La tragica storia di Martin Niemöller, il tedesco che scrisse: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché…”

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Si chiama Martin Niemöller, l’autore di questo componimento, spesso condiviso sui principali social network allo scopo di sensibilizzare all’uguaglianza tra popoli e individui. Martin Niemöller è stato un teologo e pastore protestante che si è opposto strenuamente alla ferocia nazista. A dire il vero, all’inizio aveva manifestato una certa partecipazione all’ideologia nazionalsocialista, smentita a partire dal 1934. Venne catturato dalla Gestapo e imprigionato dapprima a Sachsenhausen e in seguito a Dachau. Dopo il trasporto a Villabassa in Val Pusteria (Alto Adige), Martin Niemöller venne liberato, e si fece portavoce della riconciliazione post bellica. Il componimento Prima vennero …, erroneamente attribuito a Bertolt Brecht, incoraggia all’amore e alla pace tra i popoli.

Martin Niemöller (1892–1984), pastore protestante tedesco

Berlino Schule tedesco a Berlino

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Immagine di copertina: © ds. Martin Niemoller (in Westerkerk Amsterdam), J.D. Noske (Anefo)Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication

Federica Zeppieri

Viaggiatrice instancabile e lettrice insaziabile, amo tutto ciò che rappresenta evasione fisica e mentale. Gli aeroporti e le librerie sono i miei luoghi preferiti. Adoro la sabbia, l'odore della benzina, gli ostelli sovraffollati, le supercazzole, i film trash e la polemica fine a se stessa. I miei sport preferiti sono il disegno e il trekking in solitaria. Cervello germanico e cuore latino, di giorno passeggio per le strade di Berlino, di notte sogno il Brasile.

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