«Nella polizia di Berlino sono infiltrati parenti di capi clan arabi della criminalità cittadina »

Nella polizia di Berlino vi sarebbero diversi “infiltrati”

Non è The Departed Scorsese. Nella polizia di Berlino ci sarebbero diverse infiltrazioni criminali. A rivelarlo è una lettera anonima, ma catalogata come “autentica” dalla stessa polizia, in cui si fa accenno alle selezioni dell’Accademia di polizia della capitale tedesca. Secondo l’autore, dal 1986 funzionario dell’Ufficio per le indagini criminali, non verrebbe posto nessun freno a figli e parenti di capi clan arabi della criminalità organizzata cittadina.

I rischi dell’attuale situazione

La situazione, come conferma un’indagine svolta dal settimanale Focus,è preoccupante per due motivi: non solo il rischio infiltrazioni ed eventuale danno ad indagini in corso o potenziali, ma anche perché – e sarebbe già successo – criminali ora affermati avrebbero sfruttato l’Accademia di polizia per periodi di formazione gratuiti prima di abbandonare l’idea di una carriera nelle forze dell’ordine. Uno dei più noti criminali cittadini sarebbe tuttora in possesso di un certificato che prova il suo periodo all’Accademia di polizia.

Il risvolto politico

Secondo la lettera la responsabile principale della situazione è la vice capo della polizia Margarete Koppers, rea di accettare le molte candidature di persone con origini straniere anche per motivi di convenienza politica, data la sua vicinanza a socialdemocratici, Verdi e die Linke che l’hanno in passato candidata per posizioni di prestigio. Secondo il Tagesspiegel l’avvocato della Koppers avrebbe in passato difeso alcune delle famiglie arabe che dovrebbe contrastare.  Secondo la fonte di Focus è solo questione di tempo affinché all’interno stesso della polizia di Berlino si creino frizioni fra rappresentanti di clan rivali: “Il primo colpo è in canna”.

Berlino Schule tedesco a Berlino

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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