Berlino fa finta che l’attentato non ci sia stato. E non tutti ci stanno.

Dopo l’attentato di Breitscheidplatz non accennano a placarsi le critiche all’amministrazione di Berlino e allo Stato tedesco: i parenti delle vittime lamentano l’indifferenza delle istituzioni e l’eccessiva fretta di tornare alla normalità.

«insufficiente attenzione al lutto», così l’hanno definita i familiari delle vittime e dei feriti (undici ancora ricoverati) dell’attacco terroristico dello scorso 19 dicembre. «Mentre berlinesi e turisti ancora depongono fiori e candele nei pressi di Breitscheidplatz», dice la moglie di uno dei feriti tuttora in ospedale, «da parte dei nostri governanti si sente dire soltanto che dobbiamo tornare alla normalità il più presto possibile». Il desiderio della capitale di andare avanti e voltare pagina rischia così di scontrarsi con l’esigenza, più che legittima, di elaborare con la lentezza necessaria un dolore troppo grande.

Minuto di silenzio al parlamento berlinese

È probabilmente anche per rispondere alle parole della donna che ieri, a quasi quattro settimane dall’attacco, il parlamento berlinese ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Lei stessa aveva definito «vergognoso» che una simile commemorazione non fosse stata decretata prima.  «Il terrore è arrivato a Berlino», ha dichiarato il presidente della camera dei deputati Ralf Wieland, sottolineando come la minaccia terroristica abbia l’obiettivo di spaccare in due la società. «Resta difficile spiegarsi l’insensatezza di un tale gesto, ma Berlino non può lasciarsi sottrarre la sua libertà e il suo stato di diritto. Il ricordo delle vittime, ad ogni modo, non deve affievolirsi».

La proposta di un memoriale permanente

Il vescovo evangelico di Berlino, Markus Dröge, si è espresso a favore di un memoriale per le vittime dell’attentato: «Quando i fiori saranno appassiti e le candele consumate, ci dovrà essere un luogo dignitoso nelle immediate vicinanze di Breitscheidplatz dove poter commemorare le vittime». Anche la parrocchia della vicina Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche si è detta disponibile a collaborare per «tenere vivo il ricordo della terribile strage causata dal fondamentalismo religioso».

Foto di copertina © Linda Paggi

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