Only lovers left alive – La recensione

only lovers left alive

L’ultimo film di Jim Jarmusch è una perfetta celebrazione dell’amore romantico, tragico e solo possibile. Due veterani trasportano il loro amore oltre il tempo e lo spazio mentre, come moderni giovanotti, ascoltano i loro occhi attraverso la video-chiamata. Eva e Adam sono due figure complesse che vogliono sopravvivere nonostante la brutalità della musica odierna, nonostante la vile cultura moderna. Eve, abita in Marocco in una modesta e affascinante Kasbah mentre Adam, un musicista di talento e geniale inventore, si nasconde in una vecchia casa nella periferia di Detroit dagli zombi del XXI secolo. Dopo l’ultima telefonata al suo amante, preoccupata per averlo visto sempre più depresso, Eve, parte per gli Stati Uniti e di nuovo insieme, gli amanti ritrovano la loro passione, il loro rituale sedimentato in strati e strati di vita vissuta.

Archetipo di figure edoniste e carnali, questi due vampiri, conoscono i limiti dell’auto controllo, sanno quando andarsene e in quali trappole la sessualità possa condurre. Estremamente raffinati e colti, hanno consumato il loro secolo approfondendo ogni forma di sapere; le lingue, la musica, la scienza. Letteratura e poesia sono ciò che hanno vissuto e non solo letto. Marlowe, il controverso drammaturgo inglese diventa un personaggio delicato che non si risparmia in commenti e giudizi ma che, nonostante il suo carattere scorbutico ama Adamo ed Eva sopra ogni cosa. Il Marlowe di John Hurt, è un autore contemporaneo che nella sua necessità di scrivere passa oltre la controversia del diritto intellettuale, per Jim Jarmusch è chiaro che molte delle opere attribuite a William Shakespeare, e non solo, fossero in realtà state scritte da Marlowe. La sensuale Tilda Swinton, nel film Eve, con il suo pallore naturale e quella presenza scenica eterea dona al carattere quanto più ci si possa aspettare da una donna vampiro, se ne incontrassimo una per strada sarebbe senza dubbio così. Meno perfetto per il ruolo Tom Hiddleston, che nonostante la buona recitazione non aggiunge molto al suo Adam.

Nelle considerazioni del regista, poco incline a fornire dettagli e interpretazioni dei suoi Film, si legge:

Adamo ed Eva sono essi stessi metafore per l’attuale stato dell’esistenza umana – sono vulnerabili e minacciati dalle forze della natura e del comportamento miope di chi è e il potere.

I Vampiri del ventunesimo secolo sono alla deriva, outsiders che possono sopravvivere solo recuperando sangue pulito, meglio se Zero negativo, un piacere lento e totale, un orgasmo che inarca i fianchi e esplicita i canini, che si gusta come un piccolo “shottino” o come un fresco ghiacciolo su stecchino. La sceneggiatura, che Jarmush teneva nel cassetto da circa sette anni, e alla quale John Hurt e Tilda Swinton avevano aderito sin da subito, non presenta grossi colpi di scena, non si vede né quella violenza sanguigna che ci si aspetterebbe da un vampiro né la tensione da thriller che trovarsi in presenza di uno di questi potrebbe far supporre. I vampiri in questione sono vittime, non carnefici, della loro misera condizione, che neanche l’arrivo di Ava, Mia Wasikowska, con la sua giocosa carnalità muta. Il suo essere una manipolatrice assetata di sangue si rivela più letterale che metaforico.

Only lovers left alive è un viaggio dentro il sapere, dentro la conoscenza, che si serve di 
una romantica storia d’amore tra due vampiri per rendere palese l’enigma umano, l’eterna domanda cui nessuno potrà mai dare risposta certa e univoca. A chi scrive è piaciuto molto ma da seguace del cinema di Jarmusch, il giudizio, è assolutamente di parte. Come nei suoi migliori film, l’ambiente è sublime e si eleva oltre la collocazione geografica e temporale, come in Down by Law, Dead Man, Ghost Dog, la poesia è urbana e la fotografia, qui curata dal bravissimo Yorick Le Saux, richiama esplicitamente le ombre e le spigolose messe in scene di film del passato come Les enfants du Paradis di Marcel Carné e Nosferatu di Werner Herzog.

Il film, una produzione Pandora Film in coproduzione con Recorded Picture Company, Faliro HouseProductions e Le Pacte esce il 25 Dicembre 2013 in Germania.

Nell’attesa questo è il Trailer:

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Aglaja Gorki

Appassionata di musica e letteratura. Ispirata dalle montagne e proficua sognatrice. Sono nata, cresciuta e diventata adulta cercando di non sprecare le parole, con scarsi risultati. Ho vissuto tra l'Abruzzo e il Lazio nel primo ventennio della mia vita studiando, leggendo, suonando e camminando. L’11 Luglio del 2012, in preda a un convinto delirio napoleonico ho fatto le valigie per lasciare definitivamente l'Italia e attualmente vivo a Berlino.

One Response to “Only lovers left alive – La recensione”

  1. Chiara

    Ciao, vorrei sapere chi ha scritto questa recensione, grazie!

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