Le otto leggi tedesche più assurde tuttora in vigore in Germania

Paese che vai, stranezza che trovi. Ma che succede quando la stravaganza intacca la sfera legislativa e il diritto partorisce o convalida norme a dir poco anacronistiche e bizzarre? Gli esempi in giro per il mondo sono innumerevoli, e ogni anno testate storiche come il Times e il Daily Telegraph o siti umoristici specializzati (tra cui brilla su tutti Dumblaws, specie per gli strafalcioni legislativi americani) si dilettano a scovare ed elencare le norme giuridiche più strane e antiquate in vigore sul pianeta. Regole e sanzioni che il più delle volte sono retaggio di epoche lontane o intuizioni di ingegni legiferanti un tantino scrupolosi e solerti, ma che ciò nonostante in molti paesi figurano ancora nel codice normativo e hanno valore di legge a tutti gli effetti.

Così scopriamo, tra un sorriso e uno sgranare d’occhi, che in base alle leggi dello stato dell’Ohio è illegale dar da bere ai pesci. O che nella città inglese di York è permesso uccidere uno scozzese all’interno della cinta muraria cittadina, ma solo se muniti di arco e frecce. E che dire del divieto tassativo, su tutto il territorio francese, di ribattezzare un suino Napoleone? Vita difficile per i ginecologi del Barhein, che possono esaminare le parti intime delle pazienti solo servendosi di uno specchietto ad hoc. Per non parlare delle aspiranti paracadutiste nubili, che in Florida rischiano l’arresto se decidono di lanciarsi nei giorni festivi, e del divieto assoluto e tassativo di morire nel parlamento inglese a Westminster. In Alaska è reato svegliare un orso polare per scattargli una foto, mentre in Italia un individuo di sesso maschile beccato in gonnella è passibile addirittura di pene detentive, senza alcun doppio senso voluto. Dura lex, sed lex. E se il primato delle stranezze è appannaggio dei reali britannici (ai quali, per legge, spetta la carcassa di qualunque balena trovata sulla costa inglese – la testa al re, la coda alla regina), anche la Germania non scherza in quanto a stramberie normative.

Qui a seguire le otto leggi tedesche più assurde tuttora in vigore in Germania. La loro lettura regala deliziosi attimi di intrattenimento garbato, composto e pragmatico. In puro stile teutonico.

 1 – MANI IN ALTO E GETTA IL CUSCINO!

In base alla legge tedesca, il cuscino è considerato “arma passiva”. Per chi non lo sapesse, nel novero delle armi passive rientrano anche tutti quegli oggetti e quegli indumenti usati per difendersi dal raggio d’azione di altre armi, primo fra tutti il giubbotto antiproiettile. Fate molta attenzione, dunque. La prossima volta che il vostro Mitbewohner berlinese prenderà l’iniziativa di prepararvi con le sue manine un delizioso antipasto a base di Gurken e uova sode in salsa, e per ringraziarlo deciderete di affrontarlo ad amorevoli cuscinate, badate a non esagerare con la violenza del vostro affetto: dopo l’indigestione, rischiate in aggiunta una condanna per aggressione.

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2-MAI PEDALARE SBRONZI

Quante volte vi siete crogiolati nel senso di libertà di poter tornare a casa in bicicletta da un lungo after di bagordi alcolici, accarezzati da una piacevole brezza primaverile e corroborati dal verde odoroso dei parchi berlinesi? Niente di più rischioso. In Germania, se la polizia vi becca in sella a una bici con un tasso alcolemico pari o superiore a 1,6, sono guai seri. Le autorità possono decidere non solo di confiscarvi la patente di guida, ma perfino di ordinare una perizia medica e psicologica (l’MPU, Medizinisch-Psychologische Untersuchung) tesa ad asseverare il vostro livello di salute mentale, reso già precario dallo sforzo di comprendere appieno tutti gli usi del verbo werden.

