Prendere i mezzi a Pasqua a Roma e a Berlino: un confronto sulle attese.

Giorno di Pasqua, ore 10.38. Mi sento con un mio amico a Roma per gli auguri. Ha avuto un guasto alla macchina e oggi dovrà muoversi con i mezzi per raggiungere gli zii.

ROMA

Percorso:
Piazza Mancini (punto nevralgico di Roma, con molti capolinea di autobus) – Via Gregorio VII (civico 117).

E’ un percorso “centrale”, sia il punto di partenza che quello di destinazione sono nel centro di Roma,

Google Maps indica un percorso in auto di 6,2 chilometri, 12 minuti. Lui però non ha l’auto, gli toccherà il bus.

Sul sito dell’Atac si può calcolare il percorso.

Non ti indicano quanto ci si metterà, non sanno a che ora passeranno esattamente i bus, ma sanno che il 280 passerà ogni 20 minuti, mentre l’881 ogni 15 (sempre che non si voglia prendere il 916F che passa ogni 30).

Per coprire quindi una distanza di 6,2 (se con l’auto), dicendo che si aspetterà sempre la metà del tempo massimo possibile (ovvero 10 minuti il 280 e 7 minuti l’881), più il tragitto, diciamo almeno 30 minuti, il totale è di 47 minuti. 

47 minuti (medi) per un tragitto di 6,2 kilometri. Ma se si avesse sfortuna si potrebbe arrivare (e non è cos’ improbabile che accada a 75 minuti (attesa di 30 e 15 minuti più tragitto di 30).

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BERLINO

 Percorso: Frankfurter Allee 57 (Friedrichshain, zona centro-est di Berlino) – Wihelmstrasse 22 (Kreuzberg, zona centro-sud di Berlino)

E’ un percorso meno centrale di quello romano, ma diciamo che è la stessa cosa. E non partiamo da una stazione piena di linee di mezzi come Piazza Mancini, ma in un punto x della città (vicino a casa mia, questa è la ragione della scelta)

Google Maps indica 6,7 km, 12 minuti in auto (a Berlino forse ci sono meno semafori o comunque si circola più fluidamente)

Sul sito della BVG, l’azienda dei servizi pubblici di Berlino si può fare il calcolo del percorso. Non solo ti dice esattamente quando devi uscire di casa con gli orari esatti sul quando passeranno metro e autobus, ma anche tutte le varie opzioni.

La metro, oggi che è Pasqua, passa ogni venti minuti. Non un minuto di meno né di più. Il massimo che ci si può volere ad arrivare ad una distanza analoga a quella romana è di 35 minuti (quella di Roma era un’ora e 15).

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E’ vero che questo è un test che ha scarsa validità se si pensa ad un vero e proprio studio dei mezzi pubblici, bisognerebbe fare più esempi prendendo in esame zone diverse e percorsi diversi. Ed è vero anche che è scontato dire che a Berlino i mezzi pubblici funzionano meglio che a Roma, ma si tratta di un aspetto così importante della vita quotidiana di chi vive nelle grandi città che penso non sarà mai abbastanza ripeterlo. Nell’esempio qui sopra abbiamo preso in considerazione due zone centrali. A Roma se il discorso si sposta alla periferia viene da piangere (ma davvero), a Berlino i servizi sono analoghi in periferia e in centro.

E’ vero che a Roma i biglietti costano 1 euro e 50 (per 75 minuti di corsa, a volte non abbastanza) e a Berlino 2,60 (per 2 ore di corsa), ma è anche vero che proprio per questo a Berlino puoi vivere tranquillamente senza dovere avere un’automobile, al massimo la si affitta ogni tanto.

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Il mio amico a Roma oggi si farà venire a prendere a casa dagli amici che lo ospitano. Non si fida dei mezzi pubblici romani. E non è il solo.

Ps: nello scrivere questo articolo sono capitato sul sito www.roma.info. Vi aspettereste che sia un sito gestito dall’amministrazione della capitale, ma non lo è. E’ privato, offre guide per Roma e dà informazioni false, come il prezzo del biglietto di Roma (non più un euro, ma uno e mezzo).

Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

2 Responses to “Prendere i mezzi a Pasqua a Roma e a Berlino: un confronto sulle attese.”

  1. Dafne

    “A Roma se il discorso si sposta alla periferia viene da piangere (ma davvero)”: confermo in tutto e per tutto. Mi viene da piangere già da ora se penso a quando dovrò tornare a Roma su quelle carrette che chiamano “treni”.

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  2. Federico

    Il confronto è ancora più efficace se si precisa che a Berlino a Pasqua la U-Bahn passa ogni dieci minuti, non ogni venti…

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