Moabit cambia velocemente. È il quartiere della Berlino del futuro?

Non lontano da Westhafen, il più grande porto fluviale ancora attivo di Berlino, al confine con Wedding e vicino alla principale stazione ferroviaria, la Hauptbahnhof, si trova il quartiere di Moabit… per non sbagliare, pronunciato alla francese.

Il quartiere, circondato da tutti i lati da corsi d’acqua, si presenta quindi come un’isola al centro della città.

È nel Neu Moabit, a nord di Turmstrasse, strada spartiacque tra il vecchio e il nuovo quartiere, che nei primi anni dell’800 si concentrano molti impianti produttivi, portando l’area a diventare uno dei principali poli industriali di Berlino.

Nonostante questa vocazione non sia per nulla scomparsa e la presenza dell’antico carcere prussiano, oggi suggestivo parco pubblico, negli anni non abbia contribuito a dare una buona impressione di questa zona di Berlino, Moabit sta vivendo una rinascita attraverso nuovi progetti culturali, più o meno istituzionali.

Nell’ambito delle trasformazioni urbane e del nuovo carattere a cui le diverse zone della città aspirano, al di là dei macrointerventi che sono di certo fondamentali per intuire la direzione sottesa a questa vocazione, quello che a noi piace andare a scovare sono gli interventi independenti e spontanei che in questo quartiere si sono sviluppati nel corso del tempo, come lo ZkU, centro per l’arte e l’urbanistica, e il progetto culturale e artistico fra¿ment.

All’interno di un edificio vuoto da 10 anni, fisicamente adiacente alla Reformationskirche (chiesa evangelica di quartiere) e minacciato, insieme al teatro X ed alla Refo Moabit, di demolizione per tutto il mese di settembre, hanno trovato spazio una serie di eventi culturali, sociali e politici che dimostrano le attività svolte all’interno del campus della comunità.

Non solo un esperimento culturale, quindi, ma anche una voce di denuncia a supporto del lavoro della comunità, mentre i piani di demolizione sono ancora sul tavolo.

S. Winter, ideatore del progetto, si interroga sull’importanza del significato di identità personale come espressione artistica e sulle mutevoli esigenze del postmodernismo, ed ancora in quale contesto oggi ci si pone questa domanda.

L’idea iniziale di realizzare la mostra nella chiesa della Riforma cede il passo in maniera quasi fisiologica all’immobile di 6 piani completamente sgombero, che risulta più adatto ad affrontare la questione di cui sopra, diventando contenitore strettamente legato al progetto.

L’edificio, che rappresenta un frammento del campus, ha bisogno di essere riqualificato (in contrasto con il carattere architettonico della Chiesa) e offre la possibilità di una ricerca personalizzata per rendere autentica ogni sua parte: una reinterpretazione personale dello spazio attraverso l’arte, potremmo dire.

25 stanze diventano microspaziespositivi per altrettanti artisti, creando un “pluralismo espositivo” frammentato, appunto, in un edificio postmoderno.

Questa frammentazione delle esperienze è esattamente il concetto che c’è dietro la mostra fra¿ment; non solo l’artista, ma ogni visitatore, è invitato a ricercare il senso e il significato personale di ogni spazio, progettando un microcosmo soggettivo ed individuale. I progetti risultano in parte complementari ed a volte in contraddizione tra loro, creando un’affascinante varietà in un edificio residenziale vuoto.

Uno spazio espositivo, quindi, lontano dal classico concetto di ‘galleria cubo bianco’, esasperato dalla temporaneità del progetto e dalle installazioni strettamente connesse al luogo dove le si immaginano. Esperimento molto interessante per riflettere su come, attraverso l’arte, si possa non solo trasformare uno spazio in vista di  una nuova funzione, ma soprattutto come questo possa rappresentare un tentativo di preservarlo.

Come andrà a finire questa storia ancora non è dato saperlo, noi continuiamo a seguirne le evoluzioni.

Indirizzo: Wiclefstrasse 32, 10551 Berlin.

ricerche a cura di: Z.Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer che organizza periodicamente esplorazioni urbane e guide tematiche alla città; Questo sabato, 15 Novembre percorso dedicato al quartiere di Moabit, ore 11:00

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Zuleika Munizza

Zuleika Munizza responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer, presenta e racconta Berlino attraverso la sua storia e le sue trasformazioni, da un punto di vista architettonico e sociale.

One Response to “Moabit cambia velocemente. È il quartiere della Berlino del futuro?”

  1. E’ ufficiale, Moabìt avrà il suo nuovo centro culturale! - Berlino Explorer

    […] pubblicato nella sezione Berlino Nascosta del Magazine Berlino Cacio e […]

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