Il Dong-Xuan Center, il grande mercato vietnamita di Berlino

Volete rimanere a Berlino e improvvisamente ritrovarsi all’interno di un grande mercato vietnamita, uno di quelli in cui non trovate solo fiori, generi alimentari ed oggetti di ogni tipo (dai giocattoli agli ombrelli, passando per posacenere, piscine gonfiabili, cellulari, cartoleria varia e così via), ma anche parrucchieri, stilisti e calzolai? Se la risposta è sì, il posto in cui vi dovete recare è il celebre Dong-Xuan Center di Herzbergstraße 128 – 139 a Lichtenberg. L’area a disposizione è enorme, i padiglioni sono uno accanto all’altro e seppur abbiano tanti negozi e prodotti in comune, affascinano come un’unica entità a sè stante, fase due di un’epoca di immigrazione che vide migliaia di vietnamtiti trasferirsi nella Ddr visti i tanti trattati di collaborazione reciproca fra il loro paese e la Germania dell’Est, entrambi uniti dal sogno socialista.

La storia del Dong-Xuan Center. Oggigiorno sono circa ventimila i vietnamiti a Berlino. Dopo la caduta del muro molti di loro si ritrovano senza più quel posto di lavoro in fabbrica per il quale avevano attraversato due continenti. Fu difficile per loro (che nel frattempo avevano acquistato quasi automaticamente la cittadinanza tedesca) riuscire a riciclarsi in altre mansioni: ristoranti etnici, fiorai, servizi di pulizie e tanto altro, compreso il mercato nero delle sigarette come vi raccontai in questo racconto. Nel 2005 un consorzio di vietnamiti che nel frattempo si erano affermati presero in gestione l’area in cui ora sorge il Dong Xuan allo scopo di farne un punto di riferimento per il commercio di merce proveniente dal loro paese sia per il mercato tedesco che per molti dell’ex-est, ovvero Polonia Repubblica Ceca e Slovacchia. Quel che oggi è un grande magazzino, in realtà era nato nel 1872 come impianto della Siemens e nel 1954, sotto il socialismo, trasformato nella sede della prima società per azioni della Ddr, la VEB Elektrokohle Lichtenberg. Dopo la caduta del muro la fabbrica cessò la produzione finché nel 1996 fu acquistata dalla Ucar, multinazionale americana specializzata nella produzione del carbone, che dismise buona parte della produzione nei primi anni dello scorso decennio. Vennero fatti saltare camini e fornaci, l’area fu parzialmente e furono installati i vari hangar del Dong-Xuan (il cui nome, tradotto in italiano, è Prato di primavera)

Buon posto per mangiare. Ora sono più di settecento le persone che ci lavorano e oltre 100 milioni di euro è la cifra investita per la costruzione di questa Asiatown. E’ un posto ottimo per chi ama il cibo orientale ed è alla ricerca di prodotti tipici e a basso prezzo, visto che si parla di una sorta di Metro dell’indocina, dove tanti commercianti vengono a rifornirsi per i loro negozi o ristoranti. Stessa cosa dicasi per i fiori, davvero belli e a buon mercato. Una volta che ci si trova lì si può anche provare a mangiare in uno dei ristoranti del centro. Ci mangiano tutti i lavoratori del posto e già questa dovrebbe essere una conferma della loro bontà.

Dong-Xuan Center

Herzbergstraße 128 – 139

Lichtenberg – Berlino

http://dongxuan-berlin.de/

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Foto di copertina ©Toolmantim CC BY-SA 2.0

Foto qui sotto ©Toolmantim CC BY-SA 2.0

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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