Primavera 1938, la struggente poesia di Bertolt Brecht scritta sull’isola di Fionia in Danimarca

Fiori Primavera 1938 Brecht

Primavera 1938, la poesia di Brecht sul dolore delle conquiste del nazismo

Bertolt Brecht non amava Hitler. La sua avversione al nazismo è ormai storia così come lo sono alcune delle sue opere dedicate, per l’appunto, all’ascesa e ai conflitti che il führer condusse per “rifare grande la Germania. Brecht fu condannato all’esilio nel 1933, poco dopo che Hitler salì al potere. Le sue prime mete furono i paesi scandinavi. Fu proprio in Danimarca, più precisamente nell’isola di Fionia (nel paesino di Svendborg) dove trascorse i primi 5 anni di esilio, che Brecht compose Primavera 1938, una delle poesie più celebri (per la cronaca, nel 1939 Brecht si trasferì in Svezia, l’anno dopo in Finlandia, poi Mosca e infine California. Tornò in Germania solo nel 1948)

Il significato di Primavera 1938

Contrariamente a quanto ci suggerisce il titolo della poesia Brecht non tratta della stagione, bensì dell’unificazione dell’Austria all’Impero del III Reich avvenuta il 12 Marzo dello stesso anno. Primavera 1938 assume così la connotazione di “tempo di conquista”, il Reich di Adolf Hitler all’epoca appariva più che mai minaccioso per il resto d’Europa preannunciando un tragico periodo bellico. Brecht si sentiva inerme sia davanti al suo Paese che al suo futuro, un uomo costretto a guardare da esiliato il disgregarsi di quei valori che credeva facessero parte della Germania. E così ecco che la sua patria viene melanconicamente paragonata ad un albero di albicocco tramante di freddo, minacciata dalle neve (metafora del Reich hitleriano) da provare coprire con un sacco, purtroppo senza successo. Come scrive Gianluigi Simonetti in Le parole e le cose: “La poesia di Brecht non è (quasi) mai simbolista o analogica, non lascia che i significanti prevalgano sul significato, l’ideologia viene sempre prima del testo; per lui l’occasione non è misteriosa epifania ma situazione esemplare, apologo ragionato. Amava il freddo e il gelo proprio perché gli ricordavano la lucidità mentale, la crudeltà necessaria a prendere posizione in un’epoca terribile”

Bertolt Brecht, Primavera 1938

Oggi, domenica di Pasqua, presto
un’improvvisa tempesta di neve
si è abbattuta sull’isola.
Tra i cespugli verdeggianti c’era neve. Il mio ragazzo
mi ha portato verso un piccolo albicocco attaccato alla casa
strappandomi ad un verso in cui puntavo il dito contro coloro
che stanno preparando una guerra che
può cancellare
il continente, quest’isola, il mio popolo,
la mia famiglia e me stesso. In silenzio
abbiamo messo un sacco
sopra all’albero tremante di freddo.

(traduzione di Annapaola Laldi )

Bertolt Brecht, Frühling 1938

Heute, Ostersonntag frueh
Ging ploetzlicher Schneesturm ueber die Insel.
Zwischen den gruenenden Hecken lag Schnee. Mein [junger Sohn
Holte mich zu einem Aprikosenbäumchen an der [Hausmauer
Von einem Vers weg, in dem ich auf diejenigen mit dem [Finger deutete
Die einen Krieg vorbereiteten, der
Den Kontinent, diese Insel, mein Volk, meine Familie [und mich
Vertilgen mag. Schweigend
Legten wir einen Sack
Ueber den frierenden Baum.

Berlino Schule tedesco a Berlino
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