I lungo canali di Berlino – Ecco dove sono e perché sono così romantici

I posti più belli di Berlino, quelli in cui vale la pena fare una lunga passeggiata osservando albe o tramonti mano nella mano con la persona che si ama da sempre o che si pensa di amare anche se la si è appena conosciuta, ma tutto sembra andare per il verso giusto, la chimica, gli odori, gli sfioramenti delle mani, un abbraccio su una panchina che si completa a vicenda come due tessere di un puzzle fatto di pochi e grandi pezzi, di quelli che non devi provare molto per capire che sono fatti l’uno per l’altro, e lei appoggia il capo sulla tua spalla trovando la perfetta posizione affinchè te, lei, i vostri battiti, i vostri corpi non sentano il peso l’uno dell’altro, ma vi facciano viaggiare leggeri verso secondi, minuti e ore che sembrano immobili nel tempo, ebbene, quei posti di Berlino in cui puoi provare tutto questo pensando che sì, non c’è nient’altro da chiedere al mondo, sono nei dintorni dell’acqua, dove il canale rispecchia i vostri sguardi e basta il riflesso di una luce sull’increspatura di un onda per accorgervi che ciò che avete intorno è vivo.

Il Maybachufer, il Planufer con l’Admiralbrücke, il Club der Visionaere dei pomeriggi con i piedi a penzoloni sulla superficie dell’acqua, il Kiehlufer che scende fino a Neukölln, l’Unterweasserstrasse da cui si vede dritto fino al Duomo e non c’è più bel panorama di Berlino, la Luiseninsel del Tiergarten e tutti gli altri rivoli d’acqua che partono dal Neuer See e si riversano fino a quello Zoo che visto dal ponte sembra persino l’angolo di un’isola in cui sono tutti felici, anche gli animali in gabbia, e poi salendo sù, Wedding, il Freidrich-Krause Ufer e quell’altro pezzo di neocreatività berlinese, l’Uferstrasse, dove si montano e smontano atelier ed il terzo weekend di ogni mese un gruppo di giovani giapponesi apre e chiude un ristorante di zuppe e sushi dentro un magazzino semiabbandonato e se non lo sai che si trova lì non ci vai e quando lo sai non lo dici in giro perchè certi posti è bello tenerseli per sé, scoperte preziose di cui finisci con l’essere quasi geloso. Berlino ha un’aurea magica intorno all’acqua, non solo i canali, ma anche il fiume, i laghi, Rummelsburg e quella grande pista di ghiaccio che d’inverno ti invita a metterti i pattini e sentirti Mosè e a pensare a quella canzone di Guccini, “l’ acqua che passa fra il fango di certi canali, tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri, chissà se è la stessa lucente di sole o fanali che guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri, si può stare ore a cercare se c’è in qualche fosso, quell’ acqua bevuta di sete o che lava te stesso o se c’è nel suo correre un segno od un suo filo rosso che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso”.

Siamo lontani dal mare, è vero, e quel mare lì al nord è anche qualcosa che non ci appartiene, freddo, ventoso e senza odore, almeno non quello giusto, e forse proprio per questo, basta una lacrima di acqua che scorre accanto al nostro marciapiede per farci sentire sempre in viaggio, sentire sempre a Berlino.

I luoghi citati

Maybachufer – Kreuzberg

Planufer – Kreuzberg

Kiehlufer – Nuekoelln

Luiseninsel – Tiergarten

Freidrich-Krause Ufer – Wedding

Uferstrasse – Wedding

Rummelsburg – Treptow

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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