“Berlino è indimenticabile: c’è tutto il Novecento”. Intervista allo scrittore Giuseppe Culicchia

Il look mod inganna, regalandogli un’aria quasi adolescenziale: Giuseppe Culicchia, torinese di nascita e forse pure per vocazione, tra i più letti e amati scrittori italiani contemporanei, ha appena compiuto cinquant’anni. Dal 1993, anno della pubblicazione del suo primo racconto, ha scritto tanto (oltre a Tutti giù per terra 1 e 2, Il paese delle meraviglie, Brucia la città, Torino è casa mia, tra le sue opere più riuscite) e tanto ha tradotto (Eston Ellis, Fitzgerald, Twain), facendo dello scrivere un mestiere quotidiano. Facendo di necessità virtù.
La trasferta berlinese lo porterà a incontrare i lettori (presso l’Istituto italiano di cultura), discutere e insegnare come scrivere un ottimo racconto (partendo da Hemingway), e presentare due spettacoli, Tutti giù per terra remixed e Berlin Kabarett, quest’ultimo presso la attivissima libreria Mondolibro, organizzatrice degli eventi in programma.

Lo abbiamo intervistato, scoprendo come, oltre a essere un eccellente letterato, sia persona di rara gentilezza (in effetti si dice dei torinesi…)

Culicchia benvenuto a Berlino. Viene spesso qui? Le piace la città?
Amo molto Berlino e cerco di venirci il più spesso possibile. La prima volta, nel 1996, resta per me indimenticabile. I vuoti della città raccontavano la Storia, così come i tanti stili architettonici che convivevano nel tessuto urbano: a Berlino c’è tutto il Novecento, basta guardarsi attorno. Poi in quegli anni era la città della techno, e si cominciava a percepire quel fermento artistico che caratterizza la Berlino di oggi.

Si parla talvolta di un gemellaggio Torino-Berlino: l’asse è ancora saldo? Ci sono elementi tedeschizzanti nella cultura torinese? O torinesi in quella berlinese? Se sì, quali?
Torino è una città con una storia militare e industrale nel suo dna: già capitale dei Savoia, ha conservato un certo rigore, anche se negli ultimi vent’anni è molto cambiata e l’industria non è più il suo motore. Anche Torino ha deciso di cercare una nuova vocazione nell’arte e nella cultura. Ecco, credo siano questi i tratti che accomunano le due città. Entrambe bagnate da sei fiumi, tra grandi e piccoli, e con un festival del cinema. Ma Berlino per quanto posso vedere mi sembra più rilassata, anche se parimenti indebitata.

Lei ha esordito nell’antologia Papergang Under 25, curata da Pier Vittorio Tondelli, per finire poco dopo, e dopo l’uscita del suo romanzo d’esordio, sulla copertina dell’autorevolissima rivista L’Indice dei libri del mese, diretta da Cesare Cases, uno dei, forse il, germanista più importante e influente che l’Italia abbia avuto. Frequentazioni con la letteratura tedesca?
Tra i contemporanei amo molto Thomas Brussig e apprezzo Ingo Schulze. Da ragazzo il mio primo amore tedesco fu per “Cassandra” e “Nessun luogo. Da nessuma parte” di Christa Wolf. Poi “Berlin Alexanderplatz”, di Doeblin: il capolavoro assoluto, per quanto mi riguarda. E poi ancora Grass, e indietro il Kafka di “America” e naturalmente Goethe. Tra gli autori di lingua tedesca non posso non ricordare Thomas Bernhard, anche se è austriaco.

Tra le tante cose che propone qui a Berlino, c’è anche Il racconto perfetto, laboratorio sul genere letterario del racconto, rivolto a coloro che intendono avvicinarsi alla scrittura. Il racconto è per alcuni un genere molto difficile da affrontare, lei invece lo considera propedeutico alla scrittura stessa?
Io sono partito da lì, dal racconto. E per me è stato come una sorta di allenamento per arrivare al romanzo. Una cosa che Carver non avrebbe mai detto… In ogni caso, per me “Colline come elefanti bianchi” di Hemingway è il racconto perfetto, con dialoghi straordinari e una struttura intoccabile. Da questo raccconto ho imparato molto.

Tutti giù per terra remix, di cui presenta una versione teatrale qui a Berlino, è la sua ultima fatica. Che cosa l’ha spinta a riprendere in mano quel libro?
Quando ho scritto la prima versione del romanzo non avrei mai pensato che sarebbe stato ristampato per vent’anni. Mi sono detto che valeva la pena di premiare il protagonista Walter, il primo precario allora inconsapevole della nostra narrativa, con un finale diverso, meno negativo. E per arrivarci ho riscritto daccapo il libro. Walter ha sempre 20 anni. Ma intorno a lui tutto è cambiato…per rimanere identico, almeno in parte.

Il libro usciva venti anni orsono, e svelava il precariato come nuovo paradigma esistenziale, a cui eravamo impreparati. Oggi siamo più preparati? Lo saremo mai? E’ un modello sostenibile per la società?
Il precariato è un cancro e quando i precari di oggi saranno uomini e donne anziani senza una pensione che permetta loro una vita dignitosa capiremo che cosa abbiamo permesso di fare a chi ci governa oggi.

Lei ha lavorato a lungo come libraio, per cui le chiedo: Kindle sì, Kindle no?
Libri di carta, per sempre. Ma sono sereno: non spariranno mai.

Per finire una domanda banaluccia da fare a uno scrittore, ma irresistibile: a parte, immaginiamo, Eston Ellis, Fitzgerald e Twain, che ha tradotto, quali scrittori legge più volentieri? E quale reputa il più grande tra quelli viventi?
Cormac McCarthy.

Eventi in programma

Giovedì 7 maggio ore 19  Incontro con l’autore Giuseppe Culicchia
Moderazione: Francesca Bravi. In lingua italiana con traduzione simultanea.
Ingresso libero
IIC Berlino

Venerdì 8 maggio ore 20  Tutti giù per terra remixed

Con Giuseppe Culicchia e Federica Mafucci

Ingresso: 12€
Prevendita 10€
Hoftheater, Naunynstraße 63, 10997 Berlino – Kreuzberg

Sabato 9 maggio ore 14 – 17 Laboratorio IL RACCONTO PERFETTO a cura di Giuseppe Culicchia
Con letture di Giuseppe Culicchia e Federica Mafucci

Costo: 25€
iscrizione obbligatoria: info@mondolibro.de
Mondolibro – Torstr 159 – 10115 Berlino

Sabato 9 maggio  ore 20 L’antipresentazione. Berlin Kabarett
con Giuseppe Culicchia e
Federica Mafucci

Ingresso 7€
Mondolibro – Torstr 159 – 10115 Berlino

Domenica 10 maggio ore 16 CinemAperitivo  Tutti giù per Terra
1997, Regia: Davide Ferrario, 88’,

Con Carlo Monni, Valerio Mastandrea, Benedetta Mazzini
Ospite: Giuseppe Culicchia

Ingresso 8€
Kino Babylon,
Rosa-Luxemburg-Str. 30, 10178 Berlino

Piera Ghisu

Nata alla fine degli anni '70, sono stata una filosofa in radio nella mia citta', Cagliari, fino al mio approdo a Berlino. Nella capitale tedesca da 3 anni, mi occupo di turismo sostenibile per cercare di vedere un futuro per l'Italia. Per Berlino Cacio e Pepe Magazine faccio cose e vedo gente (ovviamente, cit.)

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