Mea culpa di Merkel sui migranti: «Abbiamo ignorato il problema troppo a lungo»

Il merkeliano «ce la facciamo» compie un anno: in occasione della conferenza stampa estiva del 31 agosto 2015, la cancelliera tedesca Angela Merkel pronunciò la fatidica frase che sarebbe passata alla storia. Oggi la dichiarazione viene da molti associata alla fase più calda della crisi migratoria in Europa e giudicata alla stregua di una sottovalutazione, da parte di Merkel, dell’emergenza rifugiati che avrebbe di lì a poco investito il Vecchio Continente. Sebbene si dichiari ancora fermamente convinta del suo «ce la facciamo», in un’intervista a Sueddeutsche Zeitung, la cancelliera ha ammesso gravi errori nella politica migratoria tedesca: «Abbiamo ignorato il problema troppo a lungo».

Il mea culpa di Merkel. La tanto attesa ammissione di colpa da parte di Merkel è arrivata, anche se tardi rispetto alle previsioni. Molti se l’aspettavano già in occasione della conferenza stampa estiva, quest’anno straordinariamente anticipata al 28 luglio a seguito degli attacchi di Würzburg e Ansbach. Allora la cancelliera deluse però queste aspettative, riconfermando la sua posizione in tema accoglienza rifugiati. Ora i giornalisti urlano al mea culpa di Merkel, arrivato in un’intervista rilasciata dalla cancelliera a Sueddeutsche Zeitung. Il pentimento espresso non si riferisce tuttavia al tanto citato mantra «ce la facciamo» né tantomeno alla politica dell’accoglienza, in cui ribadisce di credere fermamente. «Noi tedeschi abbiamo ignorato il problema troppo a lungo» ha dichiarato la cancelleria riferendosi alle mancanze della politica migratoria tedesca commesse tra 2004 e 2005, quando diversi profughi arrivarono in Europa e la Germania scaricò il compito di gestire il problema sulle spalle dei Paesi collocati ai confini del continente, come per esempio Spagna e Italia. Così facendo la Germania ha rifiutato una ripartizione proporzionale dei rifugiati tra vari Paesi così come una protezione dei confini esterni dell’Unione Europea. «Dopo aver accolto numerosissimi profughi durante la guerra in Jugoslavia, la Germania era felice che a occuparsi del problema fosse finalmente qualcun altro. Ma così non va» ha spiegato Merkel.

Ma nessuna inversione di rotta. Merkel ha confessato che non avrebbe mai pronunciato la fatidica frase «ce la facciamo», se solo avesse saputo che effetto avrebbe provocato: negli ultimi mesi il mantra merkeliano è stato infatti aspramente criticato ed è costato alla cancelliera in popolarità nei sondaggi. Ciononostante Merkel si dice tuttora fermamente convinta del contenuto delle sue parole: «Allora ero consapevole che si sarebbe trattato di un compito non semplice. C’era bisogno di un “ce la facciamo” per smontare le paure che sarebbero necessariamente sorte» ha spiegato Merkel. La cancelliera non ha voluto svelare se la frase fosse già scritta nel discorso della conferenza stampa del 31 agosto 2015, ma ha spiegato di utilizzarla spesso rivolgendosi a colleghi perché «si tratta innanzitutto di una comune frase motivazionale». Nonostante i recenti attentati terroristici in Germania, Merkel dice di credere ancora nella politica dell’accoglienza: «È semplicemente sbagliato pensare che il terrorismo sia arrivato in Europa con i migranti. Il terrorismo c’è sempre stato». E continua: «È comprensibile che in un momento come questo vi siano paura e insicurezza. Ma la Germania, pur mutando come ha sempre fatto, rimarrà la Germania, con tutto ciò che ci è caro e prezioso. Non rinunceremo ai valori e ai principi che ci contraddistinguono».

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Foto di copertina: 51sth Munich Security Conference 2015: Dr. Angela Merkel (Federal Chancellor, Federal Republic of Germany) © Tobias Kleinschmidt CC BY 3.0 DE

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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