La fascinosa poesia di Paul Klee sull’uomo e sui suoi limiti infiniti

Non tutti sanno che oltre ad essere uno dei pittori più rivoluzionari e talentuosi del XX secolo, Paul Klee, fu anche musicista e poeta, artista insomma a tutto tondo che considerava l’esprimersi, il momento creativo, come un ponte immaginario fra la mente e la realtá, non dunque una rappresentazione sterile di quanto viviamo quotidianamente, ma un vero e proprio discorso in cui esistenza ed arte comunicano, attraverso il quale trasferire suggestioni. Per questo, forse, le opere di Klee raccontano, soprattutto, vere e proprie visioni destrutturate della realtá, interpretazioni essenziali e colorate che aprono le porte ad un mondo di splendide incertezze.

 

Paul Klee, Due Montagne

Ci sono due montagne dalle cime chiare e luminose,

il monte degli animali e il monte degli dei.

Tra l’uno e l’altro sta la fosca valle degli uomini.

Se mai uno leva lo sguardo in alto

è pervaso da un vago, insopprimibile desiderio

– egli che sa di non sapere – di quelli che non sanno di non sapere,

di quelli che sanno di sapere.

 

Paul Klee, Zwei Berge

Zwei Berge gibt es auf denen es hell ist und klar,

den Berg der Tiere und den Berg der Götter.

Dazwischen aber liegt das dämmerige Tal der Menschen.

Wenn einer einmal nach oben sieht,

erfasst ihn ahnend eine unstillbare Sehnsucht,

ihn, der weiss, dass er nicht weiss

nach ihnen die nicht wissen, dass sie nicht wissen

und nach ihnen, die wissen dass sie wissen.

 

 

La foto di copertina: [ K ] Paul Klee – Die: Sängerin L. als Fiordiligi (The Singer L. as Fiordiligi) (1923) – Detail © cea + CC BY 2.0

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