Perché George Soros ha deciso di trasferire il suo quartier generale a Berlino

Da Budapest a Berlino: il magnate americano di origini ungheresi Soros trasferisce il quartier generale della fondazione Open Society nella capitale tedesca per sfuggire alla repressione del premier Orbán.

Da anni ormai in Ungheria va in scena lo scontro politico e mediatico tra George Soros, il magnate americano di origini ebree ungheresi creatore della fondazione per i diritti umani Open Society nonché finanziatore di diverse ONG, e il premier ungherese antidemocratico e populista Viktor Orbán, fresco di vittoria con supermaggioranza. In particolare Orbán ha fatto della sua contrapposizione a Soros e alle ONG umanitarie uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale, accusandoli di voler inondare il Paese e l’Europa di migranti.

Nella giornata di martedì 15 maggio 2018, la fondazione di Soros ha annunciato il trasferimento dei propri uffici da Budapest a Berlino. Il durissimo comunicato di Patrick Gaspard, il presidente di Open Society, recita: «Confrontata, in Ungheria, con un ambiente politico e giuridico sempre più repressivo la fondazione Open Society (OSF) sposta tutte le attività e il personale di Budapest nella capitale tedesca», riporta la radiotelevisone svizzera RSI. «Il governo ungherese ha diffamato e descritto in modo distorto la nostra attività, con tattiche e modi senza precedenti nell’Unione Europea», ha aggiunto Gaspard. Poco prima fonti vicine al premier ungherese e al suo partito (Fidesz) avevano annunciato ulteriori restrizioni per le ONG.

© tiburi, CC BY-SA 0.0

Lo scontro tra Orbán e Soros

La fondazione di George Soros è da anni leader nel campo dei finanziamenti alle ONG e a gruppi di società civile in tutto il mondo. Nata in Ungheria nel 1984 per aiutare i Paesi in difficoltà nella transizione dal comunismo, la Open Society Foundations, conosciuta anche come OSF, ha come obiettivo quello di promuovere giustizia, istruzione, sanità pubblica e media indipendenti nel mondo. Supera gli 1,6 miliardi di dollari la cifra spesa da Soros con la sua fondazione per sostenere la democrazia e lo sviluppo nell’Europa orientale. Oltre a finanziare svariate organizzazioni non governative, la OSF sostiene anche la Central European University di Budapest.

Nella recente campagna elettorale il primo ministro ungherese Orbán si è scagliato contro Soros accusandolo di essere un nemico della patria e di voler islamizzare e scristianizzare l’Ungheria e l’Europa. Attraverso il provvedimento conosciuto come Stop Soros il premier ha messo sotto controllo le ONG non allineate con il governo sottoponendole a una pesante tassazione intralciandone così i finanziamenti e le attività. Come riporta Deutsche Welle, il nuovo ministro Antal Rogan, fedelissimo di Orbán, ha addirittura annunciato un ulteriore inasprimento della misura.

 Budapest Parliament © bici, CC BY-SA 0.0

 

Il trasferimento di Open Society a Berlino

Il trasferimento del quartier generale di Open Society a Berlino non sembra essere l’ultimo capitolo dello scontro tra Soros e il premier ungherese. Il presidente della fondazione ha infatti aggiunto che Open Society non fermerà il suo impegno umanitario nello Stato magiaro. Nonostante la Commissione di Bruxelles abbia aperto una procedure di infrazione sui provvedimenti di Orbán rivolti contro le ONG e la Central European University che fa capo a Soros, il premier non dà cenno di voler mitigare le sue posizioni.

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Immagine di copertina: George Soros – World Economic Forum Annual Meeting 2011 © World Economic Forum CC BY-SA 2.0

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