Quando l’Europa aveva le frontiere: le dogane abbandonate negli scatti di Josef Schulz

Josef Schulz è un fotografo polacco stabilitosi in Germania. Uno dei suoi progetti fotografici si chiama Übergang, «Passaggio».

Schulz ha viaggiato in tutta Europa alla ricerca di posti di frontiera abbandonati, con lo scopo di fotografarli per mostrare un lato diverso della storia europea e metterci in guardia per il futuro.

Il progetto fotografico

Le immagini sono state editate in modo che lo sfondo sembri completamente avvolto dalla nebbia, permettendo ai posti di blocco di ergersi a catturare l’attenzione. L’architettura di ciascun edificio rispecchia l’epoca e la nazione cui appartiene. Scopo dell’elaborazione grafica è mostrare fino a che punto queste strutture sono cadute in disuso e farle sembrare dei monumenti di un’epoca storica recente. «Devono ricordarci le conquiste che l’Europa ha fatto e metterci in guardia circa la possibilità che la storia si ripeta», ha affermato Schulz all’International Business Times.

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Un po’ di storia

Le strutture ritratte negli scatti sono cadute in disuso e hanno perso il loro significato a seguito della Convenzione di Schengen, quando in Europa è stata introdotta la libera circolazione. Ma dal 16 Febbraio sette Paesi che hanno siglato la convenzione, Germania inclusa, hanno reintrodotto i controlli alla frontiera, nel tentativo di controllare e arginare il flusso di migranti e rifugiati.

«In passato, le frontiere erano un simbolo di divisione», continua Schulz. «A volte tracciavano una linea netta di demarcazione tra sistemi politici, legali, fiscali e monetari diversi, altre volte erano un simbolo di divisione tra culture diverse. Comunque erano sempre un segno di divisione che non separava semplicemente due territori, ma che creava una barriera mentale. Nell’Europa odierna, il concetto di frontiera ha perso il suo senso politico e economico, ma a livello mentale cancellare il divario non è così immediato».

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Com’è nato il progetto

L’interesse per questi luoghi è nato dal vissuto personale di Schulz, che ha spiegato: «Sono cresciuto in Polonia, un Paese i cui confini sono stati riscritti varie volte nel corso della storia. Oggi i posti di blocco alle frontiere non fanno più così paura, non c’è più la polizia, ma continuano a sembrare luoghi inquietanti».

Le frontiere oggi

La Convenzione di Schengen è stata sospesa in modo temporaneo da Austria, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia e Svezia. Dall’epoca della Convenzione, nel 1985, tali accordi avevano permesso a più di 400 milioni di persone di muoversi liberamente all’interno dell’Europa, da Grecia a Islanda. Si è trattato di una delle iniziative più ben riuscite dell’Unione Europea.

Ecco gli altri scatti.

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Photo © Josef Schulz, Übergang

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Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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