La guerra che verrà. La bellissima poesia di Bertolt Brecht contro tutte le guerre

Bertolt Brecht

Brecht aveva presagito con cristallina sicurezza l’imminente scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver visto bruciare i suoi libri da Hitler sulla storica Bebelplatz, davanti alla Humboldt Universität a Berlino, era stato costretto a scappare dalla Germania nazista.

Questa poesia, come anche Generale, il tuo carro armato è una macchina potente, e altre bellissime liriche contro la guerra, sono tutte contenute nelle Svedborger Gedichte. Ovvero le poesie scritte nella città danese di Svendborg, una delle prime tappe del suo lungo esilio. In questo breve componimento Brecht manifesta sia il suo pacifismo sia, in linea con i suoi ideali socialisti, la sua preoccupazione per gli strati più bassi della società, che secondo lui soffriranno fra i vincitori così come fra i vinti.

Bertolt Brecht, La guerra che verrà

La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.

Bertolt Brecht, Der Krieg, der kommen wird

Der Krieg, der kommen wird
Ist nicht der erste. Vor ihm
Waren andere Kriege.
Als der letzte vorüber war
Gab es Sieger und Besiegte.
Bei den Besiegten das niedere Volk
Hungerte. Bei den Siegern
Hungerte das niedere Volk auch.

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Immagine di copertina: © Youtube

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Sara Trovatelli

Dottoranda in traduzione letteraria, traduttrice, amante del buon cibo, dei viaggi e di tutto ciò che è cultura, vive a Berlino dal 2012 dopo essersene innamorata durante una gita lampo ai tempi del liceo.

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