Maybachufer: da mercatino ortofrutticolo turco ad attrazione per hipster e turisti

di Lea Hensen e Paco Romito

E’ agosto ed il volubile meteo berlinese ci regala una delle giornate più calde dell’estate, il termometro segna oltre trenta gradi ed un umidità da foresta pluviale, sono circa le quattro del pomeriggio quando arriviamo al mercato di Maybachufer a Kreuzberg. Un tempismo perfetto se si è in cerca di una insolazione o di un colpo di calore, ce ne rendiamo conto immediatamente nel momento in cui risalendo i gradini della metro veniamo a contatto con l’aria torrida di questo inusuale pomeriggio berlinese.

Nonostante le temperature il quartiere è come sempre attivo e popoloso, una miriade di abitanti, per lo più di origine turca ed altrettanti turisti ne affollano le strade ed ancor di più le decine di bar, in cerca di refrigerio. A pochi passi dalla nostra fermata ci sono le prime bancarelle. Situato al confine fra i quartieri di Kreuzberg e Neukölln, “Kreuzkölln” come piace definirla ai berlinesi, il Türkenmarkt, nasce come mercato della comunità e per la comunità turca, affascinando subito per il suo carattere contraddittorio. Nel quartiere si affiancano infatti la tradizione turca-orientale con le modernissime start-up ed il loro ambiente di lavoro internazionale ed altamente tecniologico che hanno sede nei palazzi ottocenteschi.

Il mercato di Maybachufer @Paco Romito Il mercato di Maybachufer @Paco Romito

 

Le contraddizioni si amplificano dando uno sguardo all’eterogeneità della clientela: c’è il classico hipster con occhiali di sole, intento a scegliere fra Falafel e Köfte immancabilmente veggie e beve solo ClubMate e Smoothies. Su di un piccolo terrazzino sul canale si improvvisa un concerto, tra le bancarelle passeggiano i berlinesi, che vengono regolarmente per fare la spesa settimanale, cercando qualità e quantità ad un prezzo conveniente.
Attirati dall’invitante odore del te conosciamo Yasar Impram, vestito con il costume tradizionale ottomano, pantaloni larghi, gilet multicolore ed il „Fez“. Da quattro mesi gestisce qua la sua bancarella di té turco e libanese, servito in splendidi bicchierini cesellati. Ci accomodiamo su piccoli sgabelli che attorniano un tavolino. Yasar è di origine turco-greca, vive da più di quarant’anni in Germania, si fa chiamare con tre nomi diversi, parla un tedesco perfetto.

Il simpaticissimo Yasar Ipram @Paco Romito
Il simpaticissimo Yasar Ipram @Paco Romito

Si capisce subito che è un personaggio conosciuto nel Türkenmarkt, scherza con i passanti in turco, tedesco o inglese ed è pronto a chiacchierare senza problemi. Dopo averci servito il té, si siede accanto a noi, e preparandosi una sigaretta, ci spiega il suo concetto di bancarella:
L’idea piace tanto ai visitatori, perché non ci sono abituati in Germania. Me l’hanno proposta quelli della gestione del mercato, visto che ci sta perfettamente con la concezione di un Türkenmarkt“ Yasar è contento di poter giocare un po sull’imagine tradizionale dell’uomo orientale ed impersonare Aladdin, anche se è chiara la vocazione turistica del suo business. Dopo una risata, si sbriga a precisare: “La clientela del mercato è decisamente per la maggior parte turca. È un mercato autentico, non paragonabile a mercati totalmente turistici come quello del Mauerpark. Qua si incontrano culture diverse, ma il carattere originario rimane legato alla tradizione orientale“ Veniamo interrotti da turisti asiatici che chiedono indicazioni per il “turkish market“, Yasar li accoglie con un sorriso e la frase: “Yes, this is the turkish market, the original turkish market!

