Leggende tedesche: quelle sconosciute e quelle famose nel mondo

leggende tedesche

Fiabe, fumetti e trasposizioni cinematografiche: alcune leggende tedesche hanno modellato l’immaginario fantastico occidentale

La cultura germanica affascina da sempre le popolazioni mediterranee: le sue leggende, i suoi miti e i suoi valori fondativi sono infatti completamente diversi da quelli latini. L’influenza reciproca è stata tanto forte e permanente da poter dire che la cultura dell’Europa moderna si basa su una mescolanza di caratteri latini e germanici. Ad esempio, uno dei principali valori considerati autenticamente teutonici e passati nella cultura europea è quello del coraggio. Ancora oggi molti dei personaggi del folklore nordeuropeo vengono ricordati per la loro prestanza fisica, elemento che fa parte di una base culturale comune a tutte le antiche tribù germaniche (da cui discendono numerosissimi popoli attuali: oltre ai tedeschi, anche gli scandinavi, gli austriaci, gli svizzeri alemanni; i fiamminghi, gli olandesi e i lussemburghesi; i frisoni e gli inglesi, e, per loro tramite, i primi coloni americani). Data la disseminazione di questi antichi popoli in vastissimi territori, religione e folklore germanici riempiono ancora oggi di storie e personaggi l’immaginario di tutto l’Occidente.

Religione e mitologia

Dèi delle leggende tedesche come Odino, Thor e Loki sono estremamente noti, grazie anche alle loro riprese cinematografiche e dei fumetti. Thor, in particolare, nel 1962 diventa un personaggio della Marvel Comics, supereroe membro dei Vendicatori. Il dio del tuono unisce l’immaginario religioso germanico con il valore della forza e nel 2011 diventa anche un film, l’omonimo Thor diretto da Kenneth Branagh. Grande fascino su artisti e autori di tutto il mondo ha esercitato anche la famosissima saga dei Nibelunghi, nani abitanti del sottosuolo che conoscevano i segreti della fusione del ferro. Oltre al vero e proprio ciclo epico, il materiale del mito ha dato vita in età moderna al poema nazionale del popolo tedesco, il Niebelungenlied, messo in musica da Richard Wagner con il titolo L’anello dei Nibelunghi. Alla stessa leggenda tedesca si è ispirato, tra gli altri, J. R. R. Tolkien, che, oltre a riempire di richiami e riferimenti alla cultura germanica tutto il ciclo de Il Signore degli anelli, riscrisse letteralmente la saga dei Nibelunghi, edita postuma nel 2009 con il titolo La leggenda di  Sigurd e Gudrùn. Inoltre, il regista austriaco Fritz Lang ha reso la saga dei Nibelunghi un film epico-fantastico in due episodi intitolato I Nibelunghi, uscito nel 1924 ed unanimemente considerato un capolavoro del cinema muto.

Personaggi fantastici

I nani, protagonisti della saga de I Nibelunghi, sono tra le più importanti figure folkloristiche germaniche e tra i principali personaggi che animano il fantasy contemporaneo: considerati nelle leggende norrene i “fabbri degli dèi”, in grado di creare potenti armi e gioielli stupendi, erano raffigurati come deformi e di bassa statura, caratterizzati da laboriosità e avidità, grandi accumulatori di tesori. Il loro oro è il perno di numerose leggende tedesche, centro delle storie è il tentativo di appropriarsene da parte degli uomini. Molte delle loro caratteristiche classiche sono state mantenute fino ad oggi nell’elaborazione di romanzi e storie fantastiche.

Altri personaggi fantastici che provengono dalle leggende tedesche sono i lupi mannari e le streghe. Durante il Medioevo, le popolazioni dell’attuale Germania sono state oggetto di un’ossessione particolare per questi personaggi ed hanno contribuito a tramandarli con le caratteristiche che sono note anche oggi. La caccia al mostro e la caccia alle streghe diventarono soprattutto strumento di controllo delle superstizioni pagane da parte delle autorità religiose. I grandi roghi dell’Inquisizione del XV e del XVI secolo testimoniano appunto il terrore per queste figure riprese poi dall’horror contemporaneo, figure che in realtà riflettono la misoginia e la paura dei lupi delle popolazioni contadine di età medievale.

Leggende tedesche e folklore

Una figura femminile particolarmente spaventosa del folklore tedesco è Lorelei, leggendaria fanciulla acquatica eternamente giovane e priva d’anima che si pensava tradizionalmente vivesse sul fiume Reno e si divertisse, cantando e pettinandosi i lunghi capelli, ad attirare le navi dei marinai al centro del fiume per poi provocare tempeste ed annegarli. Una versione della leggenda vuole che si tratti di una ragazza innamorata che si annegò nelle acque del fiume in seguito al rifiuto del suo innamorato, e alcuni affermano che Andersen si ispirò a questa leggenda per l’ideazione della sirenetta Ariel.

In Baviera e in Austria è particolarmente diffusa la leggenda sul Krampus. Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre Sanktus Nikolaus, il personaggio che ha dato origine poi a Babbo Natale, passando per le vie del paese su una slitta porta i doni ai bambini buoni, ma accanto a lui c’è il suo servitore, il Krampus, un diavolaccio dalle lunghe corna caprine, che punisce i bambini cattivi con le sue fruste.

Una leggenda che ricorda quelle celtiche e britanniche dell’eroe dormiente, di cui è oggetto tra l’altro re Artù, riguarda un importante imperatore germanico, Federico I Hohenstaufen, meglio noto come Federico Barbarossa. Molto spesso, il valore e il coraggio di questi sovrani impediva di riconoscerne la morte, facendogli sfiorare la sfera sacra. Secondo questa leggenda, l’imperatore non è realmente morto, ma, insieme ai suoi guerrieri, è in attesa in una caverna delle montagne della Turingia. Quando i corvi smetteranno di girare intorno alla sua cima, o, secondo un’altra versione, quando la sua barba avrà fatto tre giri del tavolo sul quale è addormentato, si sveglierà per riportare la sua Germania agli antichi splendori.

Fiabe

In Bassa Sassonia, poi, è nata la famosa fiaba del Pifferaio di Hamelin, che, su richiesta del sindaco, allontanò dalla città tutti i topi che la infestavano grazie al suo strumento, ma al rifiuto del pagamento per il suo servizio, con il suo potere porta via con sé per sempre tutti i bambini della città.

Molto del folklore tedesco è noto grazie alle trasposizioni delle favole popolari dei fratelli Grimm: grandi classici provenienti da leggende germaniche sono Hänsel e Gretel, Cenerentola, Il principe ranocchio, Cappuccetto Rosso e Biancaneve, che testimoniano come le favole tedesche siano conosciute dalla maggior parte dei bambini del mondo.

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© Foto di copertina: Marco Cortese, Neuschwanstein Castle, CC BY-SA 2.0

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