“Newton. Horvat. Brodziak.”: tre dei più grandi fotografi del XX secolo in mostra assieme a Berlino

La Helmut Newton Foundation, tempio innalzato nel 2004 ad onore del grande maestro Helmut Newton, torna a destare la nostra curiosità, dopo la mostra che da novembre a maggio ha portato in scena la prima parte della Permanent Loan Collection (che abbiamo presentato qui). Dal 4 giugno 70 nuove foto, molte delle quali presentate per la prima volta in questa sede, mostrano ancora una volta il genio eclettico ed irriverente di Newton, in cui la triade moda-nudi-ritratti, che ha accompagnato 40 anni di intensa attività, torna ancora a stupire per la molteplicità di declinazioni e direzioni che sa assumere.

Espressioni sempre nuove di femminilità, autoritratti sfrontati in cui il fotografo gioca con se stesso, ritratti di intensa riflessione o scottante provocazione, l’immancabile moglie June (alias Alice Springs), simpatica e capricciosa signora che presenta la mostra: tutto si combina per raccontare la lunga carriera di una mente brillante. A queste linee-guida del mondo newtoniano si aggiungono questa volta anche nuove intuizioni, ottenute nell’accostare i già famosi ritratti di personaggi famosi (tra cui Andy Warhol, Gianni Agnelli, Catherine Denevue) con una serie nuova e a colori, in cui l’autore sbircia nelle camere da letto di celebrità quali David Bowie, Christopher Isherwood, Charlotte Rampling, David Hockney. Le celebrità sono mostrate dapprima sedute ai bordi del proprio letto e poi nell’atto di aprire il cassetto della propria scrivania, in una ricerca intima in cui i protagonisti, pur se in vestaglia, non perdono nulla della loro forza iconica, mentre la loro identità più privata vive in ciò che i loro cassetti personali custodiscono.

Ma questa serie a colori e i nuovi accostamenti esposti al primo piano del celebre edificio del Museo della Fotografia non sono l’unica novità della riapertura. La voce di Newton questa volta si accompagna a due nuove voci, una più vecchia ed una più anziana, quella di Frank Horvat e di Szymon Brodziak, a cui si aprono le porte della Helmut Newton Foundation per creare un equilibrio e una mescolanza incredibile di rimandi e reciproche influenze.

A portare il suo ultimo lavoro riepilogativo è Frank Horvat, celebre fotografo che ha segnato con un vorace eclettismo la storia della fotografia del XX secolo. Dapprima fotografo di moda (per Elle, Vogue, Harper’s Bazaar) durante il suo giovanile trasferimento a Parigi, si volge poi al fotogiornalismo, ai ritratti, alla natura, avendo come comune denominatore l’attenzione alle persone, alla natura umana, alla ricerca nella complessità quotidiana dell’istante perfetto, ricerca che impara dalla lezione di Henri Cartier-Bresson. Non a caso l’opera complessiva che porta a Berlino ha il nome “House with fifteen keys”: 15 chiavi-temi che raccontano 15 volti diversi del fotografo o forse 15 fotografi diversi e in cui egli racchiude la ricerca vastissima che ha accompagnato tutta la sua attività. I motivi presenti sono dei più svariati (primi piani, prospettive inconsuete, sguardi colti nella folla, coppie, oggetti, metafore, mani incrociate, autoritratti, donne) e ad unirli è la instancabile curiosità che tutto domina e che in conferenza stampa gli fa dichiarare di trovarsi davanti a cambiamenti così profondi e incredibili da volersene fare sempre e ancora portavoce. E ci riesce, considerando l’universo di 200 foto presentato a Berlino, così vario da poter solo essere visto di persona.

Alle voci mature di Newton e Horvat si accompagnano infine, in numero più ridotto ma con forza espressiva unica, circa 30 scatti di Szymon Brodziak, giovanissimo fotografo polacco che, deviando bruscamente dalla strada del business a cui la famiglia lo indirizza, riesce in poco tempo ad affermare in modo significativo il suo nome, collezionando mostre e premi internazionali in maniera vorticosa dal 2008 ad oggi. Brodziak eredita molto dello stile e dell’attenzione di Helmut Newton, di cui ritornano alcuni motivi, che però si fanno assolutamente personali. Le sue fotografie, provenienti dall’ ultima monografia “One” e realizzate soprattutto per campagne di moda (Playboy, Italian Vogue), giungono per la prima volta in Germania, in formato grande ed in bianco e nero: sono scatti intensissimi da cui è difficile distogliere lo sguardo, omaggio ad una femminilità ora provocativamente sfacciata, ora intimamente sottile, ma sempre declinata in modo originale e in un rapporto stretto e non convenzionale con lo sfondo. Brodziak dice infatti di vedere la fotografia come “a means of expression, a way of life but also a great excuse to do craxy things”. Il suo è uno stile che si compone di tanta programmazione per ottenere lo scatto perfetto, che raccoglie però anche le coincidenze che vanno oltre le aspettative e che inneggia all’erotismo come parte fondamentale della vita, ma di per sé noioso se non inserito in una storia piena di senso, storia che lui sa di volta in volta brillantemente creare.

Il modo e l’intensità con cui queste tre voci riescono ad unirsi e a dare ognuna specifici e irripetibili contributi sono incredibili e rendono la mostra “Newton. Horvat. Brodziak”, aperta dal 4 giugno al 15 novembre, assolutamente imperdibile, per appassionati di fotografia e non.

“Newton. Horvat. Brodziak”  4 giugno – 15 novembre 2015

HELMUT NEWTON FOUNDATION
Museum für Fotografie
Jebensstrasse 2 / 10623 Berlino
info@helmut-newton-foundation.org
www.helmut-newton.com

ORARI DI APERTURA
Martedì, Mercoledì, Venerdì 10 – 18
Giovedì 10 – 20
Sabato, Domenica 11 – 18

INGRESSO
10 € / 5 € ridotto

VISITE GUIDATE
ogni Domenica a partire dalle ore 16

Telefono: +49 30266424242

 

Immagine di copertina: Helmut Newton, David Bowie. Bedroom, Kempinski Hotel, Berlin 1983 © Helmut Newton Estate

Immagini galleria:

1 Helmut Newton, In our kitchen. Rue Abriot, Paris 1972 © Helmut Newton Estate

2 Helmut Newton, David Bowie. Bedroom, Kempinski Hotel, Berlin 1983 © Helmut Newton Estate

3 Szymon Brodziak, The Lamp. Poland, 2008 © Szymon Brodziak

4 Helmut Newton, Charlotte Rampling. Paris, 1977 © Helmut Newton Estate

5 Frank Horvat, Givenchy Hat. Paris, 1958 © Frank Horvat

Chiara Rainò

Studentessa di Storia contemporanea, arrivo a Berlino nel 2014 per l'ultimo anno di studi dopo 4 anni a Roma. Lascio che una instancabile curiosità mi guidi all'inseguimento di parole, colori, persone e città. Amo l'odore dei libri, le cose semplici, la complicità.

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