Se soltanto sapessi, la struggente poesia di Nelly Sachs sulla vita e la morte

Una splendida poesia di Nelly Sachs, poetessa ebrea che raccontò il dolore dell’Olocausto

Nelly Sachs fu una poetessa tedesca ed ebrea, premio Nobel per la letteratura nel 1966. La diffusione dell’antisemitismo e l’ascesa al potere di Hitler furono motivo di grande sofferenza e profonda inquietudine per Nelly Sachs, che infatti fuggì in Svezia insieme alla madre e per molti anni non fece ritorno in Germania. La poesia fu per lei lo strumento attraverso cui esprimere il dolore vissuto dagli ebrei durante le persecuzioni naziste. Le poesie di Nelly Sachs, anche quando non contengono alcun riferimento esplicito all’Olocausto, raccontano i sentimenti e le atmosfere di quegli anni, dal punto di vista di una persona ebrea che dovette lasciare la Germania per sottrarsi alle deportazioni nei campi di concentramento. Qui vi proponiamo una delle sue poesie, tratta dalla raccolta “Nelly Sachs – Poesie” (Einaudi, 1971, traduzione di Ida Porena).

«Se soltanto sapessi»

Se soltanto sapessi
cosa hai guardato sul punto di morire:
un sasso, che aveva già bevuto
molti sguardi estremi, un cieco sasso
meta di altri sguardi ciechi?

Oppure terra,
sufficiente a riempire una scarpa
e già annerita
da tanto addio
e tanta volontà omicida?

O era forse il tuo ultimo cammino
che ti portava il saluto di tutti i cammini
da te percorsi?

Una pozza d’acqua, un pezzo di metallo luccicante,
forse la fibbia addosso al tuo nemico,
o un altro presagio impercettibile
del cielo?

O forse questa terra
che non congeda nessuno senza amore
ti ha parlato col volo di un uccello
ricordando alla tua anima di quando palpitava
nel corpo riarso dai tormenti?

«Wenn ich nur wüßte»

Wenn ich nur wüßte,
Worauf dein letzter Blick ruhte.
War es ein Stein, der schon viele letzte Blicke
Getrunken hatte, bis sie in Blindheit
Auf den Blinden fielen?

Oder war es Erde,
Genug, um einen Schuh zu füllen,
Und schon schwarz geworden
Von soviel Abschied
Und von soviel Tod bereiten?

Oder war es dein letzter Weg,
Der dir das Lebewohl von alien Wegen brachte
Die du gegangen warst?

Eine Wasserlache, ein Stück spiegelndes Metall,
Vielleicht die Gürtelschnalle deines Feindes,
Oder irgend ein anderer, kleiner Wahrsager
Des Himmels?

Oder sandte dir diese Erde,
Die keinen ungeliebt von hinnen gehen läßt
Ein Vogelzeichen durch die Luft,
Erinnernd deine Seele, daß sie zuckte
In ihrem qualverbrannten Leib?

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Immagine di copertina: Nelly Sachs © Pubblico dominio.

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