Installate le prime zattere tra Italia e Tunisia per salvare i profughi naufraghi

1000 zattere galleggianti ancorate in mezzo al mare tra la Tunisia e la Sicilia per salvare dalla morte tutti quei migranti che cercano di attraversare il Mediterraneo su imbarcazioni che troppo spesso finiscono con l’affondare. Le piattaforme serviranno come salvagenti statici a cui aggrapparsi in caso di tragedia. Il progetto, ambizioso, ma già parzialmente avviato, è di  Christian Konrad, coordinatore nazionale della questione rifugiati e del tedesco Zentrum für Politische Schönheit ( Centro per la bellezza politica).

La zattera Aylan 1. La prima piattaforma galleggiante, già posizionata in mare lo scorso 4 ottobre, è stata dedicata al piccolo Aylan, il bimbo trovato morto sulla spiaggia di Bodrum. Ad inaugurarla è stata una piccola delegazione del Zentrum partita all’alba dal porto di Licata. La zattera ha una superficie di 6×6 metri e può ospitare fino a 60 persone. È dotata di luci per la navigazione, scorte alimentari, un pannello fotovoltaico, giubotti di salvataggio, una fotocamera, ed è saldamente ancorata in due punti. La piattaforma, su cui sventola la bandiera austriaca, dispone inoltre di un telefono satellitare per avvertire i soccorsi. Il costo della zattera è di 20.000 euro, raccolti attraverso il crowdfounding su Indiegogo. “Il nostro obiettivo è quello di installare piattaforme in ognuna delle tratte mortali del Mediterraneo. Le frontiere chiuse e ogni metro di queste barbere rotte stanno costringendo le persone a morire in mare. Solo riuscendo a costruire il ponte Jean Monnet e quindi creando una via sicura per l’Europa, possiamo fermare le migliaia di morti e salvare l’Europa.”

Photo: ©  Nick Jaussi  - Center for Political Beauty.

Non solo zattere: il progetto è più grande. Un ponte tra Agrigento e Al Huwariyah (Tunisia) da intitolare al politico francese Jean Monnet, uno dei padri fondatori dell’Europa. La costruzione potrebbe iniziare già nel 2017 per finire entro il 2030. Presentato come “monumento all’umanità per mettere fine alla crisi umanitaria europea”, sarebbe lungo ben 230. Costo: 230 miliardi di euro. Al progetto collaborerebbero l’impresa di costruzioni Strabag e la banca Raiffeisen. “ Il collegamento tra i due continenti si rivelerebbe anche un forte stimolo economico per l’Europa, tutti gli altri stati membri sono invitati a partecipare a partire dalla Germania”

 Zentrum für Politische Schönheit. Il Centro per la bellezza politica è “un gruppo che vuole stabilire la bellezza morale, la poesia politica e la grandezza umana mirando nel frattempo all’umanità”. “Quando siamo stati contattati dal coordinatore austriaco per i rifugiati, Christian Konrad, e ci è stato proposto il piano di costruzione del ponte e l’installazione delle piattaforme, ci siamo subito entusiasmati all’idea e abbiamo fatto il possibile per aiutare a rendere questa utopia reale. Progetti come questi, che vogliono creare nuove alternative azioni politiche e attivare nei pensieri delle persone l’umanità, creano controversie. Soprattutto perchè dimostrano che noi non usiamo tutte le nostre capacità e che possiamo fare più di quanto facciamo adesso. È necessario che comprendiamo che come paesi ricchi e tecnologicamente avanzati dobbiamo concentrare le nostre risorse nel salvare l’umanità europea.”

Per sostenere il progetto delle zattere galleggianti per il soccorso dei migranti in mare, potete fare la vostra donazione su indiegogo.com

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Miriam Tribastone

Siciliana innamorata della Germania, dopo la laurea triennale a Lugano, mi sono spostata ad Amsterdam per continuare i miei studi. Mi interessano il giornalismo e la fotografia.

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