Referendum Costituzionale: ecco come votare all’estero anche se non si è iscritti all’Aire

Il 4 dicembre 2016 in Italia si vota per il Referendum Costituzionale. Tutti gli italiani che in quel giorno si troveranno all’estero, temporaneamente o permanentemente, possono comunque votare e adempiere al loro dovere di cittadini. Ecco come possono fare.

Cittadini italiani iscritti all’AIRE

Se si è iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e si vuole votare dall’estero bisogna assicurarsi che il Consolato abbia il nostro indirizzo corretto per poter spedire il plico elettorale. In questo caso, un paio di settimane prima del voto si riceverà a casa tutto l’occorrente per votare via posta. Se invece si è iscritti all’AIRE ma si vuole votare in Italia è necessario comunicare la propria intenzione al Consolato di pertinenza appena viene indetto il referendum (attenzione si hanno solo dieci giorni!). Per farlo è sufficiente presentare una domanda in carta libera, specificando:
– nome e cognome
– luogo e data di nascita
– luogo di residenza
– comune italiano di iscrizione AIRE
– fotocopia documento di identità
– data e firma

Il modulo si può scaricare cliccando qui

La domanda può essere consegnata a mano (anche da persona diversa), oppure inviata per email, posta, fax al Consolato e vale per una sola votazione. Tutti gli indirizzi email e postali dei consolati sono reperibili su: http://www.esteri.it/mae/it/italiani_nel_mondo/serviziconsolari. Occorre compilare una domanda per ciascun elettore, e indicare per quale referendum si chiede di votare in Italia.

Cittadini italiani che si trovano temporaneamente all’estero (e quindi non iscritti all’Aire). Limite 2 novembre 2016 (prorogato)

La novità di quest’anno è che si può votare via posta dall’estero anche se si è solo temporaneamente fuori dall’Italia e quindi non si è iscritti all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (registrazione obbligatoria se il periodo all’estero dura almeno sei mesi). Per votare  bisogna comunicare la propria intenzione al Comune italiano di residenza entro il 2 novembre 2016 (la scadenza originaria era l’8 ottobre, ma è stata prorogata).

L’iter da seguire consiste in una domanda in carta libera, “ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, consapevole delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci”, in cui si specifica:

– nome e cognome
– luogo e data di nascita
– luogo di residenza
– consolato competente
–indirizzo postale estero dove dovrà essere spedito il plico elettorale
– fotocopia documento di identità
– dichiarare di trovarsi all’estero per almeno tre mesi per motivi di lavoro, studio o cure mediche, o di essere un familiare convivente di un elettore in tali condizioni
– data e firma

La domanda può essere consegnata a mano (anche da persona diversa), o inviata per email, posta, fax al Comune, e vale per una sola votazione. Tutti gli indirizzi email e postali dei comuni italiani possono trovarsi su: http://www.indicepa.gov.it. Da tenere a mente che occorre compilare una domanda per ciascun elettore e indicare per quale referendum si chiede di votare all’estero.

Se tutto sarà fatto nei termini, un paio di settimane prima del voto si riceverà a casa il plico elettorale, con tutto l’occorrente per votare via posta.

 

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Eleonora Lanave

Romana, laureata in Scienze della moda e del costume all'Università La Sapienza. Romantica e vagabonda. Approdata a Berlino per cambiare rotta. "T'insegneranno a non splendere, e tu splendi invece". [Pier Paolo Pasolini]

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