Luzia, il café cool di Kreuzberg dove un tempo c’era una macelleria turca

Non è facile indicare una preferenza quando si parla di locali berlinesi, vista l’ampia e variegata possibilità di scelta, tuttavia il Luzia, situato in Oranienstraße, una delle principali arterie cittadine, nel quartiere di Kreuzberg, a pochi minuti dalla fermata U-bahn Moritzplatz, ha qualcosa che colpisce fin dal primo sguardo.

Il Luzia è diverso. Diverso dai locali classici locali italiani (milanesi nel mio caso)  e diverso dagli altri locali berlinesi. Sarà perché è stato ricavato da una ex macelleria turca dismessa (così mi hanno spiegato i gestori) di cui ne conserva la struttura, sarà perché è arredato con mobili ed oggetti da mercatino delle pulci (nessuna illuminazione alle pareti, ma solo candele sui tavolini), ma l’atmosfera ha un che di intimo e suggestivo.

Perfetta metafora della città, il Luzia è un luogo che richiama il passato ma “abitato” da uno spirito assolutamente contemporaneo: se durante il pomeriggio si possono bere un caffè o un cocktail a prezzi contenuti e trascorrere qualche ora sorseggiando ottima birra e godendo di free wi-fi, la sera questo locale si trasforma in club ospitando dj set o live musicali di vario genere (si spazia dal rock all’elettronica) senza l’obbligo di alcun dresscode e rigorosamente gratis.

Se, come me, preferite trascorrere una serata con amici, godendovi una birra e buona musica, piuttosto che scatenarsi in pista, questo locale è perfetto per voi (io ci ho passato alcune delle più belle serate che ricordi e tuttora considero il Luzia come il punto di partenza di questa mia nuova vita). Se tutto ciò non basta a convincervi, sappiate che ogni primo maggio Il Luzia si trasforma in uno dei punti di riferimento della grande festa open air che caratterizza tutto il quartiere.

Oranienstrasse 34 – Kreuzberg

Manuela Margaroli

Amo i biscotti, le risate con gli amici, le passeggiate senza meta, i peperoni, l’odore dell’erba appena tagliata e quello dei libri, le luci di natale, le borse, il cinema, i lamponi, la musica, i romanzi russi, il mio accappatoio. Odio essere svegliata, la pioggia – quando ha appena lavato i capelli- dover indossare le scarpe, le galline, il suono del citofono, il the diventato freddo, le penne nere che scrivono in grigio, le promesse non mantenute, l’aceto, le partenze, i remake.

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