La storia della donna uccisa da un rifugiato a Berlino diventa un caso politico

Jail

“I rifugiati criminali non possono rimanere in Germania”.

È la richiesta bipartisan di diversi ministri degli interni regionali tedeschi impegnati in questi giorni a definire una politica comune nella gestione delle richieste d’asilo in Germania.

La richiesta

“Quando un rifugiato viene condannato, il governo federale deve impegnarsi a verificare che le ragioni della richiesta d’asilo siano ancora valide e, in caso contrario, organizzare la sua deportazione immediata” ha dichiarato il socialdemocratico Boris Pistorius, Ministro degli interni della Bassa Sassonia. “Il rimpatrio è l’unico modo per mantenere efficiente il sistema di accettazioni delle richieste d’asilo in Germania” conferma Markus Ubig, Presidente della conferenza dei Ministri degli interni.

Il caso

Il tema è balzato sulle prime pagine dei maggiori quotidiani tedeschi dopo che le indagini sull’omicidio di una donna il 5 settembre scorso hanno indicato come assassino il fuggitivo Ilyas S., diciottenne rifugiato ceceno già condannato in passato per aggressioni e mai rimpatriato perché minorenne all’epoca del fatto.

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