Il New Yorker ha realizzato una guida grafica ai dolci italiani ed è bellissima

Tamara Shopsin ha realizzato per il New Yorker una guida grafica interamente dedicata ai dolci italiani.

L’Italia ha una varietà di dolci eccezionali. Se ne sono resi conti al New Yorker, il noto periodico statunitense nato nel 1925, che ha deciso di pubblicare una guida grafica firmata da Tamara Shopsin su alcune delle nostre prelibatezze più particolari. Dall’occhio di bue,  noto per il suo squisito ripieno di marmellata o di cioccolata ai cuddureddi, tipici dolcetti di carnevale calabresi, passando per le chiacchiere di Carnevale (che hanno un nome diverso in ogni regione), gli ossi dei morti tipici in Sicilia  nel periodo di Ognissanti, la pupazza frascatana (dolce che ha le sembianze di una donna con tre seni tipico della provincia di Roma.), i para frittus o fatti fritti, le ciambelle sarde. La lista non è completa: una volta che vi si è posato il pensiero sopra diventa difficile non citare i brutti ma buoni tipici biscotti alle nocciole e mandorle dall’origine dubbia perché contesi tra Piemonte e Lombardia o le minnuzze di sant’Agata, cassatine tradizionali siciliane preparate per l’eponima santa, i baci di dama, chiamati così perché ricordano due labbra intente a baciarsi, tipici della tradizione piemontese o la  sorchetta doppio schizzo, immancabile dolce tradizionale romano.

Tamara Shopsin la grafica newyorkese

 “Sono un’illustratrice, ma uso molti modi diversi per illustrare. A volte uso la penna e l’inchiostro, altre volte uso la tipografia. Per me ciò che è difficile da fare è la cosa più importante” così si racconta  Tamara Shopsin, l’autrice della guida che, oltre a illustratrice si definisce anche grafica, scrittrice e “cuoca di uova. Ha collaborato spesso con il New Yorker e la si può seguire su Instagram all’account tshopsin. Non solo: chi vuole può acquistare il suo libro Arbitrary stupid goal, testo che raccoglie le memorie della Shopsin nella sua incantevole New York. C’è anche un suo sito internet diviso in 4 sezioni in cui è possibile vedere alcuni dei suoi lavori. La sezione dedicata alla cucina è quella che riguarda il suo ristorante, lo Shopsin di New York.

Un post condiviso da Tamara Shopsin (@tshopsin) in data:

Il New Yorker

Tamara ha avuto l’occasione di lavorare per il New Yorker ben 3 volte lo scorso 2017. Una bella opportunità dato che il New Yorker è un importante periodico statunitense, forse quello più autorevole se si parla di riviste che ospitano allo stesso tempo reportage, editoriali, saggi, narrativa, satira, vignette e poesia. Nonostante le sue notizie siano incentrate per lo più sulla vita sociale della città di New York, i suoi lettori sono sparsi in tutto il mondo, anche in quell’Italia che ora potrà godere di questa insolita guida dedicata alla sua tradizione dolciaria.

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Immagine di copertina: guida grafica dolci italiani CC0 © Alice Di Vetta

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