“Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare”: allo Staatsballett di Berlino Romeo e Giulietta

Quest’anno la programmazione dello Staatsballett di Berlino prevede la messa in scena di Romeo e Giulietta (Romeo e Giulia), balletto classico ispirato all’omonima opera di William Shakespeare.La sofferenza e la bellezza dell’amore incondizionato di due giovani amanti che, appartenenti a due famiglie storicamente rivali nella Verona del 1500, lottano per custodire la propria passione e la tragica fine che li vede entrambi morire suicidi si compongono nel celebre adattamento di danza che è quello che il coreografo sud-africano John Cranko creò nel 1962 per il Balletto di Stoccarda.
La dimensione dei sentimenti della storia d’amore forse più famosa ed emblematica di tutta l’epoca moderna è trasposta egregiamente e senza remore nella rappresentazione di Cranko, sulle note composte per il balletto dal musicista e compositore russo Sergei Prokofiev. Un’opera senza tempo che tra i tanti venne interpretata dal mito indiscusso della danza classica Rudolf Nureyev e da eccellenze tutte italiane quali Alessandra Ferri e Roberto Bolle.

Anche nella versione dello Staatsballet quello che il pubblico percepisce all’istante è un’alternanza di emozioni contrapposte che a volte ti leva il fiato: dall’ilarità quasi comica delle scene del mercato che riproducono un’Italia che nei secoli, a quanto pare, non sembra cambiare nell’immaginario straniero, alla solennità dei momenti del ballo in casa dei Capuleti che arriva al culmine nella ormai famosa danza dei cavalieri; dall’amore che intenerisce e fa spuntare un sorriso nel volto di ogni spettatore, alla vista dei due amanti che si scambiano un primo timido bacio sul balcone di una Giulietta ancora così bambina, sino alla tragicità della scena della loro morte che lascia sempre un pizzico di tristezza e uno spunto di riflessione sull’amore puro e sull’incapacità di gestire un fato avverso.

La coreografia è stata ridisegnata per il Balletto di Stato di Berlino da Thomas Mika, giovane set e costume designer originario di Amburgo cui va il merito di essersi approcciato a Romeo e Giulia con una bravura ed un rispetto della classicità semplicemente introvabili.
Le scene sono molto movimentate e mai noiose; i ballerini interpretano con passione e molta ironia scene classiche, rendendole contemporanee.

Sempre divertente l’interpretazione della Balia di Giulietta, che tanto nell’opera di Shakespeare quanto nella trasposizione teatrale fa sorridere nei suoi atteggiamenti goffi, così come eccellente è la parte dell’esuberante Mercuzio, interpretato da Alexej Orlenco.
Entusiasmanti sono i giochi di colori e di luci che si compongono in una scena che sembra muoversi e aver vita essa stessa.
Il tutto è poi accompagnato dalla musica dell’orchestra diretta da Anton Grishanin che pur non essendo in scena sa essere anche lui un bravo protagonista.

Perché andare a vederlo
Perché Romeo e Giulietta è la storia d’amore che oltre le epoche riesce ancora ad emozionare il pubblico di ogni età; perché non si piange e ci si commuove soltanto ma si ride grazie all’ottima interpretazione di un corpo di ballo composto da ballerini che sanno dividersi tra tecnica della danza e ottima interpretazione. Perché la danza classica è un’arte senza tempo a cui, nonostante Berlino sia la città dell’arte per eccellenza, spesso viene dato un ruolo di secondo piano. Perché è una rappresentazione che egregiamente rispetta la tradizione con equilibrata novità. Da consigliare a tutti, esperti e non.

Dove:
Staatsoper im Schiller Theater
Bismarckstr. 110
10625 Berlin

Come arrivare:
(U-Bahn):
Ernst-Reuter-Platz: U2
(Bus):
Ernst-Reuter-Platz: M45, X9, 245, N2
Bismarckstr./Leibnizstr.: 101

Quando:
11 maggio ore 18:00
24 maggio ore 19:30
05 maggio ore 19:30
09 giugno ore 19:00
I biglietti vanno dai 23 euro ai 78 euro e sono reperibili sia on line qui che dentro lo Staatsoper Schiller Theater fino a un’ora prima della rappresentazione.

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M. Rita Arfuso

Nata molto a sud nella lontana e mitica Calafrica ma pur sempre italiana, tra i vari saltelli per l'Europa arriva a Berlino poco tempo fa ma decide di restarci (il perchè lo sapete già, ve lo ripetiamo ogni giorno). Di lei si può dire che: amerebbe essere vegetariana ma è calabrese e le riesce molto difficile conciliare queste due cose. Amerebbe suonare uno strumento ma si fermò quando, da piccola, il padre le spiegò che i mancini suonano la chitarra al contrario: ci sarebbero voluti troppo tempo e volontà e lui non aveva né uno né l'altra. Infine amarebbe saper cucinare ma le sue prof femministe di Scienze Politiche le hanno insegnato che meglio evitare, non si sa mai.

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