Berlino promuove un eccezionale progetto di condivisione contro lo spreco alimentare

Vivevo a Berlino da pochi mesi e nel mio terzo appartamento da poche ore, quando, svegliandomi, ho trovato ad accogliermi sul tavolo della cucina, settantadue vasetti di yogurt e un post-it che diceva: “mangia quello che vuoi!”

Poco dopo, ringraziando il mio coinquilino per quel gesto, sono venuta a conoscenza di come avevamo ottenuto quella colazione pantagruelica e altre grandi quantità di cibo: tramite foodsharing. Questo progetto, nato nel 2012 su iniziativa di alcuni volontari, prevede la condivisione di prodotti alimentari in esubero, altrimenti destinati al cassonetto; una grande quantità davvero, se si pensa che per ogni cittadino tedesco è stato stimato che vengano gettati circa ottantadue kg di cibo l’anno. Il foodsharing basandosi su tre semplici regole – dare, prendere, condividere – lotta contro lo spreco alimentare, favorendo lo scambio di prodotti tra privati. Tramite una piattaforma online, infatti, chiunque può iscriversi pagando una piccola quota iniziale e poi segnalare il luogo in cui avverrà lo scambio, il dono e quindi la consegna di veri e propri cesti alimentari. Secondo il principio per cui non si inserisce nel cesto qualche cosa che non si vorrebbe mangiare, tutti i prodotti donati sono di qualità ed ancora utilizzabili.
Su questo modello é poi maturata una nuova iniziativa locale: la creazione di punti di incontro fisici in cui lasciare e/o ricevere cibo gratuitamente in veri e propri frigoriferi pubblici, situati in vari quartieri della città, da Charlottenburg a Pankow, e quindi accessibili a tutti.

Consigliamo di visitare il sito in cui, oltre ad avere informazioni circa il progetto Foodsharing, è possibile avere consigli utili volti alla conservazione del cibo e contro lo spreco alimentare.

Foto ©Sascha Kohlmann CC BY-SA 2.0

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Manuela Margaroli

Amo i biscotti, le risate con gli amici, le passeggiate senza meta, i peperoni, l’odore dell’erba appena tagliata e quello dei libri, le luci di natale, le borse, il cinema, i lamponi, la musica, i romanzi russi, il mio accappatoio. Odio essere svegliata, la pioggia – quando ha appena lavato i capelli- dover indossare le scarpe, le galline, il suono del citofono, il the diventato freddo, le penne nere che scrivono in grigio, le promesse non mantenute, l’aceto, le partenze, i remake.

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