Perché quando usiamo zucchero di barbabietola dobbiamo ringraziare un tedesco

La chimica, una passione tramandata di padre in figlio e che permise al chimico berlinese di scoprire la presenza dello zucchero nella barbabietola.

Andreas Sigismund Marggraf, importante chimico berlinese, nacque a Berlino il 3 marzo 1709. Le notizie che abbiamo riguardo la sua vita personale lo ritraggono come un uomo modesto, tranquillo, di salute precaria, ma con un punto fisso in testa: la chimica e le sperimentazioni in laboratorio. Sulla madre, Anne Kellner, poche informazioni sono giunte fino a noi, mentre sul padre, Henning Christian Marggraf, sappiamo per certo che fu un noto farmacista alla Corte Reale e svolse per anni il ruolo di assistente presso il Collegio medico-chirurgico di Berlino. Fin dall’infanzia, perciò, il giovane Andreas crebbe a stretto contatto con saperi chimici e farmacologici, circondato dagli studi e dagli insegnamenti del padre, il quale svolse un ruolo fondamentale nell’introduzione del figlio nell’ambiente accademico-scientifico berlinese di metà Settecento.

Un’attività accademica intensa e movimentata

Dal 1725 al 1730 Marggraf studiò presso la Scuola di Chimica di Berlino e fu apprendista del professor Caspar Neumann, direttore del dipartimento di chimica sperimentale e farmacia. Dal 1730 al 1733, fu allievo del farmacista Rossler a Francoforte e studiò col chimico Spielmann all’Università di Strasburgo, mentre l’anno seguente si spostò a Freiberg, in Sassonia, per studiare metallurgia. Nel 1737, decise di tornare a Berlino dove l’anno seguente fu ammesso all’Accademia delle Scienze prussiana. Nel 1753, Federico II di Prussia lo nominò direttore del laboratorio chimico dell’Accademia e successivamente, nel 1760, fu nominato anche direttore della classe di filosofia sperimentale.

Le scoperte del chimico berlinese sono numerose

Questa ricca e fiorente attività accademica non mancò certo di dare i suoi frutti. Tra le numerose scoperte e ricerche del chimico berlinese si annoverano: l’ottenimento dell’acido formico; l’estrazione dello zinco attraverso la riduzione delle “cadmie” con polvere di carbone; la distinzione fra sodio e potassio tramite il colore della fiamma; la produzione del cianuro di potassio e la descrizione delle sue proprietà nel trattamento dei sali metallici, e molto altro ancora. Tuttavia, il risultato più significativo fu certamente la scoperta della presenza dello zucchero in piante locali, nel 1747.

1747, per la prima volta dalla barbabietola allo zucchero

Convinto del fatto che, le piante dal sapore dolce dovessero in qualche modo contenere una sostanza zuccherina, studiò ed investigò la pianta e la radice della barbabietola. Inizialmente essiccò e polverizzò il vegetale, e, successivamente, tramite l’uso di alcol, ne estrasse i succhi e li lasciò cristallizzare; una volta raggiunta la cristallizzazione, Andreas esaminò la sostanza ottenuta ed osservò che, effettivamente, i cristalli ottenuti erano identici a quelli presenti nella canna da zucchero. La grande scoperta ebbe conseguenze rilevanti sulla capitale tedesca, dove, nei decenni successivi vennero aperte le prime raffinerie per la produzione di zucchero e, nel 1904, perfino un museo dedicato interamente allo zucchero e visitato ogni anno da un grande numero di turisti.

 

Barbabietola da zucchero ©kungfunamhuynhdao, CC BY-SA 0.0

 

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Foto di copertina: Laboratorio chimico ©analogicus, CC BY-SA 0.0.

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