La radio tedesca che trasmette messaggi d’amore ai soldati in guerra…

Anche la Bundeswehr ha un’emittente radiofonica, fondata nel 1974: è tempo di festeggiare i primi 40 anni della stazione radio delle forze armate tedesche. Gli ascoltatori sono stati invitati a spedire all’emittente i propri ricordi, quei piccoli e preziosi aneddoti personali che fanno di una storia qualsiasi, una memoria collettiva. Di cosa stiamo parlando?

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Di quella vecchia scatola gracchiante che in giro per il mondo, poco importa dove, poco importa come, ha ancora il potere di commuovere e di accendere un sorriso. E siccome anche i militari tedeschi hanno bisogno di sorridere e di sentire il calore delle proprie famiglie, da quattro decenni anche a loro basta prendere in mano quella vecchia scatola gracchiante per sentirsi a casa.

Potrà sembrare fuori moda, oppure fuori posto. Un po’ come gli ascoltatori cui l’emittente si rivolge: potranno sembrare anche loro un po’ fuori moda o un po’ fuori posto questi soldati tedeschi di stanza in giro per il mondo. Li avevamo presentati alla ricerca di nuove reclute in gonnella (leggete qui), ci eravamo dimenticati di sottolineare che, al di là delle opinioni, restano persone lontane dalle proprie famiglie.

Aggiungiamo allora qualche pennellata al dipinto: immaginiamoceli anche stanchi, magari un po’ spauriti, che accendono la radio per rilassarsi durante una pausa. “Ciao papà, buon compleanno!” La voce arriva da miglia di distanza e punta al cuore dell’intento di Radio Andernach: non farli sentire soli, tenerli in contatto con le famiglie. Stiamo parlando di una delle trasmissioni verosimilmente più seguite di quest’emittente: “Meet & Greet”, all’interno della quale i militari tedeschi ricevono gli auguri, le dediche, i pensieri dei propri cari. Addirittura, un furgoncino (e qui ci piace immaginarcelo in stile Maria de Filippi ma rigorosamente in verde militare) si sposta seguendo una tabella di marcia precisa in giro per la Germania, per raccogliere i saluti dei parenti. Che poi lo sappiamo, in questi come in altri casi, più che il contenuto conta lo specifico timbro di voce.

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Parcheggiamo il furgoncino e scopriamo che i saluti vengono raccolti con efficienza teutonica anche per vie più “convenzionali”: mail, fax, un apposito modulo online, la posta per i più romantici, una app per stare al passo con i tempi, un messaggio vocale al telefono per non farsi mancare nulla.

Ovviamente, il servizio fornito da Radio Andernach è molto più vasto: definita “Truppenbetreuungssender der Bundeswehr”, l’emittente pare a tutti gli effetti fornire un valido sostegno alle truppe delle forze armate tedesche. Prima di tutto attraverso la copertura: indipendentemente dalla missione e dal luogo, al soldato è sufficiente la connessione internet per raggiungere la stazione radio e rimanere aggiornato, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

E laddove non bastasse la voce a fornire notizie, reportage, aggiornamenti, ecco che arriva la spalla dell’immagine. Quella vecchia scatola gracchiante viene così da due anni affiancata dall’emittente televisiva BWTV, formando insieme i “Betreuungsmedien”. “Siamo il ponte tra i soldati della Bundeswehr all’estero e la loro patria – e già da 40 anni buoni“, ci dicono dalla regia.

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A collaborare al progetto sono oltre 60 persone, provenienti da diversi corpi e gradi delle forze armate tedesche. Trasmettono di tutto: dalle notizie sull’esercito, a quelle sulla Germania e sul resto del mondo, dallo Sport alla musica ovviamente. Almeno, questo è quello che la fonte ufficiale dichiara, perché a noi civili, mettere il naso in quella bellissima scatola gracchiante non è consentito. Per ascoltare la radio via streaming è necessario infatti registrarsi e, solo militari o congiunti hanno diritto all’accesso. Così, non ci resta che continuare ad immaginarcela, questa realtà tedesca in trasferta, come nel caso dell’Afghanistan o del Kosovo.

La Germania è presente in Afghanistan all’interno della missione ISAF, dove tre operatori trasmettono da Camp Marmal. Alle 8 ora locale, mentre qui ancora si dorme, “Guten Morgen Afghanistan” buca l’etere e propaga onde di buonumore – continuiamo ad immaginarcele così – per tutto il campo. Dalle 18:30 alle 19:30 a diventare protagonisti scegliendo la propria musica (che va dal folk allo heavy metal) sono invece i soldati stessi. Note lontane per una terra ancora più lontana.

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La Germania è anche presente in Kosovo all’interno della missione KFOR. Anche qui, la radio è uno strumento per abbattere le barriere dello spazio e far sentire casa, un po’ meno distante, trasmettendo il buonumore. Come piace dire a loro: “Noi per Radio Andernach. Noi per il Kosovo. Noi per le soldatesse ed i soldati” on air ogni giorno dalle 15 alle 17.

Il nome della radio deriva dalla base in cui si trovava prima di trasferirsi a Mayen tredici anni fa, ovvero, la città di Andernach. Il tutto, ha avuto inizio nel 1974, quando si trasmetteva per i soldati in Texas, a El Paso, e l’emittente si chiamava “PSV-Senderbataillon 1”. Inizialmente si incidevano i programmi su audiocassetta, con una frequenza settimanale. La cosa simpatica è che i redattori venivano formati e che in seguito all’avere prestato servizio nella stazione radiofonica dell’esercito, una volta ripresi gli abiti civili alcuni di loro hanno così iniziato una carriera di successo nei media.

Dispiace davvero non poterla ascoltare, questa radio fatta dai soldati per i soldati: sarebbe stato un esperimento curioso. Per attutire la nostra curiosità uditiva, resta il palinsesto della televisione, di cui la Bundeswehr pubblica un modello tipo: film, notiziari, partite di calcio, reportage, serie televisive… ecco cosa guardano i soldati in missione.

Sendenplan

40 anni di storia! Un bel traguardo Radio Andernach, per te e per la Bundeswehr. L’unico rimpianto che ci resta, è di non poter sentire la tua voce – forse un po’ gracchiante – con un “Guten Morgen, Afghanistan!” Insomma, è proprio il caso di dirlo: 40 anni, e non sentirli!

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