La Germania celebra i cento anni del Bauhaus con nuovi musei, mostre e festival

Il 2019 sarà l’anno dell’arte e della cultura in Germania. Si festeggiano infatti i cento anni del Bauhaus, la scuola tedesca di design e architettura tra le più famose al mondo obbligata poi a chiudere dal regime nazista, con l’apertura di nuovi musei nelle città di Dessau e Weimar, luoghi chiave nello sviluppo di questa scuola, e con l’organizzazione di un festival a Berlino. Il 2020 vedrà svolgersi un’altra manifestazione culturale di rilevanza, accompagnata da mappe e da un’apposita app. L’evento è intitolato la “Strada del Modernismo” e percorrerà tutta l’Europa.

I progetti per il centenario. Molti sanno come questa scuola rappresenti un simbolo per la Germania. Un simbolo di innovazione e di libertà, così nella cultura come nella storia del paese. Le iniziative per celebrare questa storica scuola sono state promosse e supportate dal Parlamento tedesco e sono legate a tre diverse istituzioni che hanno legami con il Bauhaus. Si tratta della Fondazione Bauhaus di Dessau, della Klassik Stiftung di Weimar e dell’Archivio Bauhaus / Museo per il design di Berlino. A Weimar aprirà il nuovo Bauhaus Museum, con un progetto della berlinese Heike Hanada. Anche a Dessau si inaugurerà un nuovo museo per ospitare la collezione della Fondazione Bauhaus, ideato da Gonzaléz Hinz Zabala, studio d’architettura spagnolo. A Berlino si vuole ampliare l’Archivio costruito nel 1979, con l’aggiunta di una nuova struttura. Nella capitale, inoltre, verrà organizzato un festival per l’apertura delle celebrazioni del centenario in cui musica, arti dello spettacolo, performative e visive si mescoleranno ispirandosi ad alcuni dei principali esponenti del movimento Bauhaus: Lyonel Feininger, Oskar Schlemmer e Lászlό Moholy-Nagy.

© New presentation of the Bauhaus Collection / Bauhaus-Archiv, photo: Hans Glave
© New presentation of the Bauhaus Collection / Bauhaus-Archiv, photo: Hans Glave

Il Bauhaus e la sua storia. Ormai quasi cento anni fa, nel 1919, Walter Gropius fondò la rivoluzionaria scuola di architettura e arti applicate a Weimar: lo Staatliches Bauhaus, termine che significa letteralmente “casa del costruire” (dal temine medievale Bauhütte). La storia di questa scuola è relativamente breve e ha visto uno sviluppo veloce dal 1919 al 1933, prima a Weimar, poi a Dessau e infine a Berlino. Oltre al fondatore Walter Gropius, il quale è stato a capo della scuola dalla sua apertura al 1928, le altre due figure principali per la sua gestione sono state Hannes Meyer, architetto svizzero alla direzione del Bauhaus dal 1928 al 1930, e il tedesco Mies van der Rohe, in carica come direttore dal 1930 al 1932. La chiusura avenne il 19 luglio del 1935, per volontà finale dei docenti stessi, a causa delle difficili condizioni economiche e delle imposizioni del regime nazionalsocialista.

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Foto © Das Bauhaus-Archiv / Museum für Gestaltung, 2015 / (c) Bauhaus-Archiv Berlin, photo: Werner Hutmacher

I professori. Questa scuola d’avanguardia è nota per la forte propensione allo scambio di idee che si instaurava tra docenti e studenti, per la volontà di innovare e di sperimentare nei campi del design industriale e dell’architettura. Tuttavia altri tipi di discipline correlate furono molto importanti nella storia del Bauhaus: scultura, fotografia, scenografia, balletto, ma anche gioielleria, falegnameria, tessitoria, tipografia. I professori erano in primis artisti, tra cui ricordiamo, tra quelli oggi più noti, Kandinskij, Klee, Laszlo Moholy-Nagy e la sua compagna Lucia, Albers e Schlemmer, Adolf Meyer, Marcel Breuer, Walter Peterhans.

Foto di copertina  © Wikipedia 

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Alessandra Giacopini

Viaggiatrice, sognatrice, curiosa, testarda, vagabonda. Laureata in Economia e gestione dell'arte e delle attività culturali a Venezia, ho vissuto qua e là tra Italia e mondo. Amante di tutto ciò che è cultura e creatività, "faccio sempre ciò che non so fare per imparare come va fatto" (Vincent Van Gogh).

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