Out of Camp, in mostra a Berlino gli incredibili scatti di un viaggio verso il Polo sud

Il reportage fotografico di 487 giorni di viaggio dal Polo nord al Polo sud: stiamo parlando di Out of Camp. Thinking about Photography, progetto fotografico dell’artista danese Adam Jeppesen, in mostra presso C/O Berlin dal 16 luglio al 25 settembre 2016. Nel 2009 Jeppesen intraprese questo viaggio in solitaria, o meglio con la compagnia esclusiva della propria macchina fotografica, allo scopo di immortalare luoghi incontaminati dove la natura prolifera selvaggia. Ma Out of Camp è molto più di un reportage: il progetto sviluppa un approccio innovativo nei confronti della fotografia stessa, che viene ripensata, reinventata e ridefinita.

Out of Camp. «Il progetto che avevo in mente all’inizio era completamente diverso rispetto al risultato che ho ottenuto, di cui ho preso coscienza soltanto una volta tornato dal viaggio, quando ho constatato che molti dei miei negativi risultavano danneggiati» spiega Jeppesen. Malgrado abbia scattato con una macchina ad altissima risoluzione per la realizzazione di fotografie di grande formato e a colori, Jeppesen ha imposto al suo progetto un radicale cambio di rotta in corso d’opera: ha deciso di ripartire dalle tracce fisiche lasciate sui negativi, interpretandole per un progetto del tutto nuovo che ridefinisse il ruolo della fotografia stessa. La fase dell’elaborazione in studio ha assunto così la medesima importanza della fase di viaggio. Nella serie XCopy, Jeppesen scompone i suoi scatti di paesaggi a colori in formati maneggevoli per poi fotocopiarli in bianco e nero e assemblarli nuovamente per mezzo di aghi: questo procedimento conferisce alla fotografia tridimensionalità oltre a un aspetto scultoreo e performativo. Accostando l’essenza grezza della fotocopia alla precisione dell’ago, Jeppesen si allontana dalla romanticizzazione della fotografia che assume al contrario una valenza estremamente fisica. Nella serie di scatti Folded, l’artista piega le sue fotografie di paesaggi, stampate a colori su carta di riso di grande formato, come se si trattasse di poster. Le pieghe così ottenute creano un reticolo di linee sugli scatti esposti che le scompongono in svariati rettangoli: ognuno di questi rettangoli può essere contemplato come una fotografia a sé stante. Nella serie Scatter, Jeppesen ritaglia dei negativi estrapolando il dettaglio che a posteriori potrebbe averlo indotto a scattare la fotografia e lo espone singolarmente. Nell’ultima serie offerta alla vista del pubblico, denominata Ghosts, l’artista si dedica alla tecnica di stampa della fotoincisione utilizzandola in modo nuovo, ovvero applicando il colore alla lastra soltanto una volta all’inizio del processo di stampa: questo fa sì che l’immagine svanisca gradualmente di foglio in foglio. Il progetto di Jeppesen risulta in sostanza una contemplazione del medium fotografico, che nell’era del digitale viene riproposto in tutta la sua materialità e concretezza.

Le tre mostre di C/O Berlin che reinventano la fotografia. Out of Camp fa parte di un gruppo di tre mostre inaugurate parallelamente il 15 luglio 2016 presso C/O Berlin. I tre progetti sono accomunati da uno spirito documentaristico: oltre al reportage di viaggio di Jeppesen, C/O Berlin ha inaugurato Poppy di Robert Knoth e Antoinette de Jong, installazione videofotografica di denuncia del traffico di eroina dall’Afghanistan verso l’Occidente, e Method di Sasha Kurmaz, esempio di intervento artistico nello spazio pubblico. Benché si tratti di tre esposizioni estremamente diverse per contenuto, unica è l’essenza che le contraddistingue, ovvero la reinterpretazione del medium fotografico. I tre progetti mirano ad ampliare il significato della fotografia, scoprendo e testando nuove possibilità di visual storytelling. Le tre mostre rimarranno aperte al pubblico dal 16 luglio al 25 settembre 2016.

5 splendidi scatti del progetto Out of Camp di Adam Jeppesen:

© Adam Jeppesen – AR-Chalten-l, 2014, Courtesy of the Carlsberg Foundation
© Adam Jeppesen – AR-Chalten-l, 2014, Courtesy of the Carlsberg Foundation
© Adam Jeppesen – AR-Chalten-lII, 2014, Courtesy of Gallery van der Mieden
© Adam Jeppesen – AR-Chalten-lII, 2014, Courtesy of Gallery van der Mieden
© Adam Jeppesen – Scatter, 2014, Courtesy of the artist
© Adam Jeppesen – Scatter, 2014, Courtesy of the artist
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© Adam Jeppesen – Scatter, 2014, Courtesy of the artist
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© Adam Jeppesen – Scatter, 2014, Courtesy of the artist

Out of Camp. Thinking about Photography

Adam Jeppesen

dal 16 luglio al 25 settembre 2016

C/O Berlin – Amerika Haus: Hardenbergstraße 22-24, 10623 Berlino

Orari di apertura: tutti i giorni, dalle 11.00 alle 20.00

Biglietti: € 10 (intero) / € 6 (ridotto)

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Foto di copertina © Adam Jeppesen – Dettaglio di AR-Chalten-l, 2014, Courtesy of the Carlsberg Foundation

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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