Quel picnic che fece cadere il Muro di Berlino

A dichiararlo fu persino Helmuth Kohl nel 1990, che “il primo passo verso la caduta della Cortina di Ferro e del muro di Berlino, è stato fatto in un piccolo villaggio ungherese di nome Sopron”. Questo piccolo villaggio infatti, si trovava a ridosso del confine austriaco che segnava simbolicamente, ma anche geograficamente, il passaggio al mondo occidentale e l’uscita dal blocco sovietico ai tempi della Guerra Fredda.

Quello che doveva essere un importante, ma innocuo evento si trasformò nella prima vera breccia della Cortina di Ferro che causò la fuga a ovest di oltre 600 cittadini della DDR. Il 19 Agosto 1989 dei dissidenti ungheresi congiunti a dei politici austriaci, decisero di organizzare un picnic proprio sulla frontiera austro-ungarica, per l’occasione il cancello di legno posto sul confine sarebbe stato aperto per qualche ora in modo da consentire ai partecipanti di entrambe le nazionalità di partecipare al simbolico evento. Questa circostanza è passata alla storia come “il Picnic Paneuropeo”.

Nella primavera di quell’anno, la logica della Guerra Fredda stava già vacillando e il desiderio di un’Europa unita era qualcosa di concreto, dato che due mesi prima, nello stesso luogo del picnic, i ministri degli esteri di Ungheria ed Austria, avevano attraversato insieme il confine tagliando parte del filo spinato posto sulla frontiera. Gli organizzatori del picnic miravano a propositi simili ma, le immagini dei due ministri armati di cesoie avevano fatto il giro del mondo e in poche settimane centinaia di cittadini della Germania Est si recarono in Ungheria nella speranza di trovare una crepa che conducesse verso la Germania Ovest. Perlopiù accampati in parchi o nei cortili delle chiese, trovarono la loro occasione proprio durante il Picnic Paneuropeo: la notizia che la frontiera sarebbe stata aperta per qualche ora fu fatta circolare volontariamente dagli organizzatori dell’evento.

Alle ore 15 del 19 Agosto le cinque guardie del lato ungherese aprirono il cancello in attesa della delegazione ufficiale. Quello che videro davanti a loro fu invece un massa di persone pronta ad attraversare il confine. Ai militari fu subito chiaro chi fossero quelle persone e gli ordini dei superiori erano chiari: aprire il fuoco sui fuggitivi. Fortunatamente nessuna delle cinque guardie se la sentì di sparare su un gruppo di oltre 600 persone che riuscì facilmente a fuggire dal blocco sovietico.

A tutt’oggi non è ancora chiaro quale ruolo avessero gli alti ranghi della politica ungherese. Miklos Nemeth, l’allora primo ministro, spiega quella fuga come “un test per Mosca in modo da poter valutare la reazione del comitato centrale dato che con l’insediamento di Gorbachev, la dottrina Breznev che autorizzava intervento diretto dell’URSS in altri paesi del Patto di Varsavia non era più valida”. Eric Honecker, vetusto presidente della DDR, tento di giustificare l’evento spiegando come “gli organizzatori distribuirono opuscoli al confine polacco, invitando i tedeschi dell’est in vacanza ad un picnic. Quando vennero al picnic gli furono dati regali, cibo e marchi, prima di riuscire a persuaderli ad andare all’ovest.”. Gli stessi organizzatori dell’evento non accettano ancora oggi, oltre che la teoria di Honecker, anche quella di Nemeth spiegando che se quella fosse stata una fuga “programmata”, gli stessi organizzatori e le guardie di confine sarebbero state informate.

Al di là delle teorie, rimane l’evento in sé: la fuga di centinaia di cittadini della DDR simboleggia il primo e vero spacco di quella che fino ad allora sembrava l’impenetrabile Cortina di Ferro. Nelle settimane seguenti, com’è noto, i passi verso il crollo del mondo sovietico si susseguiranno a passo rapido. A Sopron, le autorità magiare intensificheranno i controlli doganali ma l’Ungheria aprirà le sue frontiere ai cittadini della Germania Est il seguente 11 Settembre. Circa due mesi dopo verrà abbattuto il muro di Berlino avviando il processo della riunificazione delle due Germanie e cancellando quella Cortina di Ferro che divise l’Europa per quasi 50 anni.

Daniele Barbarossa

Daniele Barbarossa nasce nel 1987 e cresce nella provincia milanese, poi se ne pente e da Novembre 2013 fa ammenda a Berlino. Laureato in Scienze della comunicazione e amante delle merendine. Le due cose non sono collegate.

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