La Germania potrebbe avere un ruolo di rilievo nell’accordo sul nucleare in Iran

L’accordo siglato a Vienna lo scorso 14 luglio è senza dubbio una delle notizie più importanti nel panorama politico mondiale. All’Iran erano infatti state comminate pesantissime sanzioni internazionali a causa del programma sulle armi nucleari portato avanti negli ultimi anni dal Paese, accusato anche di aver dato asilo e supporto a diversi gruppi terroristici.

Con il cambio di rotta sulla politica nucleare è arrivata l’apertura dell’amministrazione Obama e la conseguente messa in opera di una road map per alleggerire le sanzioni e permettere all’Iran di tornare a crescere e a ricoprire il ruolo che gli spetta di diritto nell’economia del Medio Orientale.

Nuclear power plant
Centrale nucleare notturna; © Bjoern Schwarz

Le clausole dell’accordo prevedono da parte dell’Iran:

TAGLIO SCORTE URANIO ARRICCHITO (utile alla costruzione di ordigni atomici)
CENTRIFUGHE: ridurre il numero delle stesse e riconvertirle per la produzione di isotopi per uso medico, utilizzati soprattutto nella lotta contro il cancro.
ISPETTORI: accesso 24 ore su 24, sette giorni su sette ai siti nucleari iraniani, anche quelli militari.

L’Iran è un paese ricco di materie prime ma che a causa dell’embargo ha un disperato bisogno di ricostruire il proprio sistema di infrastrutture, nonché i settori medico, chimico e finanziario. Il primo step dell’accordo consentirà al paese di tornare a vendere petrolio sui mercati internazionali permettendo all’economia di ripartire.

Tra i più entusiasti dello spiraglio apertosi c’è Michael Tokuss, che dirige la Camera di commercio Tedesco-Iraniana. La Germania è infatti uno dei partner commerciali storici dell’Iran.
Quello tra i due paesi è un rapporto di fiducia che si è andato consolidando negli ultimi anni, quantomeno nei settori non colpiti dalle sanzioni come i prodotti agricoli e farmaceutici. Solo nel 2014 infatti gli scambi sono aumentati del 27% secondo le stime del ministero degli esteri tedesco, cifre destinate sicuramente a salire se gli accordi verranno mantenuti e le sanzioni sospese. I volumi di crescita possibili con l’apertura dei mercati si aggirerebbero attorno ad una cifra tra i 6 e i 7 miliardi di euro, destinata a diventare a doppia cifra se le cose dovessero procedere senza intoppi.

L’economia iraniana è una delle più variegate in Medio Oriente: l’abbondanza di materie prime è difatti affiancata dal settore metal-meccanico, agricolo e dalla produzione di materiale da costruzione. Con gli accordi in auge finalmente le aziende iraniane potranno avere accesso alle competenze ed alle innovazioni di cui hanno bisogno e a fornirle è molto probabile che saranno le società tedesche.

Engineering
Al lavoro in una centrale; © NASA’s James Webb Space Telescope

A confermare l’ipotesi è Sasan Krenkel, il CEO di Krenkler & Partner ( società di consulenza che aiuta le aziende tedesche ad aprire un business in Iran) confidando nel fatto chel’Iran da sempre è più propenso ad intrattenere rapporti commerciali con l’Europa piuttosto che con l’Asia.

Che si tratti di una svolta epocale nell’equilibrio geo-politico mondiale è indubbio, resta da capire se il governo/regime iraniano saprà e vorrà mantenere gli accordi presi così come l’amministrazione Usa, permettendo al paese di tornare a sperare nel futuro.

Immagine di copertina © Julia Maudlin Photo CC BY SA 2.0

Studiare Tedesco a Berlino
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Paco Romito

Barese e fiero figlio degli anni 80, non porto spalline e capelli cotonati ma chiedetemi il titolo di qualche film o telefilm (all'epoca non si chiamavano ancora SERIE) di quegli anni e non solo annuirò compiaciuto, vi canticchierò anche la sigla. Ho giocato per 10 anni a football americano, non è rugby, anticipo la domanda. Uno sport che mi ha insegnato moltissimo sul lavoro di squadra e sul sacrificio ma anche sul fatto che i quarterback cuccano solo negli USA. Sono a Berlino da gennaio 2015 e intendo restarci.

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