«Perché io, italiano in Germania, mi candido all’estero con i 5 Stelle»

Marcello Pilato

Marcello Pilato è candidato al Senato, circoscrizione Estero,  alle elezioni del 4 marzo. «Riforme, diritti dei lavoratori ed Europa dei popoli»: così spiega il suo programma alla redazione di Berlino Magazine.

Marcello Pilato 53 anni, è nato in Svizzera da emigrati siciliani. Vive in Germania da 11 anni, prima a Berlino, poi a Monaco, ha una laurea in Economia Aziendale e parla 4 lingue «In questi ultimi 15 anni per lavoro ho viaggiato molto in Europa. Ho avuto modo di confrontarmi con diverse culture e soprattutto conoscere le problematiche lavorative dei Paesi europei».

Cosa pensa dell’Unione Europea oggi?

«Penso che l’Europa di oggi sia purtroppo ancora lontana dall’idea di quello che dovrebbe veramente rappresentare: un’unione di popoli che vivono avendo le stesse leggi. Con questo intendo non solo gli attuali regolamenti, ma anche un’uniformità nelle leggi che regolano la vita dei cittadini europei nei rispettivi paesi. Attualmente l’Europa è vincolata da patti come il Fiscal Compact e dal pareggio di bilancio introdotto in Costituzione. Questi ultimi vincolano oltremodo la possibilità dei singoli stati di poter investire in deficit in caso di necessità. Cosa penso dell’Euro? L’Euro ha un problema fondamentale, è una moneta che non appartiene agli Stati che la utilizzano come valuta nazionale. È emessa dalla Banca Centrale Europea. La conseguenza è la perdita di sovranità monetaria dei paesi dell’Euro-zona che per ottenere finanziamenti per sostenere le spese statali dovranno rivolgersi al mercato finanziario emettendo titoli di stato».

Che peso ha la Germania nell’attuale crisi europea?

«Negli ultimi 20 anni la Germania ha ricoperto un ruolo fondamentale all’interno dell’UE imponendo vincoli alle misure economiche dei paesi membri che hanno determinato una limitazione delle spese statali ancorate a parametri. Un esempio è il rapporto debito/PIL al 3% che ha notevolmente ridotto lo spazio per poter effettuare spese in deficit. L’esempio lampante è la Grecia, costretta a vendere asset strategici e ridurre drasticamente le spese correnti (taglio delle pensioni, della spesa sanitaria e riduzione dei dipendenti pubblici). Tutto questo per poter ridurre il suo deficit e poter ricevere finanziamenti dall’Unione Europea».

Quali sono, secondo Lei, le cause principali dell’emigrazione di massa degli italiani?

«Più che di emigrazione di massa parlerei di immigrazione in crescita essendo poco più di 100.000 gli italiani che lasciano il Paese ogni anno. Innanzitutto le cause sono da imputare principalmente alla crescente disoccupazione giovanile ed all’aumento del precariato dovuto all’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori; successivamente anche all’introduzione del Jobs Act. Con il reddito di cittadinanza, proposto dal Movimento, questo problema si ridurrebbe. I giovani avrebbero la possibilità di rimanere in Italia disponendo di un reddito di 780 euro al mese. In più avrebbero la possibilità di ricevere una formazione professionale finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro».

Cosa proponete per gli italiani all’estero?

«Nel nostro programma sono ben 5 i punti che riguardano gli italiani all’estero. Il motto è: “nessuno deve rimanere indietro, neanche chi emigra”. I punti sono: la riorganizzazione delle istituzioni italiane all’estero affinché siano vicine ai bisogni reali dei nostri emigrati; una riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero al fine di rimettere al centro i cittadini; il tema del lavoro e degli investimenti all’estero per esportare la nostra cultura e le nostre competenze. Parliamo poi di una riforma dell’AIRE e dell’assistenza sanitaria in Italia. Vogliamo garantire il diritto alla salute a chi emigra nel caso scegliesse di farsi curare in Italia. Infine, la riforma del voto: vorremmo introdurre la possibilità del voto elettronico o biometrico per garantire la segretezza, evitare brogli e ridurre i costi».

«Al Movimento 5 Stelle non si possono imputare colpe per l’attuale situazione economica italiana»

«Il Movimento 5 Stelle non è stato al governo durante la legislatura appena conclusa e quindi non può essere ritenuto responsabile di quanto sta accadendo in Italia. Anzi, si è fatto promotore del reddito di cittadinanza ma non essendo forza di governo il provvedimento è stato ignorato e anche deriso dalle altre forze politiche. Noi crediamo che ci siano le coperture finanziarie per sostenere questa misura economica».

Cosa importerebbe dal sistema tedesco?

«Dal sistema tedesco sicuramente importerei il modo in cui è gestita la sanità, la burocrazia efficiente e i diritti a tutela dei lavoratori. Tra l’altro sono da anni parte del Consiglio dei Lavoratori (Betriebsrat) dell’azienda dove lavoro (sono un responsabile nell’area Finance di uno dei più grandi gruppi assicurativi internazionali) e conosco bene come vengono affrontati i problemi relativi ai rapporti azienda-lavoratori».

NOTA BENE: L’articolo su Marcello Pilato è parte di una serie di interviste che Berlino Magazine dedicherà ai candidati della circoscrizione Estero-Europa alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Nella circoscrizione Estero sono eletti diciotto parlamentari, suddivisi in dodici deputati e sei senatori. Per sapere di più sul voto cliccate qui.

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Rosellina Neri

Nata a Roma, a 10 anni mi sono trasferita a Lipari alle Isole Eolie, dove ho vissuto in barca per qualche anno. L'isola la considero casa, in ogni suo scorcio, in ogni sua luce e in ogni suo scoglio. Ho iniziato gli studi in Giurisprudenza a Palermo, terra natale di mia madre. Ora vivo a Berlino e ho portato con me la voglia di scrivere. "Da grande", mi piacerebbe essere una giornalista.

One Response to “«Perché io, italiano in Germania, mi candido all’estero con i 5 Stelle»”

  1. Valentina Ferrarese

    Non si chiama Matteo Pilato?

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