Il 33% dei tedeschi è ancora vittima del trauma della seconda guerra mondiale

“Un terzo dei tedeschi è ancora vittima di traumi legati in qualche modo alla seconda guerra mondiale”. È questa l’opinione di Sabine Bode, autorevole scrittrice e giornalista di Colonia dopo aver collezionato il parere di un nutrito gruppo di psicologi per la redazione di ben tre libri sul tema negli ultimi otto anni (l’ultimo è una riedizione aggiornata di Kriegsenkel del 2014).

“Non solo chi ha vissuto la guerra, ma anche la generazione successiva ne è stata toccata. La loro visione dell’infanzia è stata influenzata dal periodo e dal nucleo familiare in cui sono cresciuti” racconta la Bode al quotidiano die Welt, “molti di loro si portano dietro un conflitto emotivo che a loro volta hanno riversato sui figli, i nipoti quindi di chi visse la guerra. Quest’ultimi, se da una parte hanno spesso trovato genitori emotivamente scarsamente capaci di empatizzare, dall’altra li hanno spesso rincorsi cercando di dargli quelle gioie che pensavano potesse stabilizzarli”.

L’analisi della Bode va quindi più nel dettaglio:  “Sia i figli della guerra nati negli anni ‘60 e ‘70 che i nipoti, soffrono spesso di inspiegabili paure. Anche quando vogliono…. Continua qui su Wired.it

Foto © Tyrone Daryl CC BY SA 2.0

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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