Il ritorno di David Bowie a Berlino

Era l’anno 1976 quando Bowie decideva di rinunciare agli eccessi di droghe e alle stravaganze esoteriche della vita che conduceva a Los Angeles per rifugiarsi a Berlino, lontano dai riflettori, alla ricerca di nuovi stimoli: sono gli anni in bianco e nero nella grigia Berlino, ancora soffocata dalla pesantezza della storia passata e presente.

Gli anni ’70, il glamour e le pailettes cominciano ad appartenere al passato e ormai è il tempo di concentrarsi su un’arte più concettuale e minimale, su una musica meno pop e più astratta. Non a caso nel 2001, riferendosi a Berlino, Bowie la definisce „una città in cui è facile perdersi e ritrovare di nuovo sè stessi.“ Gli stimoli creativi e artistici sono molti e anche le influenze sonore elettroniche e cacofoniche, quasi senza melodia, dei Kraftwerk e dei Neu! lasciano traccia sulla produzione di Bowie del periodo. A questi anni appartiene anche la collaborazione con il cantautore Brian Eno e con il suo approccio introspettivo alla musica e ai testi.

rsz_brian-duffy-aladdin-saneUna mostra dedicata all’artista inglese non può certo non tenere conto di questo fondamentale periodo. Per Sarah Zimmermann, direttore responsabile della mostra berlinese, „non c’era dubbio che la mostra David Bowie appartenesse a Berlino“ e che per questo motivo andasse ampliata la sezione dedicatavi. L’esposizione che a partire da oggi e fino al 10 Agosto occuperà parte del piano nobile del Martin-Gropius-Bau è infatti una riproposizione della mostra che l’anno scorso ha registrato un record di visite al Victoria & Albert Museum di Londra, prima retrospettiva in assoluto sulla vita del Duca Bianco.

Dato però il cambio di scenario e l’interesse del pubblico ad esso correlato, alla mostra originale sono stati aggiunti 60 nuovi pezzi che descrivono in maniera più dettagliata la permanenza di Bowie a Berlino dal 1976 al 1979. Un particolare rilievo viene posto a proposito alla corrente artististica espressionista del primo ‘900 ed in particolare sul gruppo „Die Brücke“, da cui Bowie era rimasto molto affascinato, tanto da visitare più e più volte il Brücke Museum diDahlem.

La copertina di Heroes (1977) è ispirata a Männerbildnis (1919) di Erich Heckel, un quadro concesso dal museo appena citato per la mostra del Martin-Gropius-Bau. Bowie, sempre influenzato dallo stesso pittore tedesco, aiutò inoltre l’amico e vicino di casa berlinese, Iggy Pop, per la creazione della copertina The Idiot (1977); trovarsi di fronte alla polaroid che Bowie ha scattato a Iggy in un parco a pochi passi da noi, nella posa di Roquairol (1917), e che poi sarà la copertina del suddetto album, non può che emozionare: sembra di rivivere insieme ai due protagonisti quel frangente di momento e quell’attimo di storia della musica.

set2La mostra in generale sorprende per l’allestimento e la sensazione costante è quella di stare attraversando oltre 50 anni di storia a fianco di David Bowie e dei suoi ricordi. Si tratta infatti di una mostra audiovisiva, in cui strumento fondamentale sono le audioguide presenti all’ingresso della mostra (il prezzo è incluso nel biglietto). Basta schiacciare il tasto con la lente d’ingrandimento prima di entrare nela prima sala e non toccare più l’apparecchio perchè attraverso un sistema wireless questo è automaticamente predisposto a seguire lo spettatore ovunque si muova e ad attivare il corrispondente contributo audio di fronte ad ogni oggetto o allestimento.

Inutile svelare la varietà di oggetti ed il fantastico repertorio musicale da studio o live che lo spettatore potrà godersi. Chi conosce David Bowie sa che la propria curiosità sarà stimolata e più che soddisfatta in ogni caso.

E a conoscere Bowie sono veramente in molti: per questo è consigliato munirsi di biglietto online su www.davidbowie.de prima di recarsi alla mostra. Il museo Martin-Gropius-Bau ha già organizzato un team di accoglienza che aiuterà il visitatore nell’attesa all’ingresso e poi ad orientarsi tra le varie mostre presenti contemporaneamente nell’edificio.

Per i veri fan un giorno speciale sarà infine il 15 giugno, in cui si svolgerà la “dieci ore per David Bowie” all’Haus der Berliner Festspiele: il programma è intenso e prevede ospiti sul palco e passeggiate nei luoghi berlinesi in cui Bowie si muoveva quotidianamente, come gli Hansa Studio ad esempio. Inoltre, come canta Bowie, tutti possiamo essere eroi per un giorno ed infatti in tale occasione potrete partecipare al concorso Bowie-Looklike ed entrare gratuitamente all’evento o vedere proiettata sul palco la propria foto che richiama una copertina a vostra scelta di un album del Duca Bianco. Per maggiori informazioni sul programma e sui contest www.berlinerfestspiele.de.

DAVID BOWIE

dal 20 maggio al 24 agosto

Martin-Gropiu-Bau, Niederkirchnerstr. 7, 10963 Berlin www.gropiusbau.de

Eccezionalmente, tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00. La cassa chiude alle 19:15.

Prezzi

Adulti: 14 euro (incluso audioguida) – Ridotto: 10 euro – Entrata libera fino a 16 anni.

Eliette Cannici

Berlinese da tempo immemorabile. La sua curiosità la porta a perdersi puntualmente per la grande capitale tedesca, ma le sorridenti stelle le fanno sempre poi ritrovare la strada di casa.

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