«Io, da due anni a Berlino, qui sto meglio, ma nel profondo mi sentirò sempre napoletano»

Sono passati esattamente due anni da quando sono atterrato a Berlino in un freddo e buio giorno di novembre. Se ragiono a mente fredda, devo ammettere che la Germania mi ha più tolto che dato.

Mi ha tolto molti abbracci di mia madre, tante partite in salotto con mio padre, i diciotto anni di mia sorella, le discussioni con l’altra, tante risate con gli amici (che poi quando ci vediamo è come se non fossimo mai scesi da quel treno che ci riportava a casa dopo lo scuola), qualche chilo di troppo, incalcolabili ore di sonno, lettura e scrittura, la possibilità di esserci nei momenti di dolore, qualche pranzo in famiglia e la vista del mare.

Eppure non riesco ad avercela con la Germania. Solo tre cose mi ha dato, ma erano quelle di cui avevo veramente bisogno: una qualità della vita cittadina migliore, l’opportunità di vivere da solo e la concreta possibilità di immaginarmi un futuro.

Non sarò mai del tutto tedesco, questo è certo. Chi ha vissuto a Napoli troppo tempo come me non se la scrolla più di dosso. Anche se vai a vivere fuori non puoi fare a meno di essere napoletano. E tutto quello che fai lo farai sempre con un pizzico di napoletanità. Sarai un inglese napoletano, un francese napoletano, un tedesco napoletano. E tutto ciò sarà un bene. Non mi sento un ingrato ed un traditore per aver lasciato l’Italia. In realtà nessuno dovrebbe sentirsi tale se va a vivere da un’altra parte. Noi non siamo alberi. Le radici per noi sono importanti, ma non sono tutto. Non sono vitali. Altrimenti le avremmo anche noi. A noi invece hanno dato le gambe. E le gambe sono fatte per camminare. Anche lontano da casa. Senza per questo dimenticarsi da dove si è venuti. Senza per questo sentirsi dei traditori se ci si allontana.

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Gabriele Iaconis

Gabriele Iaconis è nato a Napoli nel 1985. È laureato al corso magistrale di Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale ed Ambientale presso la Federico II di Napoli. È appassionato di lettura e scrittura e non osa immaginare un mondo senza libri. Ha pubblicato due romanzi: Un motivo in più per guardare il cielo (Boopen LED 2010) e Buenos Aires (Homo Scrivens 2012) nonché racconti in varie antologie. Vive a Berlino dal novembre 2013 e si trova benissimo. Spera di continuare a scrivere e leggere il più possibile.

3 Responses to “«Io, da due anni a Berlino, qui sto meglio, ma nel profondo mi sentirò sempre napoletano»”

  1. Jam

    “Se ragiono a mente fredda, devo ammettere che la Germania mi ha più tolto che dato…(segue lista di privazioni…).

    (La Germania) “Solo tre cose mi ha dato, ma erano quelle di cui avevo veramente bisogno: una qualità della vita cittadina migliore, l’opportunità di vivere da solo e la concreta possibilità di immaginarmi un futuro” (hai detto niente!).

    Forse la Germania non ti ha tolto nulla, ti sei privato tu (e non per sempre…easyjet e fai il pieno di aria di casa) di ciò che potevi mettere in secondo piano, rispetto a ciò di cui avevi veramente bisogno per vivere e che, guarda un po’, sembra che la tua città non possa darti.

    Questo sentimento contraddittorio non aiuta chi resta a capire fino in fondo le tue scelte e soprattutto a incoraggiare, ognuno nel suo piccolo, la nostra società a creare quelle condizioni per non dover partire, a meno che non si tratti di scelte personali.

    Auguri comunque!

    Rispondi
    • Gabriele

      Ciao Jam,

      In realtà il mio era solo un pensiero dentro il quale volevo far rientrare un concentrato di sensazioni che in questi due anni ho provato a fasi alterne. Non rimpiango assolutamente la scelta di essere partito per la Germania, anzi la rifarei mille volte, quel mondo che mi sono lasciato dietro mi andava ormai troppo stretto. Quindi in fin dei conti devo molto alla Germania e a Berlino se ora ho una vita più serena. Non so se gli altri debbano dover capire qualcosa dalle mie considerazioni, ognuno costruisce e distrugge quello che ritiene opportuno creare e distruggere… delle mie parole la società può far bene a meno…
      Grazie per gli auguri!
      In bocca al lupo anche a te

      Rispondi
  2. Fabio

    Da napoletano più anziano a napoletano…non posso che essere d’accordo…tutto quello che ero è congelato dentro me in attesa di tempi migliori…

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