«Io, giovane artista italiana, espongo al museo di Berlino grazie a sacrifici e determinazione»

A Berlino presso il Museum Europäischer Kulturen – Museo delle culture europee, dal 30 maggio 2015 fino all’8 gennaio 2017 è allestita una bella mostra collettiva dedicata alle italo-berlinesi. Il nome dell’esposizione è Erfüllbare Träume? -Italienerinnen in Berlin (Sogni realizzabili? Italiane a Berlino) e tra le artiste vi è una giovanissima ragazza di Schio, GIulia Filippi, 25 anni, da poco più di tre anni a Berlino da dove ormai lavora come grafico e fotografa freelancer sia per il mercato italiano che tedesco: «La distanza fa bene. Da quando sono in Germania sono diventata anche più “attraente” agli occhi dei potenziali clienti italiani. Ricevo molte richieste per lavori tanto che negli ultimi anni ho effettuato alcune copertine di libri e grafiche per vari committenti. Fossi rimasta in Italia quelle stesse persone non mi avrebbero mai contattato. Per qualche strana ragione, al di là delle competenze, il fascino di Berlino si attacca alle persone che vi vivono»

La mostra di Berlino. «Ad organizzarla è Lisa Mazzi, presidente dell’associazione Rete Donne Berlino (qui la sua intervista a Berlino Magazine), che mi ha contattato a fine 2014 per fare parte del collettivo. Assieme a Tania Tonelli ha raccolto le testimonianze rielaborate in forma artistica, di donne italiane emigrate a Berlino negli ultimi 5 anni. Tutte le opere esposte sono collegate tra loro da un filo rosso, a formare un percorso che culmina con la mia opera intitolata “Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze”. Quando mi hanno spiegato quale fosse il tema dell’esibizione, ho avuto subito l’ispirazione. Inizialmente ho progettato il tutto in formato A3 e interamente in digitale. Per realizzare l’installazione vera e propria ho però chiesto consiglio a mio padre, che è falegname, e ho iniziato a chiedere preventivi per costruire i due pannelli su cui sono dipinti due cuori stilizzati e decorati con le immagini dei continenti. I due cuori sono uniti a loro volta da un groviglio di fili rossi a dimostrazione che si possa andare al di là dei pregiudizi, superando i confini geografici, e non, che ci impediscono in molti casi di vedere le differenze culturali e sociali come forme di arricchimento e non come qualcosa di negativo».

Giulia e Berlino. «Dopo essermi laureata nel 2012 all’Istituto Europeo di Design, con indirizzo illustrazione e animazione decido di fare un viaggio verso Berlino. Mio fratello ci viveva già da qualche mese o e mi aveva incuriosita con i  suoi racconti. Non c’ ero ancora mai stata. Mi sono bastati pochi giorni per innamorarne, così viva, piena d’arte e di colori, trasudante di stimoli creativi. Purtroppo finiti i giorni di vacanza dovevo tornare in Italia, ma sapevo che non sarebbe stato un addio».

Programmare il trasferimento. «Tornata a casa ho fatto la cameriera a Schio in attesa della chiamata dalla mia università che aveva promesso di trovarmi in poco tempo uno stage post-curriculare nel mio campo. La telefonata non è mai arrivata. Un giorno mi sono svegliata e ho pensato: “Piuttosto che fare la cameriera a Schio, vado a farla a Berlino, almeno imparo una lingua e vedo qualcosa di nuovo. Ho preparato la valigia e il 28 ottobre 2012 sono partita alla volta di Berlino. Appena arrivata mi sono iscritta a un corso di tedesco. Nel frattempo per mantenermi ho lavorato in un bar, in un ristorante e ho anche fatto i mercatini. È stato molto stressante, ma mi ha permesso di dedicarmi parallelamente anche alla mia arte. Il mio ex padrone di casa lavora nel campo della grafica e mi consigliò di aprire una partita Iva qua in Germania per rendermi più professionale. Da quel momento il mio obiettivo è stato uno solo: cercare di fare vedere le mie illustrazioni e creazioni a pubblico e addetti ai lavori. Ho mandato decine di mail a galleristi, provato ogni bando/concorso/offerta di mostra collettiva di cui venissi a sapere, fatto girare il mio nome sia online che offline. Mi sono recata ad eventi, conosciuto persone e nel frattempo, con i soldi che mettevo da parte, partecipato a workshop per migliorarmi e stare al passo con i tempi, aprendomi anche alla fotografia. Gradualmente, con tanta determinazione, mi sono levata alcune soddisfazioni. Sono state protagonista di varie mostre in bar, locali e centri culturali. Non gallerie, loro non hanno ancora mai risposto, almeno fino alla mostra al Museo delle culture che forse vale più di tutto il resto. Fortunatamente in una città come Berlino l´arte si respira un po’ ovunque, anche caffè e saloni artistici danno la possibilità di avere un po’ di visibilità anche a chi ancora non è famoso. L’ultima mostra collettiva temporanea a cui ho partecipato è stata allestita al Fluxbau nell’agosto 2015. Ho anche un mio profilo su Artconnect Berlin, un portale che mette in comunicazione gli artisti della città e che segnala eventi, workshop e annunci di lavoro nel nostro campo. Le ho provate, e le provo tuttora – perché di certo non sono arrivata, semmai un artista potrà mai direi “arrivata” – tutte, con un entusiasmo e una forza di volontà che non mi ha mai abbandonato. Se non fossi io a credere prima di tutto in me stessa, chi altro dovrebbe essere pronto a farlo?»

Erfüllbare Träume? -Italienerinnen in Berlin – Mostra collettiva

 fino all’8 gennaio 2017

presso il Museum Europäischer Kulturen

Lansstraße 8 / Arnimallee 25 14195 Berlino

orario: dal martedì al venerdì 10-17, sabato e domenica 10-18, lunedì chiuso

Ingresso: 8 €

Sito di Giulia Filippi

 

HEADER SCUOLA DI TEDESCO Foto di copertina: © Cesare Zomparelli

Federica Felicetti

Comunicatrice appassionata, social media addicted per professione e anche un po´per passione, in trasferta a Berlino grazie a uno scambio europeo. Innamorata di questa cittá, ancora come il primo giorno.

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