A Berlino una splendida iniziativa per far vivere assieme musulmani ed ebrei

Musulmani ed Ebrei

Quando il rabbino Daniel Alter ha definito Neukölln una zona preferibilmente non accessibile agli ebrei, si è voluto rispondere con un’iniziativa per promuovere lo spirito di cooperazione fra le diverse culture e religioni: “Salaam-Shalom” .

“SEI EBREO?”
Daniel Alter, una sera di agosto del 2012 a Fridenau, indossando come di consueto la kippa, venne picchiato da un gruppo di giovani arabi.
Da quel momento, il rabbino e delegato ufficiale contro l’antisemitismo per la comunità ebraica di Berlino ha designato alcune No-Go-Areas (zone preferibilmente da evitare) per gli ebrei, a causa dell’alto numero di islamici. Neukölln è una di quelle.

L’INIZIATIVA SALAAM SHALOM

“La nostra iniziativa è la risposta al monito del rabbino” dice Alice Meroz, fra le coordinatrici del gruppo. La “Salaam-Schalom” è un’iniziativa interculturale nata a Neukölln, che ha come obiettivo quello di promuovere la convivenza pacifica delle diverse etnie, soprattutto quelle più in conflitto, quindi musulmani ed ebrei, nel quartiere. Riunendo membri di diverse nazionalità, culture e religioni, il gruppo vuole abbattere le barriere di razzismo e intolleranza, attraverso progetti a favore dell’integrità di tutte le componenti della società di Berlino.

RELIGIONI DIVERSE, CULTURE DIVERSE

“Qui a Neukölln ci sono soprattutto ebrei e israeliani – dice ancora Meroz – Chi vuole mangiare kosher, vedrà che ci sono moltissimi negozi e Imbiss che offrono questi prodotti, tutti luoghi che sono accessibili anche ai musulmani. Fra l’altro, gli affitti sono relativamente più economici in questa zona, motivo che spiega l’afflusso di persone di diverse nazionalità”.

Alcuni attivisti che collaborano  alle iniziative culturali sono tedeschi, ma fra i partecipanti al progetto troviamo marocchini, iraniani, musulmani, israeliani, palestinesi, cristiani, tutte “personalità a metà”, come amano definirsi, che hanno trovato un loro posto a Neukölln, come dimostra l’iniziativa nata nel dicembre 2013.

PROGETTI

Fra le prime azioni della comunità, una serie video interviste con ebrei e musulmani di Neukölln, in cui si affronta la questione No-Go-Area sollevata dal rabbino Alter e che ha costituito una base fondamentale per aprire il dialogo fra le due culture.

A partire dalle interviste si è infatti sviluppata una successione di nuove proposte, legate soprattutto alle fitte relazioni strette con la Moschea Sehitlik di Columbiadamm. Dal prossimo settembre ad esempio, l’ungherese di origine ebrea Csaba Szikra insegnerà ai bambini della scuola arabo-musulmana del Rollberg Kiez la tecnica di combattimento israeliana denominata Krav Maga.

La maggior parte dei componenti del gruppo Salaam Schalom non arriva dalla Germania e non parla tedesco. Per questo Alice Meroz e gli altri membri stanno lavorando a un “dizionario di immigrazione” che alla fine dell’estate dovrebbe essere pubblicato in ebraico e in arabo. Una specie di volume che spieghi e traduca alcuni termini fondamentali per i migranti, come “permesso di soggiorno” (in tedesco: Wohnberechtigungsschein). “In modo che ci si possa orientare nella giungla delle autorità anche senza la conoscenza del tedesco“, spiega la Meroz “Tutti potranno usarlo, indipendentemente dalla religione e dalla cultura”.

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Margherita Sgorbissa

Con sempre il solito imbarazzo delle autodescrizioni, mi presento: sono Mag e sono laureata in mediazione linguistica. Finita la vita in Italia, presto sarò a Berlino per iniziare un nuovo capitolo. Un grande legame che mi ha tenuta stretta alla realtà tedesca è stato sicuramente Berlino Cacio e Pepe Magazine, con cui collaboro dal 2011. Inutile citare la mia grandissima passione per la scrittura e il giornalismo!

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