I tedeschi? Sono tolleranti e aperti agli stranieri. Uno studio lo dimostra

Di tanto in tanto su giornali e media tedeschi vengono pubblicati sondaggi con il compito di tastare il livello di tolleranza della popolazione. Stavolta lo studio è stato pubblicato dalDie Welt ed è stato condotto in cooperazione dall’Università di Bielefeld e dalla Fondazione Mercator, la cui occupazione principale è quella di studiare le possibilità per fornire a persone di origine straniera maggiori prospettive per ottenere un futuro migliore.

Ecco elencate le domande e le percentuali di chi vi ha risposto in maniera affermativa:

La maggior parte dei richiedenti asilo politico non sono assolutamente perseguitati nella loro patria: 22.1%

Gli ebrei cercano di trarre vantaggio dal passato nazionalsocialista: 19.2%

A causa dei molti musulmani mi sento qualche volta come uno straniero nella propria terra: 17.5%

Gli immigrati sono un onere per la rete sociale: 16.5%

C’è una naturale gerarchia tra i popoli bianchi e i popoli neri: 8.7%

Gli ebrei hanno troppa influenza: 8.5%

I musulmani non dovrebbero migrare in Germania: 7.6%

Proprio Windfried Kneip, amministratore delegato della Fondazione Mercator, ha commentato i risultati del sondaggio, definendoli comunque incoraggianti, in quanto l’80 percento degli intervistati si è definito tollerante e cosmopolita e ritiene di non possedere un atteggiamento prevenuto di fronte agli stranieri in Germania.

La coordinatrice dello studio in questione, Madlene Preuß dell’Università di Bielefeld, interpreta i dati introducendo il concetto di “doppia morale”, una caratteristica che sembra sempre più presente tra i tedeschi, nel senso che la disposizione all’ integrazione diventa più cauta nel momento in cui si ha la sensazione di perdere il proprio retaggio culturale o addirittura di subire degli svantaggi in campo economico.

Per Andreas Zick, altro conduttore dello studio, la piena integrazione è raggiunta proprio quando gli immigrati diventano parte attiva della vita in Germania, pur mantenendo vive le proprie radici culturali.

Tra le personalità della politica istituzionale è intervenuta Aydan Özoguz, esponente di punta dell’SPD, di origine turca, delegata per il Governo Federale per l’Immigrazione, i Profughi e l’Integrazione, che vede tuttavia in maniera positiva queste percentuali, essendo fondamentale per lei che “l’uguaglianza tra nativi e immigrati riscuota come valore un generale consenso”; dall’ altra parte però, sarebbe comunque preoccupata dai risultati del sondaggio, secondo i quali molti intervistati sopravvaluterebbero la loro disponibilità ad accettare l’integrazione e la loro tolleranza verso lo straniero. L’integrazione, secondo la politica di origine turca, deve essere vista come un processo reciproco di trasformazione.

Infine secondo Volker Beck, portavoce dei Verdi, il sondaggio pubblicato dal “Die Welt” rivelerebbe ancora la presenza di un latente sentimento antisemita in Germania e ciò viene definito semplicemente come “spaventoso”.

Emergono due temi interessanti da questo sondaggio e dai commenti relativi: “Stranieri in casa propria” e “Doppia morale”.

Quante volte ci siamo sentiti stranieri a casa nostra? Ad esempio in Italia, vedendo come sono cambiati i quartieri della nostra città, anche a causa dell’aumentata presenza di stranieri, abbiamo provato questa sensazione, senza mai scadere in sentimenti razzisti? Infine, siamo veramente tolleranti e aperti sulla carta, ma quando ci sentiamo toccati personalmente, diventiamo più chiusi verso l’altro, in questo caso maggiormente se è straniero?

Argomenti di sicuro interesse, da approfondire senza evocare inutili allarmismi.

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la foto dell’articolo è © atkinson000 / CC BY – 2.0

One Response to “I tedeschi? Sono tolleranti e aperti agli stranieri. Uno studio lo dimostra”

  1. ranio

    Tra le autodefinizioni, le risposte scritte a un sondaggio e i comportamenti c’è la stessa proverbiale differenza che esiste tra il dire e il fare. L’affermazione che i tedeschi siano tolleranti, se basata sulle loro autocertificazioni, lascia il tempo che trova e rischia di essere indimostrabile . Dal momento che essere tollerante e cosmopolita è comunemente considerato buono e giusto è ben probabile che si è definito tale anche chi non è affatto tollerante né cosmopolita

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