Continuiamo il nostro tour tra bancarelle di prodotti tipici arabi o turchi ma non solo, si passa dalle specialità africane alle crepes francesi. Il cibo non è l’unico protagonista, ci sono banchetti ricolmi di accessori “berlinesi”, magliette e shopper con la fernsehturm e gioielli artigianali. Spesso sono le stesse bancarelle che si trovano la domenica nel più famoso Mauerpark – la clientela turca non è di certo il loro target.

I visitatori abituali infatti prediligono i venditori di stoffe e prodotti tipici sull’altro lato della strada dove incontriamo Ulrike Knetsch, che abita qua vicino e da circa 30 anni fa la spesa al Türkenmarkt. “Nonostante la qualità di frutta e verdura sia ancora molto buona, il mercato è cambiato tanto“ ci dice: “In passato c’erano soltanto turchi, poi sono arrivati i turisti, la zona è diventata più richiesta, ed il mercato si è allargato. Con le bancarelle che vendono tutto questo cibo multiculturale, chiaramente orientato al gusto comune di una città all’avanguardia come Berlino si è un po persa l’autenticità del Türkenmarkt di una volta.

Banchetto con patate di ogni tipo e colore @Paco Romito
Banchetto con patate di ogni tipo e colore @Paco Romito

A circa metà del nostro giro esplorativo, un cartello ed una lavagnetta colpiscono la nostra attenzione, “Frische Pasta”. Ci avviciniamo ed uno sguardo ci basta per capire che il ragazzo che stiamo per interrompere mentre fa una piccola pausa pranzo è italiano, la conferma ci arriva dal suo sorriso e dalla immediata disponibilità a fare quattro chiacchiere con noi.
Francesco è napoletano ed è a Berlino da gennaio 2015, ci indica la lavagnetta su cui ci sono tre volti disegnati, si tratta di lui, ovviamente, della sua ragazza e di un loro amico, tutti e tre gestiscono la piccola attività di street food, se volete dare un occhiata alla pagina facebook eccola QUI. Gli chiediamo se provengono dal settore gastronomico, Francesco sorride e ci dice di no, lui è laureato in lingue, la sua ragazza opera nel sociale e l’altro amico è un ingegnere, un giorno si sono detti che sarebbe stato interessante cimentarsi in un settore completamente nuovo, in una città altrettanto nuova e così è nata la loro idea. Berlino non è stata la prima scelta, Francesco e la sua ragazza hanno vagliato anche la Spagna e l’Olanda prima di optare per la capitale tedesca, i prezzi sono più accessibili e la qualità della vita sicuramente alta. La cosa che ci tiene a precisare è che non sono “scappati” dall’Italia, non hanno lasciato il bel paese per disperazione ma solo per la voglia di mettersi alla prova in un contesto completamente differente. Un idea che a quanto pare funziona, visto che Francesco ha servito due porzioni di pasta e quattro bruschette nei dieci minuti di conversazione che abbiamo avuto, l’aspetto è delizioso ed è con rammarico che non ne assaggiamo una porzione.

Francesco di PAISÀ al lavoro @Paco Romito
Francesco di PAISÀ al lavoro @Paco Romito

La maggior parte dei clienti sono tedeschi ma la piega sempre più turistica che il mercato ha assunto negli ultimi anni ha reso la clientela molto più eterogenea, con buona pace dei venditori. Lo salutiamo e ci dirigiamo verso l’uscita, tra signore dal capo velato e turiste in shorts in quello strano mix di culture diverse, tradizioni ancora forti e visitatori occasionali che è il mercato di Maybachufer a Kreuzberg.

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Paco Romito

Barese e fiero figlio degli anni 80, non porto spalline e capelli cotonati ma chiedetemi il titolo di qualche film o telefilm (all'epoca non si chiamavano ancora SERIE) di quegli anni e non solo annuirò compiaciuto, vi canticchierò anche la sigla. Ho giocato per 10 anni a football americano, non è rugby, anticipo la domanda. Uno sport che mi ha insegnato moltissimo sul lavoro di squadra e sul sacrificio ma anche sul fatto che i quarterback cuccano solo negli USA. Sono a Berlino da gennaio 2015 e intendo restarci.

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