Lavoro in Germania, Francoforte vuole essere la nuova capitale delle start-up

Berlino è ancora la meta dei creativi e degli aspiranti imprenditori? Sì, ma non è più da sola: Francoforte, Amburgo e Monaco, come racconta The Local, vogliono sottrarle la leadership nel mondo start-up.

A quanto pare, in Germania sta nascendo un’altra Silicon Valley delle start-up, lontano da Berlino. Bisogna allontanarsi dalla Sprea e arrivare sulle rive del Meno, a Francoforte, per scoprire la nuova capitale delle idee. Nelle sale del grattacielo Pollux, infatti, nel cuore del mercato internazionale tedesco, è stato lanciato un progetto chiamato TechQuartier, che riunisce ben 120 fondatori di start-up che si occupano di Fintech, tecnologia al servizio della finanza. Francoforte quindi, città conservatrice e sede della Banca Centrale Europea, sta cercando di aprirsi al mondo delle nuove tecnologie. Lo scopo? Ottenere una posizione rilevante anche nel settore “creativo”. Il motivo che ha spinto la città a cavalcare l’onda start-up è probabilmente associato al desiderio di attirare a sé i giovani e i clienti che ora operano soprattutto nel mondo digitale e che, quindi, richiedono strumenti e app semplici da usare per usufruire di servizi finanziari online: pagare le bollette, permettere transazioni immediate o organizzare un regalo collettivo senza muoversi da casa

L’interesse delle banche

Le banche tedesche vogliono porsi alla guida della rivoluzione digitale. La Deutsche Bank, ad esempio, ha lanciato il progetto Digitalfabrik, dedicato a programmatori e ad esperti di finanza, per sviluppare insieme progetti di digital banking. La Commerzbank sta investendo tramite l’iniziativa CommerzVentures nelle start-up più promettenti. Il CEO della Deutsche Bank Carsten Kengeter ha promosso un centro di Fintech sognando una vera ascesa della Germania nel mondo della tecnologia.

Il primato di Berlino

Nonostante ciò, Berlino continua a mantenere una sorta di monopolio sulle start-up tedesche, contando fino a 179 compagnie di FinTech. Questo perché la maggior parte degli investimenti avvengono proprio nella capitale, che presenta costi tutto sommato ancora vantaggiosi per i giovani, sempre più attratti dal suo fascino. Un altro fattore interessante sono i capitali investiti sulle idee a Berlino dal 2012, che sfiorano i 734 milioni di euro: una cifra cinque volte più alta di quella registrata da una città come Monaco.

La virata verso la “tecnologia creativa”

La consapevolezza che Berlino da sola non potrà trainare l’economia in modo da rendere la nazione competitiva a livello globale spiega perché anche altre città vogliono diventare attrattive per le start-up. Per fare un esempio, il capitale stimato del mercato della FinTech californiana raggiunge i 6,3 miliardi di dollari per un totale di 74000 impiegati, mentre quello tedesco si aggira sui 2,3 miliardi di euro per 13000 lavoratori. Ancora una volta, i veri ostacoli all’economia start-up tedesca sono la mancanza di investitori disposti a credere nei progetti proposti accettandone tutti i rischi e l’eccessiva polarizzazione su Berlino. Per questa ragione il governo si sta impegnando ad offrire ai capitali condizioni più favorevoli e incentivi fiscali.

Banner Scuola Schule

SEGUI TUTTE LE NEWS SU BERLINO, SEGUI BERLINO MAGAZINE SU FACEBOOK

Foto:  CC BY SA 2.0  © Kiefer Frankfurt Skyline

Jale Farrokhnia

Classe '91, calabrese di nascita ma apolide di fatto. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura, che mi hanno fatto approdare tra i banchi di un liceo classico che ho amato. Nel 2010, tra un viaggio e l'altro, mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia,social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, cerco ancora la mia strada con un piede nel mondo accademico e l'altro tra le molteplici alternative.

Leave a Reply