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3-LE INSIDIE DI UN LAVORO MOZZAFIATO

Ogni ufficio tedesco deve godere della vista di una porzione di cielo, anche minima. In altre parole, tutti gli ambienti lavorativi dovrebbero garantire la presenza di una finestra, di un grado di ventilazione e di un ricambio d’aria soddisfacente. La legge non lo sancisce esplicitamente, ma secondo il diritto teutonico tutti i datori di lavoro sono obbligati per legge a progettare le loro basi operative in maniera tale da non mettere a repentaglio la salute e la vita dei dipendenti. Il che verosimilmente può accadere in una stanza priva di finestre, specie se sovraffollata e surriscaldata.

L’associazione mentale all’assenza di bidet e ai famigerati stereotipi teutonici di carenza igienica l’avete fatta voi arbitrariamente, non certo io. Meccanismi misteriosi, queste sinapsi.

4-E IL SETTIMO GIORNO, ODINO POSÒ IL TRAPANO

I tedeschi prendono il riposo domenicale con estrema serietà. Qui a Berlino, di domenica, mancano solo le balle di fieno secco per rievocare scenari da pampa desolata: a parte gli Spätkauf i negozi sono rigorosamente sbarrati, la gente si trascina con fare indolente per le strade dopo gli eccessi del sabato notte e i maniaci del fai-da-te appendono il trapano al chiodo per dedicarsi ad altre attività di stampo ludico-ricreativo. Scandagliare le bancarelle dei mercatini alla ricerca di altri quadri e nuovi chiodi da piantare al muro, ad esempio.

Usare il trapano di domenica e produrre un certo numero di decibel, a qualunque ora del giorno o della notte, è streng verboten dalla legge tedesca e dai severi regolamenti condominiali. E il veto non si limita agli attacchi folli di bricolage delle pigre domeniche berlinesi, perché in tutti i condomini e per tutta la settimana è vietato gettare il vetro negli appositi contenitori se non in determinati orari. Nell’Altbau in cui vivo, ad esempio, sono stata avvertita ancor prima di disfare le valigie di non usare elettrodomestici rumorosi dalle 19 in poi, che si tratti di giorni feriali o festivi. Non credevo fosse incluso anche il phon, leggerezza che mi è costata una sonora tirata d’orecchi dalla vicina di casa e un’emicrania lancinante per essere andata a dormire con i capelli bagnati.

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5-LA POLIZIA HA BISOGNO DI UN MANDATO, LO SPAZZACAMINO NO

Lo sapevate che in Germania uno spazzacamino ha la possibilità di entrare in casa vostra con più facilità di un poliziotto? Schornsteinfeger è la parola antica e impronunciabile che designa lo spazzacamino in tedesco, figura professionale inserita fin dal Medioevo in una corporazione protetta da leggi e privilegi. Ancora oggi, ogni residente in Germania deve sapere che il suo indirizzo sarà notificato non solo al Comune e al fisco, ma anche allo spazzacamino di quartiere o di distretto. Gli Schornsteinfeger diplomati e le loro ditte hanno l’autorizzazione a lavorare soltanto nei quartieri di competenza, che in grandi città come Berlino sono segmenti dei Bezirksämter. Fin qui tutto può sembrare obsoleto, ma normale. Il problema nasce ancora una volta dai lasciti del passato, soprattutto dalle modifiche dittatoriali introdotte nel 1935 da Hitler in base alle quali solo i tedeschi puri e doc potevano svolgere questo mestiere. In secondo luogo, gli spazzacamini erano autorizzati a entrare nelle case a qualunque ora del giorno e della notte per pulire i camini e ispezionare le caldaie, ragion per cui l’Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich li trasformò in spie e delatori. Oggi il diritto alla privacy ha soppiantato i privilegi corporativi e nel 2012 è caduto il monopolio che impediva la libera concorrenza, tuttavia costituisce ancora reato contro la legge tedesca e contro la sicurezza negare l’accesso a uno spazzacamino che chiede di entrare in casa per effettuare un controllo della caldaia o della canna fumaria. Per quanto strano possa sembrare, lo spazzacamino in Germania suona sempre due volte. E voi dovete aprirgli.

