Anche i tedeschi sanno fare rap….

Chi vive in Germania da molto tempo lo sa. Il rap qui (così come anche da noi del resto) è spesso tema di dibattiti mediatici da prima serata solo quando è in relazione con episodi di violenza e immaginari gangsta improbabili che poco si addicono al paese e al quotidiano dei propri cittadini.

Per questo motivo molti di voi conosceranno magari SidoBushido, probabilmente avranno sentito il nome Kay One dopo averlo visto  in prime time a Deutschland sucht den Superstar o per la gossip-faida con lo stesso Bushido. Al limite  anche Cro, il rapper con la maschera da panda, una versione edulcorata e accalappia-teenager di ciò che aveva creato il personaggio di Sido negli anni 90.

In realtà qui, come anche in Italia, il rap contiene dei micro mondi dalle mille sfaccettature : rap di ispirazione soul e pieno di riferimenti jazz, contaminazioni pop digeribili e apprezzabili anche da chi non ha mai avuto interesse ad avvicinarsi al movimento, nuove avanguardie importate dall’estero ma anche puristi incalliti, fissati con la old school.

Vi presentiamo 5 nomi a cui vale la pena dare un ascolto e una chance anche da chi non è amante di questo universo musicale. 5 immaginari diversi e 5 modi distinti di concepire lo stesso genere.

Il primo della lista si chiama Donato, e il suo secondo album ufficiale, rilasciato un paio di mesi fa si intitola Enzo. Ein Witzt, oder? Il suo nome di battesimo e il titolo dell’album sono stati ereditati dal nonno di origini italiane a cui è dedicato anche il terzo singolo omonimo dal testo introspettivo e strappalacrime.

Dad zeigt mit dem Finger den Himmel, ’guck mal da rauf, Kind
Siehst du den Stern da, dort oben, da sitzt dein Opa
Er passt auf dich auf, wenn’s dunkel ist, ganz egal, was hier los war…

(Papà indica il cielo con il dito “Guarda, bimbo mio, lì sopra, la vedi quella quella stella  ?
Làssù c’è tuo nonno .E ti protegge anche quando fa buio, non importa quello che è successo prima…)

I suoi album e i suoi testi sono sempre molto riflessivi, una dizione perfetta e produzioni stesse lontanissime dall’immaginario classico del rapper con la voce grossa e la parolaccia in canna. Tante le influenze dal mondo del pop, del soul e dall’elettronica da camera.

I prossimi sono due amici di Bremen, in arte Dramadigs, in questo caso due rapper ma anche due produttori, tutto fatto in casa. All’attivo solo un album ufficiale Das Muss Doch Nu Wirklich Nicht Sein!  in collaborazione col “King of Soul” Flo Mega e poi un paio di mixtape in veste esclusiva di produttori. Entrambi amanti del jazz e del soul, per creare i propri pezzi passano intere giornate ai Flohmarkt alla ricerca di vinili datati degli anni 60/70/80 per poi campionare un passaggio di un pezzo e riassemblarlo in modo tale da dare vita a un beat originale.

Ve lo spiegano meglio loro in questo video promozionale per il nuovo mixtape “Bei aller Liebe”, pubblicato un paio di giorni fa.

Il terzo artista in questione ha un percorso artistico decisamente insolito. Tua è prima di tutto uno dei componenti del gruppo pop/rap Die Orsons che forse qualcuno di voi si ricorderà per un pezzo che destò l’interesse delle radio e di Stefan Raab (storico presentatore della televisione tedesca) in cui  raccontavano la storia di un ex militante dell’estrema destra che poi decise di cambiare sesso e sedere tra le fila dell’opposizione.

Die Orsons feat. CRO “Horst&Monika” (Official Video) | by Juppi Juppsen from Juppi Juppsen on Vimeo.

Tua porta avanti anche una carriera solista, un progetto spiazzante in cui veste i panni del musicista e del cantante portando sonorità nuove nel panorama tedesco, ispirate dalla corrente post-dubstep degli ultimi anni e all’R&B. Il suo sesto album solista si intitola Stevia e questo è il primo singolo estratto che in italiano si intitolerebbe “Nessun altro”.

Il quarto artista si fa chiamare Prezident (o Whiskeyrap) e questa volta parliamo di rap duro e puro. Poche le contaminazioni, attitudine credibilissima e nessun compromesso d’immagine per apparire sui giornali o in tv, poche anche le interviste rilasciate alle riviste specializzate. Le sue liriche sono spesso oggetto di comparazioni con testi letterari, il suo vocabolario e i termini utilizzati sono davvero rari in tutto il panorama musicale tedesco. Il suo ultimo album si intitola non a caso Kunst Ist Eine Besitzergreifende Geliebte (L’arte è un’amante possessiva).

Della serie il vero riconosce il vero.

Tutti i suoi lavori tranne l’ultimo sopracitato sono disponibili in freedownload sul suo sito ufficiale.

L’ultimo artista non ha bisogno di presentazioni. Se non avete mai ascoltato questa hit almeno una volta per sbaglio in tv  in radio o in qualche party, significa che non vivete in Germania.

Sto parlando di Marteria, ormai annoverato tra gli artisti più popolari del paese, rispettato anche da gran parte dalla scena rap, un po’ per le  produzioni coraggiose e un po’ perché gli si dà atto di essere una cassa di risonanza mediatica che non faccia vergognare i colleghi di occuparsi pressappoco dello stesso genere musicale. Reduce dal successo del suo ultimo album Zum Glück in die Zukunft II (Per fortuna nel futuro 2), ottimo compromesso tra pop e rap, continua a sfornare una hit dietro l’altra. L’ultima si intitola OMG!

simone mazzilli

Musikfresser "Yeah, Berlin, Stadt der unbegrenzten Möglichkeiten. Außerdem schmeckt in jeder anderen Stadt der Döner sc***#*e. Don't believe the Hype und so, Ich habe über 1000 Facebook-Freunde doch bin eigentlich ganz nett" (Fatoni & E.W. - Kunst, 2013)

One Response to “Anche i tedeschi sanno fare rap….”

  1. well

    Non per fare pubblicità ma mi permetto di segnalare questo rapper attivo fin dal ’95: https://www.youtube.com/watch?v=kEGHCo-TXJ8
    se non altro per l’eclettismo, testi e tematiche e perché propone il suo spettacolo dal vivo senza dj ma con una band di musicisti (ci suono io, altri due italiani, un russo ed un francese :))
    Grazie per l’articolo, molto interessante, non conoscevo Donato, rimedierò! ciao ciao

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