La ragazza che ha perso entrambi i genitori nella strage di Berlino

La sera del 19 dicembre Valeriya, studentessa berlinese di 22 anni, ha perso entrambi i genitori nell’attentato di Breitscheidplatz.

Solo otto minuti prima che Anis Amri si scagliasse con il camion sulla folla facendo dodici morti, la mamma Maria le aveva inviato una foto dal mercatino di Natale nel centro di Berlino. Il resto è storia drammaticamente nota. Oltre a dover fronteggiare la tragedia di una famiglia distrutta, Valeriya si è ritrovata improvvisamente sola e senza aiuto, in una situazione di pressante emergenza finanziaria. Come ha infatti raccontato in una serie di interviste alla Bild, la ragazza, trasferitasi a Berlino da bambina con i suoi genitori, non aveva ancora raggiunto un’indipendenza economica e viveva a casa con i suoi in attesa di terminare il suo percorso universitario. In un momento di grande dolore e smarrimento, è stata così ulteriormente travolta da incombenze e domande molto pratiche: come saldare le rate del mutuo? Come continuare a pagare l’università? Come affrontare le spese quotidiane?

Abbandonata dalle istituzioni

Inizialmente le richieste di aiuto agli uffici berlinesi, spiega Valeriya al quotidiano tedesco, si sono impantanate in un’autentica giungla burocratica: «Ho compilato moduli su moduli, ma senza successo». Con l’aiuto della famiglia del suo ragazzo, la studentessa si è rivolta all’Ufficio federale per la salute e il sociale (Lageso), al sindaco di Berlino Michael Müller, al presidente tedesco Joachim Gauck, ma nessun ente sembrava quello competente per il suo caso. Dal Bürgerberatung, l’ufficio di consulenza ai cittadini, le hanno addirittura risposto che il sindaco non è un «reuccio» che può disporre a suo piacimento dei fondi pubblici. Valeriya ha ricevuto un primo appoggio privato, un’offerta di mille euro, dall’associazione di aiuto alle vittime della criminalità Weißer Ring e poi un ulteriore assegno di duemila euro dalla Schausteller-Vereinigung vom Weihnachtsmarkt. Lo stesso Axel Springer, il gruppo editoriale che pubblica la Bild, ha aperto un conto corrente per le donazioni a favore della ragazza. Lo scorso 12 gennaio, per sostenere le spese del funerale, Valeriya si è rivolta all’associazione per le vittime della strada. In conseguenza di ciò, l’assicurazione HUK Coburg ha ritenuto opportuno classificare la morte dei suoi genitori come «danno da sinistro stradale del 19 dicembre 2016».

Il primo vero aiuto di Stato dopo un mese

Come se non bastasse, Valeriya ha dovuto fare i conti con i conflitti burocratici tra i vari enti. Il Lageso le ha comunicato che sarebbe servito del tempo per determinare l’ufficio competente in caso di attentato terroristico. Così il fondo di aiuto del presidente federale è rimasto a sua volta in attesa di una dichiarazione del Lageso. Nel frattempo la giovane studentessa ha dovuto pagare di tasca sua il certificato di morte del padre. A oltre un mese dall’attentato, il gioco al rimpallo tra le istituzioni sembra finalmente finito: la 22enne ha ricevuto ventimila euro di risarcimento dallo Stato in quanto parente di vittime del terrorismo. Un contributo che appare minimo, considerando le enormi difficoltà cui la giovane dovrà fare fronte. Riguardo alle responsabilità sull’attentato, Valeriya ha solo una speranza: «Mi auguro che le autorità tedesche imparino qualcosa da quanto successo, così che i miei genitori non siano morti invano».

Foto di copertina © Linda Paggi

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