oro, e questo dipende da tanti fattori: innanzitutto, è una città aperta ad ogni tipo di iniziativa, che non ha paura di sperimentare, che ha una mentalità libera da pregiudizi. E poi, per quanto i prezzi si siano alzati rispetto a qualche anno fa, la vita continua ad essere assolutamente accessibile, soprattutto per gli artisti, che spesso hanno grandi idee, ma le tasche vuote.

Come paragonerebbe la sua esperienza di filmmaker a Los Angeles a quella che sta vivendo in Germania?

Totalmente diversa e per certi versi posso dirmi più contento. Rispetto a Los Angeles, Berlino è una città decisamente migliore e più adatta alla creazione di qualcosa, anche perché molto meno costosa. Ed è difficile fare business quando non si è nati ricchi – io lo so bene. Qui poi c’è un’umanità diversa: per esempio, nessuno ti risponde di no quando chiedi aiuto. Ci è capitato spesso di entrare casualmente in negozi e bar e nessuno ha mai rifiutato di aiutarci. E credo che a Berlino sia spesso così quando si tratta di arte: la gente arriva e, semplicemente, dà una mano. Tu vivi la città e la città vive te e quello che stai facendo.

Questo ha influito anche quando si è dovuto occupare della promozione del film?

Certo, anzi, non esagero quando dico che è come se tutta la città si fosse unita per Go with Le Flo. I designers ci hanno fornito spontaneamente i loro abiti e loghi, i cinema ed i teatri bellissime locations per le proiezioni. Noi di Bright Blue Gorilla teniamo molto alla nostra libertà artistica, anche auto-finanziando i film e gli eventi, e qui non ci è stata data alcuna restrizione. Anzi, il cinema indipendente a Berlino è ancora molto vivo. E forse non tutti lo sanno, ma non è così ovunque.

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