Teufelsberg, Berlino decide di riacquistare la montagna del diavolo per trasformarla in…

Molti di voi l’hanno spesso sentita nominare, molti altri ci sono anche andati, scavalcando la recinzione e infilandosi nella vecchia costruzione abbandonata. Stiamo parlando di Teufelsberg, la cosiddetta “montagna del diavolo”.
Con 120,1 metri di altezza, Teufelsberg è il rilievo più alto della città, considerando che il Großer Müggelberg ne misura solo 114,7. La collina sorge nella Grunewald, la foresta facente parte, durante la divisione del muro, di Berlino Ovest.
Il nome, escludendo fantasiose congetture, deriva in realtà dal Teufelsee, il lago vicino.

La collina è in effetti un rilievo di origine artificiale, costruito con i detriti della seconda guerra mondiale. Una curiosità è che tra le macerie, giacciono i resti della “Facoltà Tecnica Militare Nazista” mai completata, pianificata da Hitler stesso. Sulla collina è inoltre visibile ancora oggi la vecchia stazione radio utilizzata dagli americani per le intercettazioni durante la divisione del muro. Al momento un paio di stanze sono utilizzate da alcuni artisti ed è possibile visitare l’interno solo attraverso visite guidate.
Nel 1990, in seguito al boom economico della Germania post riunificazione, un gruppo di investitori acquistò la radio e la zona circostante, con l’intenzione di costruire hotel, appartamenti e rendere la vecchia stazione un museo. Il progetto, tuttavia, venne ben presto abbandonato, lasciando che il posto rimanesse per anni uno dei tanti affascinanti luoghi disabitati di Berlino.

Il territorio che in 18 anni ha visto progetti su progetti, idee su idee, tra le quali anche quella della “Friedensuniversität”, un’università tutta esoterica ideata da David Lynch, sta ritornando ora di nuovo alla luce.
I politici del Senato e dei comuni hanno deciso di mettere un freno alla decadenza del luogo. Secondo quanto afferma il Tagesspiel, infatti, aspirerebbero al riacquisto del territorio. La forza motrice del nuovo interesse sarebbe proprio data dal nuovo sindaco Michael Müller.

L’idea è quella di far diventare la zona meta di escursioni e un luogo della memoria della Guerra Fredda. Del progetto fanno parte l’apertura di un café nella cupola della torre principale, con sopra una piattaforma panoramica, un museo dello spionaggio e un’organizzazione culturale.

La questione però non è così semplice. Intorno al tavolo decisionale si sono riuniti più di 40 partecipanti, tra cui Jörg Haspel, sovrintendente alla conservazione del territorio, il quale sostiene che il sito sia la più importante testimonianza rimanente della guerra fredda e che fino ad ora non è stata utilizzata come un monumento storico. Inoltre, come sostiene Daniel Buchholz, deputato dell’SPD, gli ultimi investitori avevano acquistato un’area di 4,7 ettari per 5,2 milioni di marchi tedeschi nel 1996 e ora vorrebbero rivenderla per 15 milioni di euro. Il deputato definisce la cifra “totalmente irrealistica”, in quanto il valore starebbe al di sotto dei tre milioni di euro.

Senza considerare che nel 2005 il senato ha dichiarato il territorio zona forestale e ha proibito l’edificazione di nuove costruzioni. I due architetti e comproprietari dell’area, Hartmut Gruhl e Hanfried Schütte, vedono poche possibilità nella vendita allo stato di Berlino. Il prezzo proposto è troppo lontano dalle richieste vicendevoli, senza considerare che le idee di utilizzo divergono su parecchi fronti. Accanto al caffè e al museo, secondo questi ultimi, dovrebbero esserci anche uno spazio per gli imprenditori e per il pensiero scientifico.

Tutte queste proposte verranno messe all’interno di un libro la cui pubblicazione è prevista prima di natale, in cui sarà possibile leggere la storia, la situazione attuale e il futuro dell’area.

Per info ed escursioni vi consigliamo di consultare la pagina ufficiale.

Foto © Jànos Balàsz CC By SA 2.0

Mariarca Guglielmo

Una napoletana atipica a cui piace il freddo e il rumore della pioggia. Con la passione per la cucina, la fotografia, il reiki e tutto ciò che richieda creatività. Resto spesso nel mio mondo, mi sono sempre sentita come in una bolla di vetro, quelle che quando le capovolgi scende giù la neve.

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