6-DEUTSCHLAND, DEUTSCHLAND ÜBER ALLES

Dopo la manipolazione della prima strofa del vecchio inno di Haydn a scopi di regime durante il periodo nazista (Deutschland über alles, über alles in der Welt, “La Germania sopra a tutto, sopra a tutto nel mondo”), Das Lied der Deutschen divenne il simbolo della ferocia e dell’oppressione per molte popolazioni europee. Dopo la guerra gli Alleati proibirono l’inno, che fu ripristinato nel 1952 solo nella sua terza strofa (Einigkeit und Recht und Freiheit
für das deutsche Vaterland!, “Unità, giustizia e libertà per la patria tedesca!”) come inno della Repubblica Federale Tedesca, e dal 1990 è diventato quello ufficiale della Germania unificata. Volete ottenere sguardi di abietta riprovazione? Provate anche solo ad accennare in pubblico quei fatidici versi, rigorosamente vietati da un angolo all’altro della Germania. Oppure arrischiatevi a chiedere a un tedesco se la prima strofa dell’inno nazionale sia bandita: il più conciliante vi risponderà che non lo è, perché non fa parte dell’inno nazionale. Semplicemente non esiste.

7-LA BUONA EDUCAZIONE PRIMA DI TUTTO

Se vi state sforzando di imparare il tedesco, assicuratevi di non confondere mai l’uso del pronome informale du con il Sie di cortesia quando parlate con un agente di polizia o più in generale con un burocrate. In Germania è illegale rivolgersi a un poliziotto dandogli del tu, e l’inottemperanza a questa norma rischia di farvi piovere tra capo e collo una multa salata, fino a un massimo di 600 euro. Un ottimo motivo per perseverare alacremente nello studio matto e disperatissimo delle sfumature della lingua tedesca.

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8-BIRRA CHIARA, AMICIZIA LUNGA

I fan della notoria Oktoberfest che si tiene ogni anno a Monaco saranno lieti di scoprire che in quell’occasione, entro i confini della città, l’unica varietà di birra consentita è quella prodotta secondo il Reinheitsgebot, la più antica misura igienico-sanitaria ancora in uso. Secondo questa norma cinquecentesca atta a regolamentare la produzione e la vendita della birra in Baviera, la bevanda deve attenersi a degli imprescindibili standard di purezza e gli unici ingredienti utilizzabili nella sua produzione sono acqua, orzo e luppolo. Al di fuori del contesto dell’Oktoberfest il Reinheitsgebot è stato sostituito dalla più moderna legge provvisoria sulla birra tedesca, valida su tutto il territorio nazionale, che ammette diversi ingredienti prima banditi (tra cui malto di frumento e zucchero di canna), ma che non permette più l’utilizzo di orzo non maltato e prevede aspre sanzioni per le birre non conformi. Non resta che augurare buona Pils a tutti e… Prost.

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©Simon & His Camera
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Leggi anche delle 15 situazioni che ti dimostrano che non si può vivere in Germania senza parlare tedesco 

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Silvia Fistetto

Diplomata in cattiva gestione del tempo, innamorata dei libri e dei gatti, schiva con poca astuzia i tranelli della lingua tedesca. Traduce documentari per Nat Geo, History, La7 D ed è la traduttrice italiana della rivista on line della NATO.

4 Responses to “Le otto leggi tedesche più assurde tuttora in vigore in Germania”

  1. Diego Migliacci

    arrgggghhhh, esempio di populismo, neanche divertente, ma sei Tedesca..?!?

    Rispondi
    • Silvia Fistetto

      Conosco abbastanza bene il concetto di populismo e non mi pare di fare alcun tipo di demagogia: ho semplicemente riportato otto esempi legislativi ad oggi in vigore. Trovarli divertenti o meno è un risvolto puramente soggettivo. E no, non sono tedesca.

      Rispondi
  2. Trullallero

    La storia dell’inno vietato è dura a morire, ma completamente falsa. Viene ufficialmente considerata “inno nazionale tedesco” solo la terza strofa del “Lied der Deutschen”, ma a cantare la prima e la seconda non rischi niente, a parte qualche occhiataccia.
    http://www.ipicture.de/nationalhymne/urteil-deutschlandlied.html

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    • Marco Ermini

      Non è il solo strafalcione. Non si capisce perché guidare una bicicletta ubriachi non debba essere reato, dato che la bicicletta è un mezzo della strada come tutti gli altri. Infatti lo sarebbe pure in Italia – la sola differenza è che in Italia la legge non viene applicata…

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