A Berlino un salone di letteratura per gli scrittori stranieri. Ecco tutti gli appuntamenti

A Berlino la cultura si respira ovunque, le lingue si mescolano e con loro le idee. Nei locali o nelle gallerie, nelle università o nei centri culturali le idee nascono e prendono forme sempre diverse: a volte un disegno, altre una scultura, altre volte ancora diventano parole.

Il mondo letterario berlinese è vario e vivace, sia che si esprima con la lingua tedesca che con altre lingue. Per questo molti scrittori internazionali scelgono Berlino come città in cui vivere. Nella maggior parte dei casi succede però che questi autori continuino a scrivere per un pubblico che sta ben al di là dei confini della Germania: se letture in tedesco o inglese trovano un loro spazio nella quotidianità, ben poco ne rimane a chi non usa queste due lingue per le proprie opere.

Il Weltliteratursalon è un’iniziativa promossa dalla Berliner Literarische Aktion. L’obiettivo è creare una piattaforma letteraria per autori stranieri: un punto di partenza per scoprire cosa succede nel mondo della scrittura dei berlinesi per adozione.

Ogni terzo martedì del mese scrittori di ogni parte del mondo residenti a Berlino incontrano il pubblico, attraverso i propri testi letti prima in originale e poi in tedesco. Il programma prevede appuntamenti con scrittori provenienti dal Congo, dall’Ucraina e dalla Russia.

Martedì 21 ottobre, al bar Fahimi di Kreuzberg, a fare da protagonista è la letteratura italiana attraverso le parole di due giovani e promettenti scrittori italiani: Stefano Jorio e Mauro Mantello.

Jorio che ha vissuto in Australia, Inghilterra, Israele, ora abita a Berlino; nel 2010 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Radiazione, che racconta dell’Italia dei nostri tempi e delle trame di potere attraverso “gli amori e le sfighe di un trentenne romano”. Il romanzo gli ha portato poi soddisfazioni, riscuotendo successo di critica e di pubblico. Marco Mantello, nato a Roma, vive anche lui a Berlino. Tra le varie pubblicazioni ricordiamo il suo romanzo La rabbia, che nel 2006 è tra i dodici finalisti del Premio Strega, e due raccolte di poesie: Standards e La Rabbia dei vincitori. Mantello è considerato un giovane talento.

La moderatrice dell’evento è Cristina Beretta che collabora da anni ormai con la Berliner Literarische Aktion. Quest’ultima non è nuova ad iniziative simili; l’anno scorso sono state organizzate diverse letture con ospiti del calibro di Vincenzo Latronico. L’intenzione per il prossimo anno è poi quella di creare un vero e proprio festival della letteratura straniera a Berlino.

Un altro progetto promosso sempre dallo stesso Istituto è quello del Literatur hinter Gittern, letteratura dietro le sbarre: ovvero una serie di incontri che prevedono letture all’interno delle carceri di Berlino. In merito a questa interessante iniziativa, la Beretta sottolinea che “le letture dentro il carcere non aspirano a dare degli insegnamenti, semplicemente facciamo dentro, quello che siamo soliti fare fuori; non si parla del passato di queste persone, né del motivo per cui sono lì. Loro dimostrano tutti grande interesse e hanno una gran voglia di prendere la parola alla fine delle letture”.

Per gli appassionati di letteratura italiana e non, l’appuntamento è martedì 21 ottobre, presso l’accogliente locale Fahimi: quale miglior modo per terminare un qualsiasi martedì di fine ottobre!

Dove:

Fahimi Bar
Skalitzer Straße 133, 10999 Berlino

Quando:

Ogni terzo martedì del mese. Prossimo appuntamento è previsto per martedì 21 Ottobre alle ore 20:00.
Costo: 5€, biglietto ridotto 3€.

Qui l’evento facebook.

Foto (C) Craig Sunter CC BY SA 2.0

M. Rita Arfuso

Nata molto a sud nella lontana e mitica Calafrica ma pur sempre italiana, tra i vari saltelli per l'Europa arriva a Berlino poco tempo fa ma decide di restarci (il perchè lo sapete già, ve lo ripetiamo ogni giorno). Di lei si può dire che: amerebbe essere vegetariana ma è calabrese e le riesce molto difficile conciliare queste due cose. Amerebbe suonare uno strumento ma si fermò quando, da piccola, il padre le spiegò che i mancini suonano la chitarra al contrario: ci sarebbero voluti troppo tempo e volontà e lui non aveva né uno né l'altra. Infine amarebbe saper cucinare ma le sue prof femministe di Scienze Politiche le hanno insegnato che meglio evitare, non si sa mai.

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