Nella sabbia del Brandeburgo, il documentario sui 127 italiani uccisi dai tedeschi nel 1945

Nella sabbia del Brandeburgo

Reduce della vittoria della Goldene Kamera, il progetto documentaristico Im märkischen Sand – Nella sabbia del Brandeburgo è ora tra i nominati per il Grimme Preis, uno dei premi giornalistici più rinomati in Germania.

I registi del documentario Nella sabbia del Brandeburgo Katalin Ambrus, Nina Mair e Matthias Neumann ripercorrono un lungo viaggio tra passato e presente per riportare a galla un importante capitolo di storia che rischiava di essere dimenticato: stiamo parlando della storia del massacro di Internati Militari Italiani di Treuenbrietzen (Brandeburgo) e dei suoi sopravvissuti. Del documentario avevamo già scritto quiNella sabbia del Brandeburgo è un documentario online bilingue, in italiano e in tedesco, fruibile gratuitamente in internet e suddiviso in 24 episodi, 18 di natura biografica e 6 volti a descrivere le vicende storiche alla base dei racconti. Oggi il progetto è tra i finalisti per il Grimme Preis. Oltre al premio che viene assegnato dalla giuria, anche il pubblico ha la possibilità di votare il suo progetto favorito. In fondo all’articolo troverete le istruzioni necessarie per sostenerlo.

La strage di Treuenbrietzen

Dopo la proclamazione dell’Armistizio di Cassibile l’8 settembre 1943 e il disarmo, i militari italiani furono posti dinanzi a una scelta: continuare a combattere con l’uniforme tedesca oppure essere deportati in Germania come internati militari. 600.000 soldati italiani si rifiutarono di andare al fronte e diventarono così prigionieri di guerra. Tra loro Antonio Ceseri, unico testimone della strage di Treuenbrietzen ancora in vita. Ceseri venne trasferito in Brandeburgo per lavorare in una fabbrica che produceva munizioni. Lì rimase un anno e mezzo, finché l’Armata Rossa liberò il lager il 21 aprile 1945. Quel giorno i russi uccisero tutte le guardie del campo, ma poco dopo alcuni soldati della Wehrmacht tedesca in fuga tornarono sul posto e ordinarono ai 131 italiani che vi lavoravano di marciare verso una cava di sabbia. Qui gli internati italiani vennero fucilati e sepolti. Soltanto quattro di loro riemersero da quella sabbia: Germano Cappelli, Vittorio Verdolini, Edo Magnalardo e Antonio Ceseri. Grazie alle testimonianze dei tre uomini superstiti e dei loro familiari siamo al corrente di questa drammatica storia.

La candidatura al Grimme Preis

Potete aiutare anche voi a far vincere Nella sabbia del Brandeburgo, ci si mette solo un minuto! Di seguito le istruzioni per chi non parla tedesco.

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Foto di copertina © Nella sabbia del Brandeburgo – Im Märkischen Sand

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